Recensione. L’inganno perfetto

Nicholas Searle

Rizzoli editore

Pagine 364

Prezzo 19,00 €

Sinossi ufficiale

Forte di una scrittura asciutta e briosa, Nicholas Searle ci consegna una storia ingegnosa di scatole cinesi e ambiguità, un romanzo da cui nasce oggi un film in cui i due protagonisti hanno il volto di Helen Mirren e Ian McKellen, mostri sacri del cinema contemporaneo.

La foto questa volta non ha mentito. Roy la riconosce appena entra nel locale: lineamenti di porcellana e una figura esile, perfetta, l’incedere fiero e sfrontato. Niente a che vedere con le vedove assegnategli finora dal sito che accoppia maldestramente vecchi insignificanti a donne consumate e depresse. Anche Betty lo individua subito: distinto e autorevole, capelli candidi ravviati all’indietro, occhi azzurri impressionanti. Se lo scorrere del tempo non avesse conferito a quello sguardo un che di malinconico, la donna di fronte a lui avrebbe quasi paura. Ma non importa, perché lo ha trovato e vuole andare fino in fondo. Perché ci sono cose che non possono essere dimenticate. Né perdonate.A Roy, lei sembra un dono piovuto dal cielo, il bersaglio ideale per il colpo che lui, truffatore di lungo corso, intende mettere a segno. L’ultimo, il più importante, un vorticoso giro di roulette prima di ritirarsi dalle scene. Il piano è semplice, un classico più volte collaudato. Basta attenersi al copione e funzionerà. E infatti, come previsto, Betty gli apre le porte del suo mondo. Eppure, a poco a poco, Roy si ritrova su un palcoscenico diverso, protagonista suo malgrado di un secondo atto inatteso e funambolesco, il più insidioso cui abbia mai preso parte.

Recensione

Questo libro inizia in sordina, piano piano, con qualche indizio lasciato qua e là, un sopracciglio inarcato, una riflessione lasciata cadere con noncuranza che ci fanno capire che la realtà che ci viene descritta non è così chiara e limpida come ci appare.

All’inizio si prova subito una sorta di rabbia per Roy, questo dongiovanni e truffatore attempato che nella sua vita ne ha combinate di tutti i colori, cosa che scopriamo attraverso dei dettagliati flashback che ci riportano sempre più indietro nel tempo, fino a svelare la causa degli eventi, che poi precipitano verso il finale, e del comportamento di Betty.

Roy è proprio un gran farabutto: bugiardo, manipolatore, non fa niente per niente ma cerca sempre il suo tornaconto personale e quello che è più irritante è il fatto che l’ha sempre fatta franca, nessuno l’ha mai scoperto e gliel’ha fatta pagare.

Betty invece è la mia eroina: sembra una vecchietta arzilla, elegante, tranquilla e pacata ed è strabiliante vedere come di tanto in tanto da lei traspare un vero e proprio odio nei confronti di Roy, lo tollera a stento ma deve farlo in vista del suo obiettivo finale e della realizzazione del suo piano, che si dipana lentamente ai nostri occhi e si chiarisce solo nelle ultime pagine.

Come ho detto all’inizio, questo libro parte lentamente, serve pazienza per ricostruire tutto il passato dei protagonisti e farlo venire a galla, ma alla fine questa pazienza viene ampiamente ripagata da una prosa coinvolgente e limpida, che va dritta al sodo senza tanti giri di parole superflue, è da un finale che sorprende e soddisfa.

Adesso voglio vedere anche il film che ne è stato tratto, anche perché i protagonisti sono due attori che ammiro molto.

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