Recensione. Abbiamo un bacio in sospeso (io e te)

Riccardo Bertoldi

Rizzoli libri

Pagine 256

Prezzo 18,00 €, eBook 9,99 €

Io amo i piccoli amori indecifrabili, i brividi senza motivazione, le fantasie che rimangono tali, le proibizioni che fanno imparare, gli incroci degli occhi che durano un secondo e mai più, le lettere d’amore senza risposta, i sogni dei bambini che restano uguali per sempre.

Sinossi ufficiale

Leonardo fa il fotografo, ha trent’anni, gli occhi timidi di chi parla poco e una ferita al cuore che non riesce a rimarginare. Ogni giorno prende il treno per andare al lavoro e sulla carrozza numero 2 incontra il sorriso di Sara, che illumina per un attimo le sue giornate. Qualche volta, però, la paura di amare supera il coraggio di osare. E così, per Leonardo, quella sconosciuta che ascolta musica e scrive su un diario dalla copertina rossa diventa un modo per fantasticare: cosa accadrebbe se finalmente si facesse avanti e decidesse di sfidare il destino? Reduce da una lunga storia, Leonardo è tornato a Verona, la sua città, e ha ritrovato la vita che lì aveva lasciato. Un nuovo amore non era nei piani, ma si sa, il cuore fa i suoi progetti, e a volte ce li mostra nei modi più inattesi. Così un giorno Leonardo capisce che deve tuffarsi – a costo di sembrare un po’ pazzo, a costo di farsi male – e lascia sul sedile che di solito occupa la ragazza una fotografia che le ha scattato di nascosto. Il destino lo porterà dentro un negozio di musica, con la luce della notte che filtra dalla serranda semiaperta, insieme a lei: Sara. E gli ricorderà che a volte basta poco – uno sorriso rubato, una bella canzone, un bacio a fior di labbra – per aggiustare un cuore e ricominciare.

Recensione

Ho amato questo libro fin dalle prime parole. E’ uno stile che mi è entrato nel cuore e mi ha anche turbato per le tematiche trattate: la fine di una storia d’amore, il coraggio di lasciar andare, la paura di amare di nuovo.

Oltre all’amore un altro tema trattato è l’amicizia, quella che dura nonostante la lontananza, nonostante le differenze di vedute, nonostante le contrapposizioni.

È un libro che ho sottolineato in continuazione, che ad ogni parola mi ha fatto sussultare il cuore, che mi ha insegnato che ci sono sempre seconde possibilità, che bisogna buttarsi anche se siamo terrorizzati, che non ci si deve precludere nessuna esperienza per il semplice fatto che abbiano sofferto e abbiamo paura di soffrire ancora, che non bisogna temere i momenti di crisi, perché spesso è proprio allora che riusciamo a tirare fuori il meglio di noi, che non bisogna aver paura dei cambiamento, perché chi resta sempre immobile e non si mette mai in discussione è destinato a fallire.

È un libro che con molta semplicità e schiettezza ci da’ una grande lezione di resilienza, ci fa capire che “è molto più facile trovarsi che tenersi, perché non si sceglie di innamorarsi, ma di non lasciarsi andare invece sì.”

È un libro che va dritto al cuore e che ci fa riflettere sulle opportunità da cogliere, sui sogni che non dobbiamo mai tradire, sull’amore che cambia, sul dolore che va accolto e superato per poter tornare a vivere.

Una lettura straordinaria!

Estratti

Mi chiamo Leonardo, ho trentasette anni ma quando me lo chiedono rispondo sempre ventinove. Ho i capelli scuri, gli occhi chiari di chi parla poco e si tiene dentro tanto. E negli ultimi anni ne ho imparate molte di cose. Ho imparato che l’amore che ricevi è più importante dell’amore che dai, perché è quello che quando cadi poi ti salva. Ho imparato che la vita non va sempre come vogliamo, che è capace di buttare a terra ma anche di regalare emozioni che non ti aspetti. Ho imparato che ascoltare i consigli di tutti è importante, ma che poi bisogna sbagliare con la propria testa. Ho imparato a sorridere quando piango, ad accarezzare quando serve, a volermi bene quando ne sento il bisogno. Ho imparato che non esistono gli amori finiti male, perché ogni amore sbagliato è un passo in più che facciamo verso quello giusto. Ho imparato che le prime volte sono belle, ma che sono le ultime quelle che poi cambiano tutto. Ho trascorso gli ultimi anni della mia vita a cercarmi senza sapere dove mi ero perso, a riempire e svuotare gli scatoloni del cuore, a lottare contro la paura di amare un po’ troppo forte. Ci ho messo tanto tempo a capire dove si nascondesse la mia felicità, quella che a un certo punto pensavo di non riuscire a raggiungere e che invece alla fine mi ha permesso di rimettere insieme i pezzi. E ora ho capito che è lì, nel posto in cui sto andando proprio adesso e in cui vado a rifugiarmi tutti i giorni quando esco dal lavoro, semplicemente perché è ciò che desidero. Le piccole sconfitte che accumuli negli anni assumono davvero un significato solo quando ti accorgi che, in fondo, ti hanno portato dove non avresti mai pensato, tutto intero, e magari felice. Lì, dove ogni cosa ti ricorda l’unica di cui non devi dimenticarti mai: che meriti sempre tutto l’amore che ci metti.

Finalmente, forse, ho capito cosa mi manca: le conclusioni. È che io amo le cose che cominciano, non quelle che finiscono. È più forte di me. Vorrei riuscirci davvero a salutare le emozioni come se niente fosse, rivolgere loro un cenno della mano e sentirmi improvvisamente di nuovo felice. Ma non ce la faccio. Rimango impigliato nelle pieghe dei brividi che mi ha lasciato chi è passato di qui, negli sguardi che mi hanno catturato, nelle mani di chi ha stretto le mie. Credo sia colpa della vita, che prima ti porta le cose belle e poi se le riprende.

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