Segnalazioni Kimerik

Sinossi ufficiale

Poco più vuoto è composto da parole contate, le quali non sono riuscite a incontrarsi in versi di un poema, in versi che parlano veramente per loro stesse. Di conseguenza questi anti-versi non hanno l’ambizione di essere concepiti e non pretendono nessuna ambizione nello spazio del significato. Poiché il lettore riconosca questa ostinata particolarità, gli è possibile presumere che possa fuggire senza pentirsi da quel bosco infinito di ombre oscure dell’Essere.

L’autore

Andreas Georgallides, laureato in Scienze pedagogiche, in Storia-Archeologia, una laurea e un dottorato in Filosofia, ha pubblicato diverse raccolte poetiche. Nel 2019 è stato premiato con la Medaglia d’argento dall’Accademia delle Scienze, delle Lettere e d’Arte di Parigi per il suo contributo collettivo in poesia.

Ecco il link del Libro: https://www.kimerik.it/SchedaProdotto.asp?Id=3845

Sinossi ufficiale

In un’altalena di sentimenti, che si aggrovigliano tra quiete, insofferenza e tormento, andremo alla ricerca della pace interiore, affacciati a una finestra in cui splende una luna piena, carica di promesse. Poi udiremo in lontananza l’eco dei gabbiani di ritorno dal porto, che cantano il loro inno al giorno che muore. In mezzo a un inverno di emozioni, l’autore narra se stesso e nelle sue parole cerca gli altri, attraverso una poesia che diventa balsamo dell’anima.

L’autore

Aurelio Tomasi Morgano è nato a Militello Rosmarino (Me). Conseguita la maturità scientifica si iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova, laureandosi nel 1964. Si specializza in Anestesia a Torino e in Anestesia e Rianimazione a Padova. Svolge per parecchi anni la professione di anestesista ospedaliero e ottiene anche l’idoneità a primario.

Sinossi ufficiale

Chi non vorrebbe avere la possibilità di prolungare gli anni che si ritrova a disposizione per vivere? Probabilmente, la risposta a questo interrogativo non sarebbe univoca ed è proprio questo il dibattito etico e morale al centro del romanzo nato dalla penna di Pasquale Pecora. Un dibattito che, tuttavia, l’autore riesce abilmente a inserire in un tessuto narrativo che ne rende l’approccio piacevole e coinvolgente. Tutto è proiettato in un unico scopo: tracciare un panorama nuovo e originale in cui inserire un dibattito che, al contrario, è antico ma sempre attuale, quale è quello della lunga vita. Probabilmente, un problema che per sempre accompagnerà l’umanità, a meno che l’immaginario di un profetico Pecora, un giorno, non diventi pura realtà.

L’autore

Pasquale Pecora è nato alla fine degli anni ’40, a conclusione del secondo conflitto mondiale, finito molto male per il nostro Paese. Era un’Italia disastrata da Nord a Sud, con mille problemi. I suoi genitori sono stati, in un certo senso, fortunati. Coltivavano delle terre a colonia, per cui patate e fagioli non mancavano mai. Nel periodo estivo, all’età di dieci anni, Pasquale aiutava i suoi genitori nei campi, trasportando la medicina contro una malattia della vite. La campagna non gli piaceva, era lento e impacciato. Spesso suo padre diceva che era uno sfaticato! Al posto della campagna gli piaceva scrivere. In aritmetica era un disastro, ma in italiano primeggiava. Ha seguito studi tecnici interessandosi a buoni livelli in materie come l’entomologia agraria e le metodiche di controllo biologico contro gli insetti nocivi, con cinquanta pubblicazioni scientifiche all’attivo, in italiano e in inglese. Queste ricerche sono molto affascinanti, soprattutto quelle riguardanti lo studio del comportamento degli insetti. Ha sempre avuto poco tempo a disposizione, ma ha cercato di ritagliarsi qualche ora per iniziare a scrivere racconti di fantasia basati, tuttavia, su fatti di cronaca. Nel 2018, finalmente, aveva terminato il manoscritto “Il pensiero dei padri il futuro dei figli – (Dalla Zappa al Tablet)”, pubblicato da Europa Edizioni. Altri testi sono in cantiere e sono il frutto delle sue emozioni che in tutti i modi cerca di trasferire al potenziale lettore.

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