Novità in libreria del 18 al 24 maggio

Della gamma coloratissima dei sentimenti, non ce n’è uno che abbia tanto spazio e peso nella vita

degli esseri umani quanto l’amore. Per molti di noi, l’amore è il primo pensiero del mattino e l’ultimo della sera. A lui leghiamo i nostri ricordi più indimenticabili, le gioie più grandi, il dolore più nero.

E, per quanto possiamo essere diversi, ci troviamo comunque ad affrontare delle costanti universali.

Alcune sono immutabili fin dai tempi della Preistoria, come: “Veniamo al dunque: uomini e donne sono due mondi paralleli destinati a non incontrarsi mai. Mondi lontani, fatti per amarsi ma non per capirsi”.

Altre sono cambiate con le evoluzioni tecnologiche e comunicative, dai geroglifici a WhatsApp: “Dio, WhatsApp. Quanto impegno per codificare tutte le spunte e capirne i contenuti. Son dettagli, dite voi? No. Son problemi”.

Tutte le volte che ho detto ti amo mostra le costanti dell’amore e le illumina, tra leggi universali e ricordi personali. Partendo dalla sua vita (e da Candy Candy), Sara Gazzini, con la sua grande ironia che nasconde una non meno grande profondità, si mette a nudo e scrive il perfetto manuale degli sbagli che l’amore ci porta a fare. Un vademecum indispensabile, che cataloga e analizza tutti gli uomini che avremmo dovuto evitare e di cui ci siamo innamorate (quello che ha un’altra, il bugiardo cronico, il genio della conquista su Facebook, lo sfuggente e tanti altri…).

Un libro irresistibile che ci fa sorridere e sa commuoverci, e ci ricorda che amare è anche sbagliare, spesso soffrire, ma poi ripartire, pronte a vivere e a sbagliare ancora. Perché di amare, comunque, vale sempre la pena. Perché amare è una cosa di cui vantarsi.

È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

Mentre una timida primavera si affaccia sulla città, i fantasmi del passato tornano a regolare conti rimasti in sospeso, come colpi di coda di un inverno ostinato. Che aprile sia il più crudele dei mesi, l’ispettore Davide Pardo, a cui non ne va bene una, lo scopre una mattina al bancone del solito bar, trovandosi davanti il vicecommissario Angelo Fusco. Afflitto e fiaccato nel fisico, il vecchio superiore di Davide assomiglia proprio a uno spettro. È riapparso dall’ombra di giorni lontani perché vuole un favore. Antonino Lombardo, un detenuto che sta morendo, ha chiesto di incontrarlo e lui deve ottenere un colloquio. La procedura non è per niente ortodossa, il rito del caffè delle undici è andato in malora: così ci sono tutti gli estremi per tergiversare. E infatti Pardo esita. Esita, sbaglia, e succede un disastro. Per riparare al danno, il poliziotto si rivolge a Sara Morozzi, la donna invisibile che legge le labbra e interpreta il linguaggio del corpo, ex agente della più segreta unità dei Servizi. Dopo tanta sofferenza, nella vita di Sara è arrivata una stagione serena, ora che Viola, la compagna del figlio morto, le ha regalato un nipotino. Il nome di Lombardo, però, è il soffio di un vento gelido che colpisce a tradimento nel tepore di aprile, e lascia affiorare ricordi che sarebbe meglio dimenticare. In un viaggio a ritroso nel tempo, Maurizio de Giovanni dipana il filo dell’indagine più pericolosa, quella che scivola nei territori insidiosi della memoria collettiva e criminale di un intero Paese, per sciogliere il mistero di chi crediamo d’essere, e scoprire chi siamo davvero.

