Recensione. Il morso della vipera

Alice Basso

Garzanti editore

Pagine 316

Prezzo 16,90 €

Sinossi ufficiale

Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista Saturnalia: racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi cappotti, tra una sparatoria e l’altra, hanno sempre un bicchiere di whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine di Hammett e Chandler, tradotte dall’affascinante scrittore Sebastiano Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove, diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando qualcosa. Forse per questo, quando un’anziana donna viene arrestata perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è l’unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui di giusto non c’è niente? Quelli non sono anni in cui dare spazio ad una visione obiettiva della realtà. Il fascismo è in piena espansione. Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il coraggio che ha e l’intuizione che le hanno insegnato i suoi amici detective per indagare e scoprire quanto la letteratura possa fare per renderci liberi.

Recensione

Anita Bo, una torinese bella e intelligente, si trova alle prese con un nuovo lavoro di dattilografa e un giallo da risolvere, avendo come compagno di indagine un antifascista che cerca di farsi passare per fascista e come stimolo la ricerca della verità.

Nella Torino degli anni ‘30 prende vita questa storia che inaugura una nuova serie da parte della Basso, nota al publico per aver creato il fantastico personaggio di Vani Sarca. Anita non è da meno, è intraprendente, molto intraprendente, soprattutto tenuto conto degli anni in cui vive, è bella ma sa che non può contare solo sul suo fascino e sulle sue lunghe ciglia, è sagace e intuitiva, è spiritosa e le sue esclamazioni “che zucche” o “santa polenta“ rendono il racconto molto divertente.

Anita è il contrario dello stereotipo della ragazza bella e un po’ oca e in un periodo così particolare della storia italiana, cioè il ventennio fascista, si interroga se a volte dobbiamo perseguire e diffondere la verità, anche a costo di andare contro l’autorità costituita.

Lo scenario che fa da sfondo alla storia è stato reso in modo magistrale dalla scrittrice e ciò rivela un lungo lavoro di documentazione che sicuramente è stato alla base della stesura del romanzo.

Sotto una storia in apparenza semplice e a tratti molto divertente si cela una profonda riflessione su alcuni argomenti importanti, come ad esempio la condizione delle donne durante l’epoca fascista oppure l’importanza della ricerca della verità, sempre e ad ogni costo.


Credo che sarà facile affezionarsi al nuovo personaggio creato da Alice Basso, che in futuro ci riserverà altre storie divertenti ma nel contempo profonde come questa.

Ps. La ex-professoressa di Anita che fuma come una ciminiera e nasconde libri proibiti dal regime è uno dei personaggi top del libro, insieme all’amica Clara e al “complice” di Anita, Sebastiano Satta Ascona.

L’autrice

Alice Basso è nata a Milano nel 1979. Ha lavorato per diverse case editrici come redattrice, traduttrice e valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, ama cantare e scrivere canzoni, suonare il sassofono e disegnare. Cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne. Con Garzanti ha pubblicato le avventure della ghostwriter Vani: L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome(2015), Scrivere è un mestiere pericoloso (2016), Non ditelo allo scrittore (2017), La scrittrice del mistero (2018), Un caso speciale per la ghostwriter(2019), più i racconti La ghostwriter di Babbo Natale (2017), Nascita di una ghostwriter(2018), Un caso speciale per la Ghostwriter(2019) e Il morso della vipera (2020).

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