Segnalazione. I’m not a princess

Sinossi ufficiale

Quanto pensate sia divertente essere un membro della Famiglia Reale? Per Eleonore essere Principessa e futura Regina d’Irlanda è soltanto una seccatura. Obbligata a sottostare a vecchie e arretrate regole, lotta ogni giorno per affermare se stessa e la voglia di vivere libera da ogni costrizione. Sin da quando, all’età di sedici anni, è stata presentata alla società borghese come futura Regina è costretta a scegliere un Principe come marito, presenziando a numerose cerimonie organizzate dal Re, suo padre. Ma Eleonore non ha intenzione di sposare nessuno dei suoi pretendenti, neanche l’uomo di cui è innamorata.

Una storia d’amore New Adult tormentata e ostacolata. D’intensa passione e amore puro, capace di superare ogni ostacolo. Ambientata in una realtà moderna parallela, dove il mondo è suddiviso in Regni governati da Monarchia.

Estratto

«E così, anche la Principessa Eleonore sa ballare» mormora senza guardarmi.

L’osservo un po’ indispettita. «Sai bene che so ballare. Semplicemente non ne ho voglia» replico, cercando di non ricadere nella tentazione di analizzare ogni centimetro del suo corpo.

«Però, il Principe William è diverso» incalza con disappunto.

«Come, scusa?» Mi auguro che non stia dicendo sul serio.

Leon mi rivolge un sorriso malizioso, ma c’è dell’altro. «Per averti convinta a ballare, sembra che il Principe ci sappia fare. Ti ha conquistata?» domanda irritato.

Sento occhi e bocca spalancarsi dall’orrore. «Che cosa?! Ma stai scherzando?» sbotto incredula. Poso le mani sul suo addome e cerco di allontanarlo, ma la presa sulla schiena è salda e possessiva.

«È così che ha unito il tuo petto al suo?» lamenta, spingendomi ancor di più a sé. «Così che ti ha stretto la mano?» Intreccia le nostre dita, lasciando che i palmi si bacino. 

Il suo sguardo su di me è intenso e rabbioso, ma anche tanto tormentato. Ho sempre cercato di evitare ogni contatto con i miei pretendenti e questa dev’essere stata la prima volta in cui mi ha vista fra le braccia di un altro.

«S-Smettila, Leon! Siamo in pubblico» esclamo sottovoce. Punto lo sguardo sugli ospiti, ma per fortuna la musica impedisce loro di origliare. 

Non volevo che si sentisse così, ma vederlo impazzire di gelosia mi riempie d’emozione. Sono davvero sleale.

«E allora? Siamo un uomo e una donna che ballano. Nessuno penserà che ci amiamo» dichiara con veemenza.

Fisso gli occhi nei suoi, sentendo il viso scaldarsi. «I-Io non ti…»

«Non dirlo!» m’interrompe, rivolgendomi uno sguardo truce. «Non ti permetto di mentirmi così. E, comunque, non ti crederei» sussurra le ultime parole con dolcezza, accennando un sorriso.

Chino il capo e socchiudo le palpebre. «Non volevo ballare con William» confesso, sentendo la presa sulla schiena allentarsi.

«L’avevo immaginato» bisbiglia. Ancora punto gli occhi nei suoi, adesso così dolci. «E con me? Ti andava di ballare con me?» mormora gentile, ma non riesco a rispondere.

Perché fa così? Io non merito il suo amore. Non merito nulla da lui. Eppure, continua a donarmi tutto ciò che desidero.

Distolgo lo sguardo. «Non so cosa vuoi che ti dica» sussurro, osservando l’orchestra concludere il brano in esecuzione.

Ci allontaniamo di poco l’uno dall’altra, mentre i nostri occhi s’incontrano. «La verità. Non desidero nient’altro se non sentirti ammettere che mi ami» dichiara con tono deciso.

Attorno a noi gli altri ospiti stanno lasciando il centro della sala e noi dobbiamo fare lo stesso, perché non ci è permesso restare vicini. Non potremo farlo mai.

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