12 aprile 1929. È la volta buona. Capita di rado, ma quando è il momento l’appuntato Misfatti si fa trovare sempre pronto. Dipende dall’uzzolo della moglie, che stasera va per il verso giusto. E così, nel piatto del carabiniere cala una porzione abbondante di frittata di cipolle. Poi un’altra, e una fetta ancora, e della frittata resta solo l’odore. Che non è buona cosa, soprattutto perché ha impregnato la divisa, e chi ci va adesso a fare rapporto al maresciallo Ernesto Maccadò diffondendo folate di soffritto? Per dirgli cosa poi?, che durante la notte appena trascorsa è stato trovato il povero Salvatore Chitantolo mentre vagava per le contrade mezzo sanguinante e intontito, dicendo di aver visto un uomo in mutande correre via per di là? Sì, vabbe’, un’altra delle sue fantasie. In ogni caso la divisa ha bisogno di una ripulita. Ma proprio energica. Come quella di cui avrebbero bisogno certe malelingue, che non perderebbero l’occasione di infierire sullo sfortunato Salvatore ventilando l’idea di rinchiuderlo in un manicomio. Anche il Comune, guarda un po’, sta progettando una grande operazione di pulizia, una «redenzione igienica» che doti Bellano delle stesse infrastrutture che vantano già altri paesi del lago, più progrediti nella civiltà e nel decoro. Ma, un momento, che ci faceva esattamente un uomo in mutande, in piena notte, per le vie del paese? E perché correva?
In «Un uomo in mutande» il maresciallo Ernesto Maccadò si trova per le mani un caso che forse non lo è, o forse sì. Andrea Vitali gioca con il suo presonaggio preferito stuzzicando la sua curiosità, e mettendo alla prova le sue doti di buon senso. Una specie di trappola dalla quale chissà se il maresciallo saprà sfuggire. Unica certezza: il godimento del lettore.

Quello in cui vivono i due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch è davvero un mondo perfetto. O così appare. Se nessuno muore più, infatti, tenere la pressione demografica sotto controllo diventa un vincolo ineluttabile. Anche l’efficienza del Thunderhead ha dei limiti e non può provvedere alle esigenze di una popolazione in continua crescita. Per questo ogni anno un certo numero di persone deve essere “spigolato”. In termini meno poetici: ucciso. Il delicato quanto cruciale incarico è affidato alle cosiddette falci, le uniche a poter decidere quali vite devono finire. Quando la Compagnia delle falci decide di reclutare nuovi membri, il Venerando Maestro Faraday sceglie come apprendisti proprio Citra e Rowan. Schietti, coraggiosi, onesti, i due ragazzi non ne vogliono sapere di diventare degli assassini. E questo fa di loro delle falci potenzialmente perfette.

Nel mondo incantato di Terramare, fatto di arcipelaghi e di acque sconfinate, un ragazzo si mette in viaggio verso l’isola di Roke e la sua Scuola di Maghi.Solo quando sarà diventato un potente mago potrà affrontare le forze dell’oscurità che minacciano Terramare. Una meravigliosa edizione illustrata da Charles Vess con cinquanta tavole, appositamente commissionate e selezionate dall’autrice, per dare volti e immagini alle creature della sua fantasia.

«Se non riesco a fare un esercizio non significa che non sono brava. Devo semplicemente cambiare allenamento, e posso farlo rimanendo comodamente a casa». Federica Accio chiede alle sue “antiallieve” e ai suoi “antiallievi”, come li ha ribattezzati, di ripetere queste parole ogni giorno come un mantra. Perché a ciascuno di loro lei insegna a raggiungere la consapevolezza di sé e di quello che si può ottenere con quella che chiama “ginnastichina”, la sua idea di fare attività fisica e sentirsi in forma. Non si tratta soltanto di muscoli, ma di un percorso lontano dai frustranti canoni estetici che la società ci impone e vicino a proficui parametri di benessere psicofisico: una condizione più difficile da raggiungere ma più facile da conservare nel tempo, da raggiungere curando l’esercizio fisico dove e quando si vuole, e seguendo indicazioni su alimentazione, fisioterapia, ginecologia e molto altro. Esatto, niente paura: per fare la “ginnastichina” non vi serviranno attrezzi da palestra come bilancieri, pesi da palestra, manubri vari, panche, tapis roulant e altro. Al massimo un comodo tappetino da fitness o da yoga, degli elastici e un paio di cuffie (bluetooth è meglio, vedrete) per fare i vostri esercizi da palestra a casa o dovunque vogliate e allenare addominali, glutei, braccia e gambe senza sforzarvi eccessivamente. Questo libro è un percorso graduale per entrare nel mondo di @informaconfede e diventare “antiallieve” e “antiallievi” a tutti gli effetti, partendo da un test di autoconsapevolezza fino ad arrivare a un “antiallenamento” di 4 settimane, passando per la filosofia alla base di questo metodo e le sue basi scientifiche. Seguendo i consigli contenuti nel libro di Federica Accio otterrete: un programma di allenamento graduale della durata di 4 settimane; una serie esercizi da fare a casa a basso impatto e praticare con costanza anche in seguito; uno stile di vita che evita i grandi eccessi (pur tollerando le trasgressioni!); una buona dose di divertimento per l’allenamento in casa con il giusto sottofondo musicale; una riduzione dello stress per il fisico e per la mente.

