Recensione. Karma city

Massimo Bisotti

Harper Collins Italia

Pagine 423

Prezzo 18,00 €

Sinossi ufficiale

Accettare la vita così com’è è un fallimento? Io non credo. Credo piuttosto il contrario. Credo che rinnegare ciò che è stato o allontanarsi dalla realtà nella quale si viene proiettati come una catapulta, che sia o meno una propria responsabilità, sia la rincorsa per essere infelici.

Cosa faremmo se ci venisse offerta l’opportunità di cambiare vita, di ripartire da zero? Amanda, Mary Jane, Sarah, Joy, Robin, Yuki, Zac e Sasha hanno tra i venticinque e i quarant’anni e ognuno di loro ha una sua storia particolare. Zac ha una discoteca di successo e gli è appena stata diagnosticata una brutta malattia. Amanda è una milionaria famosa sui social ma sente di aver costruito solo rapporti superficiali. Sasha è un tatuatore che fa anche il ghost writer, soffre per i mancati riconoscimenti e di notte va a disegnare meravigliosi graffi ti sui muri della sua città. Mary Jane è una scrittrice che ha perso l’ispirazione e non riesce a trovare l’amore… Tutti e otto sono accomunati da una cosa: sono insoddisfatti della loro vita. Per questo accettano la proposta, che viene da uno psicologo conosciuto online, di abbandonare la loro esistenza quotidiana e trasferirsi su un’isola bellissima e appartata che possa offrire loro la possibilità di ricominciare. Qui, assieme ad altri giovani, potranno vivere un nuovo inizio in un luogo capace di riportare l’anima in contatto con la sua parte più vera. Passano i mesi, si creano legami, amori, amicizie. Ma qualche tensione comincia a scuotere il gruppo. È possibile che non sia tutto perfetto come sembra? Forse il sogno di un luogo ideale è soltanto un’illusione…

Recensione

Leggere questo romanzo mi è sembrata un’esperienza simile alla lettura di un libro motivazionale, perché l’autore dissemina lungo tutto il racconto tante piccole perle di saggezza che ci danno motivo di riflessione sulla nostra vita. L’unico neo del testo è forse proprio questo: troppi “consigli” dispensati come «mantra» che aiutano a mettere a fuoco gli obiettivi e a cambiare la prospettiva da cui si guarda la vita e ciò che succede.

Oltre a ciò ho trovato il numero dei personaggi un po’ eccessivo: non è facile seguire tutte le loro storie che vengono lasciate e poi riprese. Sono dovuta spesso tornare indietro a rileggere i capitoli in cui venivano date le informazioni fondamentali sui vari ospiti di Karma City perché me le dimenticavo e soprattutto mi confondevo tra i nomi.

Mi aspettavo una lettura meno infarcita di esortazioni esplicite a dare una svolta alla nostra vita, a cercare in noi stessi la forza di cambiare, di rompere una volta per tutte quegli schemi che ci portano sempre agli stessi risultati negativi, così magari potremmo dare alla vita la possibilità di sorprenderci.

Il messaggio principale attorno a cui ruota il libro è che il karma non è qualcosa che dipende dal fato ma da noi: se ci succedono sempre le stesse cose è semplicemente perché ripetiamo sempre gli stessi schemi, adottiamo sempre gli stessi atteggiamenti ed è normale poi che i risultati saranno sempre i medesimi e che ci deluderanno. Dobbiamo cercare di abbandonare pensieri e gesti sempre uguali sforzandoci di affrontare il cambiamento, anche se ci fa paura .

Fino a quando non sarai in grado di liberarti di alcune tendenze distruttive che inevitabilmente si ripresentano a bussarti alla porta, non riuscirai mai a essere felice. Il problema è che sei proprio tu a invitarle e ad aprire. Ti crei il karma attraverso ogni tuo gesto, ogni pensiero , ogni azione e i tuoi gesti , i tuoi pensieri e le tue azioni definiscono chi sei e gettano le basi per la tua attuale condizione e per la condizione nella quale ti troverai in futuro. Nessuno è mai del tutto responsabile della nostra infelicità. Se cambi scenari ma non cambi le tue cause interne, alla fine non cambierà mai niente.

Gran parte del libro tratta del sentimento che fa girare il mondo: l’amore. Bisotti ci fa capire che spesso in amore idealizziamo troppo il nostro partner, col tempo però ci abituiamo ai suoi lati positivi e non vi badiamo più, mentre non perdiamo occasione per sottolineare quelli negativi e a quel punto il castello di carte crolla e non riusciamo più a rimetterlo in piedi.

Amare non significa idealizzare e innalzare una persona a dismisura per poi ridimensionarla perché non soddisfa i tuoi criteri interiori. Amare significa prenderla così com’è, accettarla per ciò che è, senza giudicarla e senza pretese.

