Recensione. Un giorno in più

Paolo Franco

Gruppo Albatros

Pagine 210

Prezzo 14,90 €

Adesso, arrivato alla soglia dei quindici anni, ne farò sedici a agosto se vi può interessare ma ne dubito, mi ritrovo con delle schifosissime pustole che invadono il mio corpo, dalle quali fuoriesce così tanta roba che i film splatter a confronto sono Peppa Pig. Fortunatamente, a affrontare con me questo dramma ci sono i miei amici Mike e Pete, che sono più sfigati di me: per le ragazze fighe della scuola funzioniamo da repellenti.

Sinossi ufficiale

A Cleveland, nell’Ohio, si svolge la vita di Mark Gordon, un impacciato sedicenne che affronta insieme ai suoi amici l’adolescenza, l’innamoramento per la bella Jane e la scuola, fatta di bulli e ragazzi snob. A far soffrire Mark è soprattutto la sua complicata situazione familiare e l’abbandono del padre Tom, dopo che la moglie lo ha tradito; ciò che il ragazzo non sa è che sua madre nasconde un segreto…

Recensione

Questo libro sembra un romanzo di formazione, la storia di un normale adolescente americano, complessato, bullizzato a scuola, innamorato di una ragazza più grande. La vita di Mark cambia quando in città arriva un nuovo ragazzo, Mike, che diventa il suo migliore amico e che insieme a Pete, l’amico d’infanzia, lo aiutano ad affrontare la vita.

Nel testo ci sono diversi spunti di riflessione: innanzitutto la vita di un adolescente che ai nostri occhi puo’ sembrare fantastica, perché i giovani hanno tutta l’esistenza davanti, non hanno nessun problema, sono spensierati, invece devono affrontare tante questioni e spesso non hanno gli strumenti per farlo.

L’amicizia e l’amore sono al centro del racconto, con tutti i loro alti e bassi, le rivalità e le bugie, i tradimenti e il rancore, le cotte e i rapporti che finiscono.

Poi si potrebbe parlare anche delle difficoltà derivanti da una famiglia con genitori separati: Mark soffre molto per l’abbandono del padre, non riesce a stabilire un rapporto con il nuovo compagno della madre, che tra l’altro è vittima di continui sbalzi d’umore.

Devo ammettere che all’inizio la storia mi ha un po’ annoiato, però avevo l’impressione che ci fosse qualcosa che non quadrava, come se ci fosse un dettaglio che mi era sfuggito e che sarebbe stato importante nello sviluppo della storia.

In effetti arriva il finale a spiegare questa sensazione che avevo avuto e che mi ha fatto rivalutare il libro.

Estratti

Di solito si parla di nucleo familiare, di nucleo inteso come un punto in cui si concentrano più persone con obiettivi in comune, oltre che dello stesso gruppo sanguigno. In realtà di tutto ciò, nel mio caso, è rimasto solo il legame sanguigno con mia madre, il resto se n’è andato a farsi fottere, non c’è alcun nucleo, non ci sono obiettivi in comune né tanto meno unità. Ognuno pensa a sé, mia madre per quanto possa volermi bene è sempre indaffarata col suo lavoro di reporter che la porta a girovagare per il mondo, il suo compagno/collega Gerard uguale, non a caso si sono incontrati in una delle loro tante trasferte a Parigi.

La maggior parte delle amicizie vere, autentiche, sono quelle che nascono per caso senza alcun preavviso. Sono quelle amicizie che nascono all’asilo, a scuola, all’oratorio, al supermercato, al lavoro o in chiesa e potrei indicare tanti altri esempi. In questo caso, a programmarsi sono i luoghi in cui andrai, le tue esigenze personali oltre che morali, fisiologiche e sociali, ma non le persone che v’incontrerai e con cui svilupperai un’affinità in virtù del puro caso. Sei tu a scegliere, è il tuo inconscio a direzionare la lancetta della bussola verso un punto cardinale piuttosto che verso l’altro , e non la tua volontà premeditata a voler fare bella figura con chi ti viene presentato.

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