Nottingham, 1907. I coniugi Weekley formano una coppia insolita. Il mite Ernest non spicca per il suo fascino, ha origini umili ed è uno studioso di etimologia barricato in un mondo di prevedibili radici e desinenze. Frieda – la baronessa Von Richthofen – è di una bellezza straordinaria, discende da una famiglia di aristocratici tedeschi, e la sua personalità non potrebbe essere piú lontana da quella del marito: è raffinata, brillante, spontanea. Ernest e Frieda hanno tre bambini, Monty, Elsa e Barby, e convivono serenamente nella loro modesta dimora a due passi dalla foresta di Sherwood. Ultimamente, però, Frieda è giú di tono. Ernest le suggerisce allora di andare a trovare sua sorella a Monaco per distrarsi un po’. Monaco, 1907. Quando arriva nella città bavarese, Frieda ha l’impressione di aver riacquistato la vista dopo anni passati al buio di un’esistenza mediocre. Nei caffè bohémien scopre le idee radicali di anarchici e artisti d’avanguardia, nel salotto della sorella Elisabeth una nuova teoria rivoluzionaria, la psicoanalisi, e una prassi dissoluta, il libero amore. Frieda si innamora perdutamente dell’amante di Elisabeth, il medico Otto Gross – seguace di un certo Freud –, e sogna di trasferirsi con lui nella comunità utopica di Monte Verità. Al termine del suo soggiorno a Monaco, seppur ripiombata nello squallore del suo ménage familiare, Frieda rinuncia alla fuga: non può abbandonare i suoi figli. Nottingham, 1912. Sono passati cinque anni, ma Frieda non ha dimenticato Monaco e quel turbinio di emozioni che la faceva sentire viva. La relazione con Ernest la avvilisce e il suo ruolo di madre devota le sta stretto, nonostante l’amore incondizionato che nutre per i bambini. Frieda ancora non sa che l’incontro casuale con un giovane poeta dai capelli rossi è destinato a cambiare il corso della sua vita. E la storia della letteratura.

Cosa succederebbe se la Terra orbitasse attorno a un buco nero? E se dalla sua superficie sparissero tutti gli oceani? E se venisse colpita da una supertempesta solare? E il Sole, appunto: se un giorno levassimo il naso all’insù senza più vederlo? Se qualcuno volesse improvvidamente tentare di spegnerlo con una gigantesca secchiata d’acqua? (Spoiler: sarebbe una pessima idea.) E la Luna! Cosa accadrebbe se una notte in cielo ne spuntassero due? Raddoppierebbe la poesia o ci ritroveremmo non esattamente nelle condizioni ideali per apprezzare la cosa? Ancora, allargando il raggio dei nostri interrogativi all’universo: quale sarebbe l’effetto se fosse pieno d’aria anziché vuoto? E cosa vedremmo immaginando di poter piazzare uno specchio a dieci anni luce di distanza dalla Terra? Tutti questi sono solo alcuni dei tanti paradossi, ora più inquietanti ora più gustosi, in cui ci imbatteremo nelle pagine di questo libro. A guidarci tra le soluzioni penseranno Filippo Bonaventura, Lorenzo Colombo e Matteo Miluzio – giovani astrofisici già autori su Facebook della seguitissima pagina di divulgazione “Chi ha paura del buio?” – con il loro inconfondibile stile tanto divertente nella forma quanto rigoroso e impeccabile nei contenuti scientifici.

La storia di un ragazzo bravo e fortunato, consapevole da subito che tutto, anche la carriera di maggior successo, può finire improvvisamente e per un nonnulla. La storia di una persona che vive cavalcando gioiosa la sua onda, ma sempre fino alla prossima spiaggia. Una storia di talento e tenacia cominciata in un pomeriggio degli anni Settanta e arrivata, onda dopo onda, fino a oggi.

Coraggio, non finisce il mondo, non finisce nulla, finisce solo la quotidianità, il rito. Finisce perché sono, e soprattutto sono stato, un ragazzo fortunato, e posso decidere io che è ora.