Questo è uno dei passi che mi hanno colpito di più e lo trovo profondamente vero: spesso commettiamo l’errore di proiettare sull’altro tutto ciò che vorremmo trovare in lui, tutte le nostre aspettative, senza vedere la realtà per quella che è, poi quando ci accorgiamo di come è fatta veramente la persona che ci sta accanto, sentiamo che queste aspettative sono state tradite e non lo accettiamo. Incolpiamo l’altro di essere cambiato, affermiamo di non riconoscerlo più, ma in realtà siamo noi che non abbiamo mai visto la realtà per quello che era veramente.

Un altro concetto che ricorre spesso è che non bisogna fuggire dal dolore o dalle ferite che abbiamo accumulato nel corso della vita, anzi dobbiamo affrontarli per evitare che continuino a farci soffrire, imparando a riconoscere le proprie emozioni, ad assecondarle e a gestirle, senza mai negarle.

In definitiva il libro fa riflettere molto, forse anche troppo e spesso si ritorna sullo stesso concetto molte volte, ma è comunque una lettura molto interessante e stimolante.

L’autore

Libri di Massimo Bisotti

Massimo Bisotti è nato e vive a Roma, ha studiato Lettere, suona il pianoforte ed è appassionato di psicologia. Dice di sé di avere iniziato a scrivere perché le sue parole rimarginassero le ferite e si chiudessero in cicatrici. Nel 2012 ha pubblicato il suo romanzo di esordio La luna blu (prima edizione Psiconline, seconda edizione 2013 Ultranovel), che è stato uno dei casi editoriali dell’anno. Il successo è stato confermato dal romanzo seguente, Il quadro mai dipinto(Mondadori 2014). Nel 2016 è uscito Un anno per un giorno (Mondadori).

Estratti

“Abbi cura di te. Non devi vergognarti di essere come sei. Smetti di proiettare sul tuo presente la tua sfiducia passata. Il presente può diventare molto più denso d’amore di quanto non immagini. E non paragonarti a nessuno, non sminuirti. Difendi la tua luce. C’è una luce che non si spegne mai, se ogni giorno scegli di proteggerla. Una stella semplicemente splende, non pensa a competere con la luce delle altre. Perciò, più semplicemente, abbi cura di splendere. Tu non sei né giusta né sbagliata perché le persone non sono giuste o sbagliate. Le persone sono stelle a modo loro. Sii stella a modo tuo.”

Veniamo sedotti dall’illusione di colmare il nostro senso di solitudine. Ma la verità è che non essere mai soli o non sentirsi mai da soli sono due cose completamente opposte. Possiamo usare la tecnologia per mascherare le nostre solitudini, ma non significa che scompaiano per questo. Dare in pasto agli altri dosi massicce del nostro apparire non placherà affatto il vero vuoto che abbiamo dentro. Più la esibisci, la vita, e meno esisti. Più la esibisci la felicità e meno esiste. I nostri migliori momenti non hanno foto.Le mie migliori fotografie non le ho scattate mai, le mie migliori fotografie erano sguardi. Le ho conservate nell’archivio della memoria.

Per crescere è necessario rinunciare all’innocenza. Rinunciare all’innocenza significa accettare quel che rifiutiamo di noi stessi, anche quando va controcorrente rispetto a ciò che ci è stato inculcato. Rinunciare all’innocenza non ci rende colpevoli. Ci insegna a comprendere che è ciò che nascondiamo a distruggerci, mentre ciò che accettiamo ci rende sereni e ci cambia in meglio.

Amati abbastanza per amare bene. Una persona può diventare l’interpretazione vivente dei tuoi sogni, se tu smetti di confonderla riguardo ciò che vuoi. E poi vorrei dirti una cosa importante, il dolore non appare in vetrina. Non esistono offerte speciali che tu non abbia già pagato a caro prezzo, nessuno sconto reale sulle cose da difendere. Libera dalla gabbia tutti gli alibi che proteggi e dipingi l’anima di un altro colore, se il blu Copenaghen ha stancato i tuoi progetti e persino la forma delle tue sopracciglia. Non desiderare di finire a tutti i costi in tv. Desiderati felice, soprattutto. Butta il telecomando della tua cella di ibernazione. Disintossicarsi non è smettere di scegliere. Non farti dire mai:”Chissà chi eri tu, prima che ti andasse via dagli occhi tutta quella poesia”.

Il mondo è pieno di esperti in tuttologia. Siamo tutti buoni e cattivi. Dipende sempre da chi racconta la storia. La storia termina, è la vita a continuare, dopo i titoli di coda.

4 pensieri riguardo “Recensione. Karma city

    1. In realtà è un romanzo ma le riflessioni e i consigli sono così tanti e si susseguono così ravvicinati che mi sembrava di leggere un libro motivazionale

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...