Stanze vuote.

Alice Musarra

BookRoad

Pagine 168

Prezzo 15,00 €

Sinossi ufficiale

La fine di un amore, raccontata dal punto di vista di una donna combattuta tra la facoltà di seguire i propri sentimenti e il rispetto per se stessa. Innamoratasi quasi per caso di un uomo misterioso e complicato, la protagonista comprende ben presto che quell’amore intenso ma doloroso l’avrebbe condannata per sempre. Un racconto autobiografico in cui l’autrice svela tutta se stessa, ricostruendo le memorie del proprio cuore. In un’alternanza tra prosa, poesia e flusso di coscienza, il racconto di una donna costretta ad affrontare le conseguenze di una scelta dolorosa ma inevitabile.

Recensione

Quanti amori finiscono e ci lasciano tramortiti, prostrati, annichiliti, distrutti?

Quanto tempo passiamo a rimuginare su quello che abbiamo sbagliato, su quello che potevamo fare meglio o diversamente? Quanto ci crocifiggiamo per una parola non detta o per una parola di troppo?

E poi quando tutto sembra svanire dalla nostra mente, ecco che arriva un particolare, un suono, un profumo, un’immagine a ricordarci tutto fino all’ultimo particolare.

Il libro di Alice Musarra parla proprio di questo, di un amore che finisce, un rapporto tormentato, fatto di alti e bassi, anzi forse più bassi che alti, un amore che incatena e che non vuole lasciarci andare, un legame che non riusciamo o forse non vogliamo spezzare e che ci risucchia in un vortice di dolore e sofferenza da cui però non è facile tirarsi fuori.

T’avrei consegnato

tutto di me

anche ciò che non sapevo di avere

anche ciò che non sapevo di essere.

Non sei morto tu e non sono morta io

Eppure la tua presenza è una presenza fantasma

la mia esistenza è un’esistenza fantasma.

L’autrice riesce a farci sentire la disperazione di chi capisce che deve mettere fine ad una storia che rischia di distruggerla, ma nello stesso tempo non ha la forza e il coraggio di troncarla, di allontanarsi da una persona che le può solo fare altro male, che cova dentro di se’ mostri e sofferenze indicibili, che rischia di portarla con se’ nell’abisso.

La protagonista del racconto narra in prima persona come vai sia imbarcata in una sorta di viaggio verso l’autodistruzione che ha evitato in extremis, appellandosi ad un briciolo di istinto di sopravvivenza, tornando a galla dopo aver rischiato di affogare.

Quando si capita in una storia tossica come questa poi ci si rimprovera di non aver visto i segnali di pericolo, di aver seguito il proprio istinto di crocerossina che crede di salvare il mondo, ma quando gli occhi sono accecati dall’amore non riescono a vedere più niente, neanche le cose più evidenti.

Ho letto questo libro molto velocemente perché ero spinta dall’urgenza di assaporare ogni singola parola, di vedere come si evolvesse la storia, di trovare un lieto fine o almeno uno spiraglio di serenità e pace per la protagonista. È un racconto molto intimo e doloroso che lascia una traccia indelebile nel lettore, che lo turba perché lo porta ad immedesimarsi nella voce narrante che ha sofferto moltissimo e a soffrire con lei.

Un libro meraviglioso pur nella tristezza che emana da ogni singola pagina.

Ps. Le immagini che accompagnano il testo sono un valore aggiunto alle parole.

Estratti

A fine serata avrei dovuto salutarti rapidamente e fuggire. Non ero affatto certa di volerti rivedere. Ma poi arrivò quel bacio. Arrivò in modo inaspettato. Avrei dovuto sottrarmi alle tue labbra. Ma nell’istante in cui le nostre bocche s’incontrarono, tutto cambiò. Le mie labbra, quella notte, fecero l’amore con le tue, prima ancora dei nostri corpi. Prima ancora delle nostre menti. Ebbi la netta sensazione che, nel poggiarsi sulle tue, quasi mi sussurrassero: «è lui». Quella stessa sensazione che non m’abbandonò più. Mi seguì sempre, ogni singolo giorno. In ogni singolo bacio. In ogni sguardo. Ogni volta che i nostri corpi divenivano una cosa sola. E ancora oggi capita che, un bacio sbagliato, mi ricordi quel nostro primo bacio.

Spogliata

indifesa

priva di qualsiasi barriera.

Sotto occhi scrutanti

di amici colleghi parenti.

Stringi i denti

raccogliti tutta

nascondi sotto i vestiti i pezzi di te

in frantumi lasciati per la strada

perduti lungo i marciapiedi. – frammenti

La più difficile delle sfide, restare intatta.

Ricominciare. Forza. Ricomincia.

Ricordati chi eri prima che tutto questo avesse inizio.

Non c’è incubo dal quale non si possa uscire.

Ricordati che sei forte anche spezzata.

Sei forte anche perduta.

Come s’apprende l’arte della rassegnazione? La rassegnazione non s’apprende. La rassegnazione s’attende. Come Pollicino giorno dopo giorno mi lascio alle spalle briciole di noi. Lentamente cerco di disfarmi di questo fardello chiamato ricordo. Com’è difficile tornare a fidarsi. Com’è doloroso ora aprirsi. M’hai spinto a nascondermi nella foresta come un lupo braccato. M’hai spinto a mostrare i denti per paura d’esser ferita. M’hai spinto a difendere quel poco di me che resta.

Ho una nuova amica.

Si chiama Solitudine.

All’inizio ero prevenuta nei suoi confronti.

Mi pareva cruda

aspra

spigolosa.

Ora invece ho imparato

ad apprezzare la sua presenza al mio fianco.

Non dice molto, ma la prediligo alla compagnia di una persona qualunque.

Di un uomo qualunque.

Dei momenti che non ci appartengono, non uno che non mi parli di te.

Dei momenti che non ti hanno visto al mio fianco, non uno che io non t’abbia raccontato.

Dei luoghi in cui non t’ho mai portato, non uno che non abbiamo visitato.

Dei ricordi rimasti di quel che è stato, non uno che non smuova ancora il cuore.

Delle tante cose che t’avrei voluto mostrare, non una che i miei occhi non t’abbiano fatto vedere.

Amore mio, che mio più non sei, o forse non sei stato mai, o lo sei stato sempre e ovunque, perché non conosci luogo e tempo, tu.

6 pensieri riguardo “Stanze vuote.

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