Recensione. La fidanzata d’America .

Giusy Cafari Panico

Castelvecchi editore

Pagine 135

Prezzo 15,00 €

Sinossi ufficiale

Ada aveva nelle mani la sapienza del filato, appresa da sua nonna e da sua mamma. Ma si sentiva persa, come la spoletta quando viene lanciata da una parte all’altra per tessere una nuova trama.

Abruzzo, 1920. In un affresco di un’Italia sofferente, sull’orlo del fascismo, tra miseria, sogni e ideali, il ritorno in paese di un giovane prete che, per una ferita di guerra, ha dovuto abbandonare la sua folgorante carriera e il ruolo privilegiato di confessore della Regina, cambia per sempre il destino della sorella, promessa sposa a un giovane emigrante. Ada si prepara a raggiungere il suo innamorato a Filadelfi a, ma quando lui è finalmente in grado di spedirle i soldi per il viaggio, nasce il dilemma. La famiglia osteggia l’unione, gli interrogati vi senza risposte sono troppi. In più il promesso sposo è imparentato con una famiglia di briganti e in America è iscritto ai sindacati e lotta per i diritti dei lavoratori. Ad Ada si prospetta una nuova possibilità. Partire o restare?

Recensione

Il romanzo è una storia di altri tempi, scritto con un linguaggio lento e pacato, arricchito di descrizioni molto accurate e narrato attraverso il particolare punto di vista della protagonista, Ada, una ragazza che sogna la libertà lontano dalla sua famiglia opprimente, con un padre che dopo la morte della moglie si è rifugiato nella bottiglia di vino, con una matrigna che la tormenta e non perde occasione per rimproverarla, con due fratellastri a cui badare e che le danno solo problemi.

La figura che emerge da queste poche pagine è quella di un personaggio straordinario, una ragazzina che nonostante la giovane età ha molte responsabilità, cioè quella di badare alla casa e ai suoi fratelli e di sostituire la matrigna impegnata in incombenze che la portano fuori da casa.

In più deve prendersi cura anche del fratello prete che è appena tornato da Roma molto malato, cercando di sostenerlo con il suo affetto e di rinsaldare quel legame antico di amore che è L’unico che le dà ancora un po’ di gioia all’interno della sua famiglia fredda e anaffettiva.

Ada è una ragazzina che ha sofferto molto per la perdita della madre, per il rancore che la matrigna ha nei suoi confronti in quanto la vede crescere bella e aggraziata. Nonostante tutte le fatiche e le miserie della sua giovane vita, la protagonista tiene molto alla sua persona, ogni volta che esce cerca di essere ordinata e perfetta E soprattutto non perde mai la speranza e i sogni. In particolare il suo sogno è incarnato da un giovane che tutti considerano un pessimo partito e che nessuno approva, in quanto parente di una nota famiglia di briganti, ma che le ha fatto palpitare il cuore con il suo sguardo e con la promessa di un futuro straordinario nella lontana America.

Lo stile semplice e curato dell’autrice ci dà l’impressione di vivere insieme ad Ada nel suo piccolo paesino in Abruzzo, negli anni ‘20, in un mondo fatto di stenti e di miseria, un mondo comunque in cui la speranza non moriva mai, perché si trovava sempre un motivo per continuare a sorridere e a guardare avanti.

L’autrice

Giusy Cafari Panico è nata a Piacenza, ma ha radici sparse in tutta Italia: Ortona (CH), San Valentino in Abruzzo Citeriore (PE), Cassino (FR), Civago (RE). Ha pubblicato due libri di poesie: Come la luna di giorno come la luna di notte (Lir edizioni 2008), Moto a luogo (Lir edizioni 2010) e uno di narrativa: Maschile Singolare (Lir edizioni 2013). Con l’Associazione Volatori Rapidi, di cui è tra i fondatori, ha pubblicato cinque raccolte di racconti e ha partecipato al Festivaletteratura di Mantova 2008. Vincitrice di numerosi premi letterari nazionali e internazionali e finalista, tra l’altro, al Mystfest 2011, è critico letterario, componente di giuria in importanti kermesse letterarie, membro dell’associazione culturale Pegasus di Cattolica, nonché direttrice editoriale della collana di poesie Oltre della casa editrice Pegasus Edition. Drammaturga, autrice di pièce teatrali, testi per corti e documentari, conduce per l’emittente radiofonica Radio Sound 95 di Piacenza la rubrica di poesia Poetry Break e collabora con il quotidiano Libertà scrivendo racconti e poesie. È la direttrice artistica del Piccolo Museo della Poesia “Incolmabili fenditure” di Piacenza.

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