Recensione. Due morti e quattro cadaveri

Raffaele A. Garzone

Independently published

Pagine 145

Sinossi ufficiale

Nella comunità Amish di Lakewood il tempo sembra essersi fermato a un secolo fa. Oltre le porte del fienile ci sono sei corpi appesi a testa in giù ad una trave. Una sera di febbraio, alle porte del villaggio, si presentano due individui in finanziera e panciotto che sostengono di essere Sherlock Holmes e John Watson, sbucati chissà come dalle pagine di vecchi romanzi. Questa è una storia in cui ciò che sembra più strano, ha in realtà un preciso senso logico, e pian piano tutto prende forma. Un solo dettaglio è chiaro fin dall’inizio: quelli appesi alla trave sono due morti e quattro cadaveri.

Recensione

Il mondo degli Amish mi ha sempre affascinato molto: la loro è una scelta radicale e difficile, quella di abbandonare il mondo civilizzato e di rinunciare a tante comodità ma anche a tante tentazioni o problemi.

È in questo ambiente isolato e molto particolare che si trovano ad investigare Sherlock Holmes e il dottor Watson, magicamente catapultati nel futuro e chiamati a mettere in campo le loro risorse eccezionali.

È straniante vedere questi due personaggi trasportati in un ambiente tanto diverso dal loro mondo e dalla loro epoca, dove molte delle abitudini che vedono sono sconcertanti, come la fretta che hanno tutti di concludere un’attività per iniziarne un’altra. Il loro talento è riconosciuto universalmente e la polizia usa i loro cervelli vecchi di 100 anni per risolvere casi.

Con uno stile asciutto e chiaro, l’autore ci spiega come i due segugi risolvono il caso di 4 persone e due animali ritrovati in un fienile appesi a testa in giù, grazie al mirabile intuito di Holmes, alla sua straordinaria capacità di osservazione e interpretazione delle tracce, unita alla sagacia di Watson.

Come nel migliore dei gialli, la rivelazione arriva solo alla fine quando tutti i tasselli del puzzle andranno a posto e risolvono più di un dubbio.

Il vero colpo di genio è proprio il finale, un meraviglioso tocco da maestro!

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