Segnalazioni Casa editrice Kimerik

In questa raccolta di poesie, Dennys Cambarau concretizza, in un modo genuino e spontaneo, l’immediatezza con la quale i sentimenti si susseguono nel tempo. Si legge senza sforzo tra le righe, infatti, una forza interiore caratteristica del suo modo di pensare, di cogliere nel loro senso più profondo quelle verità intrise di diverse tradizioni: quella italiana, nostrana, a noi familiare, e quella giapponese, rappresentata nella parte finale da haiku e tanka.

Si capisce da questa breve raccolta che l’Autrice è in cerca di un contatto, di una risposta alle mille domande che sempre ci si pone. E indiscutibilmente, pur su una strada in salita, con la poesia si può riuscire a rispondere alle domande più difficili: se non può cambiare il mondo e gli uomini, come avviene in questo caso può cambiare i lettori, smuovere le coscienze, costringerci a porci delle domande e a guardarci dentro in cerca delle risposte.

Mariù, Cetty, Michele: sono alcuni dei nomi dietro cui, in questi otto racconti, si cela la figura di Mariceta Gandolfo, una ragazza degli anni ’70. Sono personaggi veri, concreti, tangibili, con le proprie fragilità e incertezze. Sono persone di diverse età, che, nel loro piccolo, cercano di cambiare il mondo in cui vivono, schierandosi contro le ingiustizie.
Nelle pagine di questo libro vengono narrati frammenti di vita quotidiana; schegge di memoria in cui si percepiscono le paure e le tensioni, la felicità e la passione dei protagonisti; storie che mettono in luce una terra di cui si possono sentire i profumi e i sapori, un’isola splendida ma ricca di profonde contraddizioni: la Sicilia.
Con uno stile semplice ma incisivo, gli episodi presenti in questo libro – scritti nel corso di diversi anni – permettono al lettore di porsi domande su temi di valenza sociologica e politica, di conoscere alcune tradizioni siciliane, di entrare in contatto con la mentalità di un’epoca ormai passata, ma che spesso condiziona anche il presente.

Ero sicuro che avesse capito chi fosse la protagonista sia dei miei sordidi voli pindarici sia di quello di linea deciso a prendere da lì a poco.
Mi limitai a guardarla dritto negli occhi, pronunciando una singola frase:
«So dove devo andare, mamma, e da chi voglio tornare. Stai tranquilla».

Racchiusi in queste pagine vivono due racconti che indagano in profondità la vita e le emozioni. L’intensità del dualismo tra maschile e femminile; la passione che travolge le anime, impegnate in una danza non solo all’interno di una sala da ballo, ma nell’esistenza stessa sono solo alcuni dei temi che permettono di andare “oltre”. E poi ancora, la morte, la rinascita, la carezza di una bambina che sa guardare oltre questo mondo, la fiducia in se stessi e nella vita, la paura, l’abbandono e per finire una grande consapevolezza: la forza dei sentimenti, l’amore primo fra tutti, è ciò che rende liberi. Ed ecco che si presenta al lettore un connubio tra romanzo e concretezza, in cui la profondità e la crudezza delle emozioni si tingono di toni reali, a tratti seducenti, a cui è impossibile restare indifferenti.

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