Recensione. Denominatore comune

A. L. Driver

Bre’ Edizioni

Pagine 159

Prezzo 10,00 €

Ricordo a sprazzi quel pomeriggio. Dettagli che giorno dopo giorno hanno formato una specie di puzzle senza cornice. Ma come si compone un puzzle? Anzitutto si parte dai bordi, cercando i pezzi con uno o due lati diritti. Facile! Poi dividiamo tutto il resto in base ai colori. Ed eccole lì, sparse sul tavolo, montagnette dalle sfumature affini. Le afferro una per una per cercare il frammento giusto, quello che chiarirà l’immagine sfocata, quel punto poco chiaro, quella nuvola indefinita che oscura il mio equilibrio. Ma no, non ci arrivo. È lì, davanti a me, ma non riesco a trovarlo. Ecco come sono io. Una persona che non riesce a capire cosa sia. Come posso averlo fatto davvero?

Sinossi ufficiale

Brutta gatta da pelare per l’ispettore Alex Lodi. La città è sconvolta da un serial killer. Gli omicidi, piano piano, fanno comprendere che esiste un denominatore comune. Ma quale? Cosa nasconde l’avv. Grilli? Perché è in cura da anni da una psicologa molto particolare? Cosa sa questa dottoressa che noi non sappiamo, al punto da mettere in pericolo la sua vita? E poi, quei bravi ragazzi di buona famiglia, perché sono così cattivi?

Recensione

Questo libro mi ha davvero spiazzato, ha tutti gli ingredienti perfetti per un ottimo thriller: una trama avvincente, tante tracce e indizi lasciati qua e la’ che ci fanno pensare di aver capito tutto, poi quando meno te l’aspetti arriva la rivelazione finale che ribalta qualsiasi previsione.

Il personaggio più interessante è l’avvocato Grilli, che ha un qualcosa di inquietante con la sua mania di spiare la famiglia un attimo prima di rientrare a casa, le sue sedute dalla psichiatra e il ricordo di un orribile gesto compiuto tanti anni prima insieme ai suoi amici.

Grilli è il tipico cittadino modello, magari con un segreto da nascondere, ma ottimo professionista, marito fedele e buon padre, nessuno potrebbe sospettare di lui, e’ il perfetto serial killer che ha una vita apparentemente perfetta e poi si abbandona a compiere delitti efferati.

Il libro sembra già scritto e chiaro fin dalle prime battute ma il finale ci sorprenderà in modo del tutto imprevisto e inaspettato.

Un superbo gioco di specchi che ci rimanda da un particolare ad un altro, che ci insinua pian piano la certezza matematica di aver capito tutto, colpevole, movente, ma proprio sul più bello ogni nostra sicurezza viene spazzata via.

Un ottimo thriller.

Estratti

“Aaah… dottoressa. Come avrei fatto senza di lei?”

“Sarebbe stato difficile, arduo. Avrebbe frainteso degli atteggiamenti personali, per comportamenti dovuti al suo passato. Lo so che sono direttamente proporzionali tra di loro, ma non ci sarebbe stato nessun denominatore comune.”


“Denominatore comune?”
“Sì. Solitamente le persone vivono la propria vita con un pensiero inconscio e conscio che le portano a seguire un determinato percorso, fino al raggiungimento dei loro scopi.”
“Io no, dottoressa?”
“Diciamo che lei ha ancora qualche difficoltà nel riuscire a scindere la vita normale, da quella che la fa soffrire così tanto. Manca il denominatore comune, il collante che ci permette di affrontare il nostro cammino con una sola coscienza. Quando riusciremo a tirarlo fuori, le sue due vite diventeranno una sola. E sarà quella giusta.”

“Ci ho pensato molto in questi ultimi mesi.”

“A cosa?”

“A come fare per uscirne.”

“E i risultati?”

“Pulizia dottoressa, pulizia.”

“Intende pulizia in se stesso, una specie di purificazione?”

“No, dottoressa, intendo pulire questo mondo da tutti quelli che possono renderlo peggiore.”

“Si spieghi meglio, signor Grilli.”

“Io non sono stato l’unico a fare del male a quella povera ragazza, dottoressa. C’erano altri.”

“Assieme a lei, intende?”

“Sì, assieme a me. C’era chi guardava, chi la teneva, chi ci faceva delle cose…”

“Capisco, signor Grilli.”

“Io li devo fare sparire. Solo così gli incubi cesseranno.”

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