Consigli di lettura DeAplaneta

La DeAplaneta ha selezionato diversi consigli di lettura per chi è alla ricerca di intrattenimento, ma prima si va alla scoperta di uno dei più grandi economisti e intellettuali del Novecento, tornato di attualità in questi giorni: John Maynard Keynes contribuì a fornire il fondamento teorico al New Deal, che permise agli Stati Uniti di uscire dalla crisi del 1929, così come a molte iniziative economiche e sociali del dopoguerra, in Europa e nel mondo. Le stesse ricette avrebbero rappresentato secondo molti l’unica risposta possibile alla grande recessione innescata dal crollo finanziario del 2008 e vengono citate ancora nel dibattito di questi giorni su come affrontare la crisi economica legata all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e alle sue intense e persistenti ricadute sull’economia reale, e dunque sulla vita quotidiana di milioni di persone.

«Le idee degli economisti e dei filosofi politici, così quelle giuste come quelle sbagliate, sono più potenti di quanto comunemente si ritenga. In realtà il mondo è governato da poche cose al di fuori di quelle. Gli uomini della pratica, i quali si ritengono affatto liberi da ogni influenza intellettuale, sono spesso gli schiavi di qualche economista defunto. Pazzi al potere, i quali odono voci nell’aria, distillano le loro frenesie da qualche scribacchino accademico di pochi anni addietro.» (J.M. Keynes, Teoria generale)

Secondo Paul Krugman, Nobel per l’Economia nel 2008, in questo testo del 1936 si trovano le risposte alla grande crisi dei nostri tempi. Il suo autore, uno dei massimi intellettuali del Novecento, ma anche uomo d’azione che credeva nella forza delle idee con un’intensità rara, John Maynard Keynes, contribuì a fornire il fondamento teorico al New Deal che permise agli Stati Uniti di uscire dalla crisi del 1929, così come a molte iniziative economiche e sociali del dopoguerra, in Europa e nel mondo. Le stesse ricette rappresentano secondo molti l’unica risposta possibile alla grande recessione innescata dal crollo finanziario del 2008 e alle sue intense e persistenti ricadute sull’economia reale, e dunque sulla vita quotidiana di milioni di persone. Scardinando alcuni tra i principi fondamentali della teoria economica neoclassica, il lavoro di Keynes è dominato dallo sforzo di offrire un’interpretazione in grado di cogliere non soltanto la natura profonda del capitalismo, ma di indicare le terapie e gli strumenti per correggerne le distorsioni e contraddizioni. «Presto o tardi sono le idee, non gli interessi costituiti, che sono pericolosi sia in bene che in male.» Testo fondamentale per comprendere la storia economica, sociale e politica del Novecento, la Teoria generale mantiene una sua attualità rivoluzionaria anche oggi, suggerendo domande, instillando dubbi e fornendo alcune risposte d’immediata applicazione alle sfide del XXI secolo.

John Maynard Keynes prestava una particolare attenzione alle mani dei suoi interlocutori: nei tic nervosi e nel gesticolare più o meno sorvegliato scovava vulnerabilità e ambizioni, indizi sui loro comportamenti durante i negoziati e sulle future decisioni politico-economiche. In quelle di Woodrow Wilson, che «tradivano una mancanza di sensibilità», presagì forse le catastrofiche
conseguenze economiche dei suoi “quattordici punti” presentati a Versailles nel 1919, forieri di un vento di vendetta sulla Germania che si sarebbe presto ritorto contro l’Europa e il mondo intero; e la diffidenza verso Franklin D. Roosevelt, dalle mani «molto forti, ma del tutto prive di intelligenza o finezza», gli avrà fornito magari l’impulso per lavorare a un trattato che sorreggesse e instradasse la politica del New Deal: avrebbe visto la luce nel 1936 e sarebbe diventata rapidamente la sua opera più celebre e celebrata, la Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta.

Basta questo dettaglio a restituire l’immagine di un economista insolito, che poco assomiglia alla vulgata delle sue teorie. Perché se il keynesismo si è velocemente imposto come un’idea di economia utile a correggere, con oculate dosi di statalismo, il laissez-faireliberista, creando così un’alternativa capitalista “di sinistra” al marxismo, la vita personale e la carriera di Keynes non sembrano in nulla ricordare questa oculatezza e questo quieto pragmatismo: dandy omosessuale prima e poi marito di una delle ballerine più corteggiate al mondo, intellettuale del circolo di Bloomsbury prestato alla politica ma anche politico prestato al giro degli intellettuali, germanofilo atlantista, speculatore di Borsa che diffida dei mercati, esteta con un debole per l’austerità del contabile, grande borghese elitista che diventa l’idolo delle sinistre, uomo d’azione e da retrovia, bricoleur di talento e vero genio…

Nel tracciare questa agile e acuta biografia, Alain Minc si lascia sedurre dal carisma del cosiddetto “Einstein dell’economia”, mentre cerca di decodificare l’enigma e capire, tra tutte le sue molte vite, quale fosse quella vera. Forse alla fine una soluzione non c’è, e non resta che arrendersi al fascino dell’insoluto: Diavolo di un Keynes, ci ha ammaliato un’altra volta.