In questo romanzo Linus ipotizza il suo ultimo giorno alla radio. Nessuna paura, non esiste ancora una data ufficiale e non inizierà con questo libro un conto alla rovescia che porterà alla chiusura di Deejay chiama Italia. Semplicemente un giorno dovrà succedere, e in queste pagine il passato e il presente si intrecciano per raccontare una storia di successo che lega le ambizioni di un ragazzo della provincia milanese a quella della radio più influente d’Italia. Ma in queste pagine la decisione è presa ed è di quelle da cui non si può tornare indietro. Nel giorno della svolta, quello dell’addio alla quotidianità scandita dalle dirette, Linus ripercorre sessant’anni di vita vissuta (quasi) sempre con un microfono a pochi centimetri dalla bocca: il disinteresse per la scuola, l’amore per le ragazze e quello ancora più totalizzante per la musica. Dalle prime esperienze nelle radio improvvisate fino alla direzione innovativa che ha trasformato Deejay nel riferimento assoluto di oggi. Talento e tenacia, disciplina e creatività, dalla prima volta in onda degli anni Settanta fino al fatidico “drop the mic”.

«Quella rabbia che per anni mi aveva incendiato l’anima, ora avevo imparato a usarla per riscaldare la mia vita. Mi sentivo, dopo tanti anni da LOSER, una LOVER completa.»

Il libro di una sognatrice che non stacca mai i piedi da terra. Eclettica e versatile. Testa calda e amica sincera. Anima incontenibile. Il diario mai scritto di Nicole Rossi, protagonista di «Pechino Express» e di «Il Collegio».

“Le coordinate della felicità” è il romanzo autobiografico di Gianluca Gotto, autore di Mangia Vivi Viaggia, uno dei blog più seguiti in Italia. Il racconto del percorso più straordinario che ci sia: la ricerca della propria felicità. Una storia vera. Di sogni, cambiamenti, viaggi e pura vita.

L’Imperatore Mapidéré è stato il primo a unire i diversi regni dell’arcipelago di Dara sotto il dominio della sua isola d’origine, Xana. Dopo ventitré anni, tuttavia, l’Impero di Xana mostra segni di debolezza. Mapidéré è sul letto di morte, i suoi consiglieri complottano mirando ciascuno al proprio interesse, persino gli dèi sembrano adirati. Come se non bastasse, decenni di crudeli angherie e di dispotico potere hanno fatto sì che la popolazione non abbia nulla da perdere da una rivolta, ma molto da guadagnare. È questo il mondo in cui vivono Kuni Garu, un affascinante perditempo poco propenso alla vita onesta, e Mata Zyndu, l’impavido figlio di un duca deposto, discendente di una nobile stirpe particolarmente colpita dalla ferocia di Mapidéré, che ha giurato di vendicarsi. Sembrano l’uno l’opposto dell’altro, ma durante la ribellione contro il potere imperiale i loro sentieri si incrociano in modo imprevedibile: diventano amici inseparabili, fratelli, e insieme combattono contro immensi eserciti, serici vascelli volanti, libri magici e divinità dalle forme mutevoli. Ma una volta che l’imperatore è stato rovesciato, Kuni e Mata si trovano a capeggiare fazioni rivali, con idee molto diverse su come si dovrebbe guidare il mondo, e su cosa sia la giustizia.

È un’impresa ardua e vana per un uomo dare di se stesso un’immagine univoca e definitiva. Partendo da questo assunto, nei saggi di Costruisci te stesso Montaigne ci offre una raffigurazione di sé che riflette la complessità della sua formazione e la frammentarietà della sua esperienza. Tale raffigurazione non mira tuttavia al recupero di un’immagine autentica di sé, ma acquista il suo senso sullo sfondo di un’esistenza artificiale e virtuale, ricomposta a partire da alcuni elementi che emergono dal profondo della memoria. Come un ritrattista, Montaigne nel suo gesto di recupero si imbatte nella perdita di sé e reagisce decifrando i segni enigmatici del passato. Lo scritto si presenta allora come il tentativo di recupero di una totalità in cui, come in un mosaico, ogni frammento può essere completato dagli altri solo attraverso il supplemento metaforico di una realtà multiforme. Solo così è possibile risalire alla forma organica o all’essenza di ciò che il ritratto raffigura. I supplementi metaforici a cui Montaigne ricorre sono esperienze fondamentali dell’esistenza, momenti in cui il sé si sdoppia e incontra l’altro: l’amicizia, l’esperienza amorosa, la vita coniugale, il senso delle abitudini, il rapporto padre-figlio e la crudeltà. Il confronto con un’alterità concreta, nella quale ci imbattiamo, ma che non possiamo dominare, ci spinge a riflettere sul fatto che non esiste un modello dato per progettare e concepire l’orizzonte della nostra esistenza. Questo deve essere perciò costruito per tentativi e in forme sempre provvisorie.
Costruisci te stesso rappresenta il quinto volume della nuova traduzione pubblicata da Fazi Editore dei Saggi di Montaigne, dopo Coltiva l’imperfezione, La fame di Venere, Sopravvivi all’amore e Scopri il mondo, in cui emerge lo stile saggistico, brillante e vicino al lettore, che non propone una saggezza universale, ma spinge alla continua messa in discussione di noi stessi e dei più vari aspetti della nostra esistenza.

