Recensione. Tesoro d’Irlanda

Manuela Chiarottino

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Pagine 280

Prezzo 11,99 &, eBook 2,99 €

Sinossi ufficiale

Non sempre il cuore ha radici nel luogo in cui vive, ed Eillen lo sa bene.
Cresciuta con suo padre fin dalla tenera età, subendo l’abbandono della madre, la giovane frontwoman di un gruppo celtico è ormai una donna adulta con grandi ambizioni ma che non ha ancora incontrato l’amore.
La terra verde della sua infanzia sembra di nuovo chiamarla a sè, giorno dopo giorno.
Ogni particolare conduce i suoi passi sulle tracce dell’isola, e l’incontro con Fosco, un uomo taciturno e affascinante, la turba fino a costringerla a mettere tutto in discussione, dal cuore alla ragione.
E se avesse avuto sempre ragione sua madre, mentre narrava di fate dei boschi e magie d’altri tempi?
E se l’amore prescindesse la realtà, scegliendo vie a volte surreali, ma altrettanto vivide?

Recensione

È il terzo libro dell’autrice che leggo e anche stavolta è stato molto piacevole ritrovare lo stile scorrevole e limpido dell’autrice, che con semplicità e naturalezza riesce a dare vita a personaggi che ci entrano nel cuore e ci stregano.

In questo testo ho conosciuto Eileen, una ragazza italo-irlandese che dal padre fiorentino ha preso molto poco, ma dalla madre ha ereditato i capelli rossi, un cuore ribelle e un legame speciale con la sua terra di origine e la magia. La ragazza è curiosa, ha voglia di avventure e questo suo spirito è stato assecondato dalla madre finché ha trascorso la sua infanzia in Irlanda, poi il padre ha dovuto crescerla da solo e ha cercato di porle dei limiti. Dipingere e suonare la portano in “mondi paralleli, fatti di colori, luci e ombre o suoni e vibrazioni”.

Poi arrivano una lettera della madre, un uomo dagli occhi colore delle onde, un gatto nero e un fratellastro a cambiarle la vita.

Così insieme ad Eileen e Fosco ci perdiamo in un mondo di emozioni e magia, di passione ed emozioni, in un paese in cui le nuvole mutano velocemente e il mare gelido si infrange sulla costa frastagliata con onde spumeggianti.

Un libro che parla di libertà e di coraggio, della forza di abbandonarsi al proprio istinto, della necessità di aprire il nostro cuore anche dopo un grande dolore e di ricominciare ad amare.

Estratti

D’altronde Eileen aveva sempre avuto un animo ribelle, non tanto nell’essere indisciplinata o irrispettosa, quanto nel manifestare un innato senso di libertà. Le piaceva portare i capelli scompigliati, urlare al vento e correre veloce, più veloce dei maschi che all’inizio non volevano giocare con lei. Solo all’inizio.

L’uomo aveva due occhi dello stesso colore di quelle onde che s’infrangevano senza rumore sulla battigia. Un blu con sfumature di piombo che diveniva, di secondo in secondo, un grigio cenere macchiato di cielo. Eileen riprovò lo stesso senso di inquietudine di qualche ora prima, quando si era svegliata con un ricordo mancante tra le ciglia. Non avrebbe saputo dire se era per quella voce roca e impostata, per quegli occhi che la catturavano e le sfuggivano al contempo, o per quel viso su cui la barba incolta dava un tocco di fascino in più e non un senso di disordine che traspariva da tutto il resto. Occhiaie marcate, capelli neri e arruffati portati lunghi sul collo, jeans strappati e un giaccone di pelle ormai consumato, con una lunga sciarpa nera che ciondolava fino ai piedi senza offrirgli alcuna protezione, lo sconosciuto la fissava senza più parlare. Eileen non avrebbe saputo dargli un’età definita, tra i trenta e i quarant’anni, comunque.

Tutte le papille gustative erano sull’attenti, confuse ed eccitate, così come i loro corpi, ormai in balia di uno strano incanto, fatto di gusti, profumi, umori e un calore strisciante che risaliva dalle estremità fino alla nuca. Il tempo si era fermato, permeato da un’immobilità che possedeva un che di magico. Lui si inumidì le labbra, mentre Eileen cercava di raccogliere con la punta della lingua una goccia di cioccolato ferma sull’angolo della bocca. «Lascia stare, faccio io…» mormorò, e non aveva ancora finito di dirlo che era già a un passo da lei; le prese le mani, per invitarla ad alzarsi tra le sue braccia e poter raccogliere quel dolce sapore in un bacio. Un bacio che sapeva di chiodi di garofano e vaniglia, di pepe e cioccolato, caldo come il whisky e frizzante come le bollicine del vino fruttato. Fosco dovette avvertire il sussulto di Eileen e fu allora che scese con le mani lungo la sua schiena fino a raggiungere la curva in fondo, poi la strinse ancora di più a sé. Il battito furioso del cuore si alimentava da quelle labbra morbide e succose, cedevoli come un frutto maturo e calde come una lama rovente. Eileen non riusciva più a riflettere. L’odore del cibo e il profumo caldo di lui fluttuavano intorno come una nuvola di vapore e le riempivano le narici, aumentando il desiderio. Si spinse ancora di più contro il suo corpo, abbeverandosi di quel sapore dolce e virile che scaturiva dai baci ruvidi come la scorza dell’arancia e morbidi come crema di cioccolato bianco. Non si sarebbe stupita se avessero preso fuoco in quell’istante. Con fatica si staccò appena da quel rifugio accogliente, per guidarlo con la mano e con gli occhi nella stanza da letto. Non c’era nient’altro da dire in quel momento. Non importava se era notte o giorno, non importava più nulla se non quelle sensazioni. L’unica cosa che contava era placare quell’arsura, quella voglia bagnata e pronta.

L’autrice

Mi chiamo Manuela e sono nata e vivo in provincia di Torino, la città magica. Ho lavorato per anni nell’informatica coltivando nei ritagli di tempo le mie vere passioni: il disegno e la scrittura. Ora mi dedico totalmente allo scrivere, dando libero sfogo alle mie emozioni e alla mia fantasia, cercando di comunicare i miei pensieri, parlando di sentimenti, di speranze, cercando di arrivare al cuore di chi legge. Io scrivo storie e le storie, si sa, possono essere molto diverse tra loro: lievi e romantiche come in Arriveranno le farfalle, intense storie d’amore e con tematiche dure, come l’anoressia e l’autolesionismo in Ancora prima di incontrarti, dipinte da tutti i colori dell’arcobaleno, come in Due passi avanti, un passo indietro. Possono far sognare, commuovere, ma anche far ridere. Ebbene sì, nella mia duplice personalità ho un lato ironico che esterno nei cosiddetti romance chick-lit o commedie romantiche, come piace chiamarle a me, dove trasformo anche le mie piccole disavventure in episodi comici, nella speranza di strappare un sorriso a chi mi leggerà. Perché la vita si affronta meglio con un sorriso e una speranza in fondo al cuore. Allora, vi ho incuriosito almeno un po’?

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