Si dice che il destino sia già scritto, ma non è sempre così. Per decenni una tremenda maledizione ha perseguitato i Lachlin, facendo soffrire tutti coloro che li amavano. Succede anche a Jesse, che a diciassette anni rimane solo al mondo. Jesse ha una zazzera di capelli rossi, occhi profondissimi e un grande legame con la sua terra, la proprietà in cui è nato e vissuto per anni. Ma ha anche un enorme peso sul cuore: un vecchio litigio che l’ha allontanato da Scarlett, la sua migliore amica d’infanzia. E Scarlett ora è bella, ricca, felice, impossibile da avvicinare; Jesse può solo restare a guardarla da lontano. Anche lei però ha un segreto. La sua perfezione nasconde qualcosa di pericoloso e oscuro che nessuno, da fuori, dovrebbe mai vedere. Sembra che Jesse e Scarlett possano solo essere spettatori delle proprie vite. Sembra che i loro destini siano già stati scritti. Eppure, saranno proprio l’amata terra di Jesse e la misteriosa perfezione di Scarlett a far incrociare nuovamente i loro sguardi. A far emergere i loro segreti. E a insegnare loro che, forse, il destino può anche essere cambiato.

Dopo il successo della serie Pushing the limits, Katie McGarry torna con una nuova storia d’amore toccante, piena di passione e mistero.

«Una bellissima, commovente riflessione sull’amore, la famiglia e l’autoaccettazione. Una storia che ferisce e guarisce al tempo stesso» – Booklist

In uscita il 12 maggio

A pochi chilometri da Napoli, c’è un lago, non molto grande e poco conosciuto: il Lago Patria. In una villetta cadente che si specchia nelle sue acque trova rifugio Massimo, un quindicenne in fuga. I suoi genitori sono stati uccisi, ma nessuno li piange: suo padre Rocco era un boss della malavita locale odiato da molti. Sua madre Roberta, psicolabile e depressa, sembrava predestinata a una fine prematura, e solo Massimo soffre per la sua perdita. Nell’elegante attico di Posillipo in cui si è consumato il delitto non si avverte la mano della criminalità organizzata, ma l’esplosione di dinamiche familiari perverse. Il pensieroso Commissario Alessandro Soranno e il suo Vice Claudio Giglio devono risalire alla verità, ma a sorpresa scopriranno che questa urta contro le loro coscienze, e li costringe a fare un salto nel passato.

Cosa si è disposti a fare pur di salvare la propria carriera in ascesa? Quali pericoli si è pronti ad affrontare e quali segreti si possono svelare per poter scrivere un buon romanzo? Zoe Martini, autrice in preda al blocco dello scrittore dopo aver ottenuto un buon successo con il suo romanzo d’esordio, si lascia convincere da una donna appena conosciuta a riesumare un vecchio caso d’omicidio e quindi poter smascherare il vero colpevole: Silvia Rastelli, giovane madre single, sceglie proprio lei per raccontare quanto successo sedici anni prima alla sua migliore amica Cassandra Benedetti ritrovata carbonizzata in un capanno nel bosco attorno a Palsnìco. La storia di Silvia è forte, pericolosa. La scrittrice Zoe ha già dovuto cambiare la sua vita, in seguito alla pubblicazione del suo precedente romanzo, ma comunque sente il dovere di farsi tramite della verità. Ma è la reale verità quella che Silvia racconta? Qualcosa nella donna non convince Zoe fino in fondo, così la scrittrice chiede aiuto al cugino detective Gioele Sasso per indagare su Silvia e sull’allora fidanzato Mauro Peveri, un uomo dal passato discutibile. In seguito Silvia anticiperà alla stampa la soffiata sulle reali identità celate nel romanzo di Zoe e il libro diverrà in poco tempo un caso editoriale; fiumane di giornalisti giungeranno nella piccola cittadina di Palsnìco e la polizia si troverà per le mani indizi fino ad allora nascosti. Palsnìco si rivelerà un posto tutt’altro che ospitale, un luogo dove a cadenza quasi regolare il male dilaga ed esplode in violenze atroci, proprio come era successo a Silvia e a Cassandra.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...