Siamo nati per cercare la verità, il possederla spetta a un potere più grande. Essa non è nascosta nel fondo degli abissi, ma piuttosto innalzata ad altezza infinita nella conoscenza divina. Il mondo non è che una scuola di ricerca. Non è importante chi raggiungerà la meta, ma chi farà la corsa più bella. Può fare lo sciocco sia chi dice la verità sia chi mente. È importante il modo, non i contenuti.

Oggi, dagli Stati Uniti all’Europa, tutti parlano della necessità di un Green New Deal per far fronte alla minaccia della crisi climatica e ambientale, ormai sotto gli occhi di tutti. Ma di cosa parliamo esattamente quando parliamo di Green New Deal? Nessuno è in grado di rispondere a questa domanda meglio dell’economista britannica Ann Pettifor: fu proprio lei, insieme a un gruppo di economisti e attivisti, a elaborare il primo Green New Deal nell’ormai lontano 2008. Tuttavia, lo scoppio della crisi finanziaria e la successiva recessione globale fecero scomparire dall’agenda politica la questione ambientale. Che oggi è però tornata a essere drammaticamente attuale, grazie sia ai nuovi movimenti di protesta ispirati a Greta Thunberg che agli eventi meteorologici estremi che adesso cominciano a colpire con sempre maggiore frequenza anche i ricchi paesi occidentali. Questo è il motivo che ha portato alla ribalta il piano redatto da Pettifor più di dieci anni fa, grazie soprattutto alla giovanissima deputata democratica statunitense Alexandria Ocasio-Cortez, che ne ha fatto il suo cavallo di battaglia nelle elezioni di metà mandato del 2018. Alla base del Green New Deal vi è l’idea che l’attuale crisi sistemica che stiamo vivendo non può essere risolta con timide politiche “green”, magari affidate alla “mano invisibile” del mercato o alle azioni individuali, ma richiede una trasformazione profonda, strutturale, del nostro approccio all’economia e all’ecosistema – a partire da una radicale trasformazione del settore finanziario globalizzato e deregolamentato, alla radice di molti dei nostri problemi – che non può che essere guidata dallo Stato. Questo significa trasformare e superare il fallimentare modello capitalistico che adesso minaccia di far collassare i sistemi di supporto vitale della Terra e con essi la civiltà umana.

«Possiamo scegliere di sopravvivere. Ma per sopravvivere, tutto deve cambiare. Tutto».

Dopo essere stata scaricata dal suo ex, Chelsea Jameson non desiderava altro che pace e tranquillità per curarsi le ferite. E invece si ritrova a fare i conti con un nuovo, insopportabile vicino di casa: non solo Damien ha due cani che abbaiano in continuazione, ma assomiglia anche in modo fastidioso all’uomo che le ha spezzato il cuore. L’unica possibilità per Chelsea è ignorarlo, far finta che non esista. E ci riesce alla grande, almeno fino a quando una notte non lo sente ridere dall’altra parte del muro nella sua camera da letto e realizza con orrore che il vicino ha appena ascoltato l’intera sessione telefonica di Chelsea con il suo terapista. Una sessione, neanche a dirlo, in cui spiattellava ad alta voce tutti i suoi segreti più inconfessabili. Da quel momento Damien si sente autorizzato a sommergerla di pareri non richiesti sulla sua vita sentimentale. Il problema è che più passa il tempo e più Chelsea, suo malgrado, si rende conto di essere attratta da lui. Se vuole proteggere il suo cuore già duramente messo alla prova, deve stare molto attenta a non lasciarsi coinvolgere…

Josephine e Mads si sono appena ritrovati dopo una lontananza che, anziché logorare il loro rapporto, ha rafforzato il desiderio e il sentimento che provano l’uno per l’altra. Ma vivono in costante conflitto, divisi tra amore, roventi incontri di pura passione, sensi di colpa e nuovi vincoli che incombono sul loro destino. La morte della sua migliore amica ha ancora una volta messo in crisi le certezze di Josephine. Mads è il suo unico punto di riferimento e quando lui è costretto a tornare in Svezia dalla moglie, lei si ritrova sola ad affrontare i fantasmi e le incognite del presente. Jos è determinata a salvare sé stessa e la sua relazione. Il legame con Mads è appeso a un filo, basta poco perché la sottile trama che avvolge le loro vite si disfi. Ma Mads non è il solo ad avere segreti, anche Jos nasconde qualcosa che, questa volta, potrebbe distruggerli per sempre. Riusciranno a superare le avversità, gli inganni e i tradimenti?

Genova, 1502.
Dal giorno in cui è stato ferito da un sicario che aveva il compito di uc­ciderlo, Martino Durante giace su un letto privo di sensi. Veglia su di lui Sofia, una mercenaria conosciuta a Milano che più volte lo ha tradi­to, ma che ora non si allontana mai dal suo capezzale. L’uomo che vole­va la morte di Durante è Goffredo Landriani, un nobile milanese senza scrupoli, che in passato è stato osta­colato più volte da Martino.
Savona, 1508.
Grazie a due documenti misteriosi di cui è entrato in possesso, Lan­driani è intenzionato a ricattare Massimiliano i d’Asburgo, minac­ciando di scatenare una strage e massacrare migliaia di innocenti. Per portare a termine il suo piano, deve però trovare la terza pergame­na e risolvere l’enigma che è nasco­sto tra le sue righe.
Ma Durante non ha dimenticato i torti subiti dal nemico e, anche a costo di mettere a rischio la propria vita, è pronto a fare qualunque cosa per fermare il diabolico piano di Landriani.

Una scia di sangue serpeggia tra le strade di Edimburgo.
Nel bel mezzo di un festival rock, un volontario è stato accoltellato allo stomaco ed è morto dopo pochi minuti. Nella confusione, nessuno ha visto l’assassino, nessuno è stato in grado di tracciare un identikit. La settimana seguente il corpo di una maestra elementare è stato ritrovato in un cassonetto: la donna era stata strangolata con la sua sciarpa di lana. La polizia brancola nel buio. I detective Ava Turner e Luc Callanach non hanno indizi per collegare i crimini, né prove sufficienti a formulare le prime ipotesi, fino al momento in cui sui muri della città appaiono graffiti che fanno esplicito riferimento alle vittime degli omicidi. È il gesto sbruffone di un mitomane o è la firma del killer? Quando scoprono che i murales sono stati preparati prima degli omicidi e non dopo, per Ava e Luc ha inizio una corsa contro il tempo che si rivelerà molto più pericolosa di quanto avrebbero potuto immaginare. Perché l’assassino è pronto a colpire ancora…

Non sono mai stata una brava ragazza. Non mi lascio frenare da qualche stupida regola e non ho paura di ciò che la gente pensa di me. Questo non vuol dire che non abbia un mio personalissimo codice di condotta. Come ad esempio non tradire la fiducia di mio padre. Sarebbe un grosso scandalo se la figlia del coach della squadra universitaria cominciasse a frequentare un giocatore del college rivale… Jake Connelly è la personificazione del mio suicidio sociale: una star dell’hockey arrogante quanto insopportabile, affascinante in modo ridicolo. Il suo talento ha messo più volte la squadra di mio padre in difficoltà. E allora perché perdo tempo con lui? Perché Jake è la chiave per un tirocinio da sogno, anche se fa di tutto per rendermi le cose difficili. Ho bisogno che finga di essere il mio fidanzato. Ma per ogni finto appuntamento, pretende che gliene conceda uno vero. Questo significa che sono in guai molto seri.

Se le giornate sono aride e lo stress ti punge… entra in un mondo di relax tutto da colorare!
Vivi un’avventura fantastica attraverso la natura e libera il tuo artista interiore!
Elimina lo stress, aiuta la concentrazione e migliora l’umore. E se bastasse armarsi di pennarelli e matite per stare meglio?

Libere, uniche, coloratissime: colora tante farfalle con tutte le sfumature della tua anima!
Colorare senza pensieri toglie lo stress, aiuta la concentrazione e migliora l’umore a ogni età.
E allora cosa aspetti? Sgombra la mente da ogni pensiero e prendi in mano i colori!

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