Recensione. Pane per i Bastardi di Pizzofalcone

Maurizio De Giovanni

Einaudi stile libero

Pagine 344

Prezzo 19,00 €

Sinossi ufficiale

Quanta vita, quante vite. E quanto buon odore di pane, in città. Se non ci fosse anche il delitto. Quando un omicidio divide in due le forze di polizia, il gioco si fa davvero duro per i Bastardi, che per molti devono ancora dimostrare di esserlo davvero, dei bravi poliziotti. Da un lato ci sono loro, che seguono l’odore del pane. E del delitto. Ma dall’altra ci sono i tosti superdetective della Dda, che sentono odore di crimine organizzato. Mentre i sentimenti e le passioni di ogni personaggio si intrecciano con l’azione e determinano svolte sorprendenti, la città intera sembra trattenere il fiato. Per poi prendere voce.

Recensione

Questa volta la squadra deve fare i conti non solo con tutti quelli che in Procura vorrebbero far chiudere il commissariato, ma anche contro un dirigente della Dda, Buffardi, arrogante e presuntuoso, con il quale i Bastardi devono condividere l’indagine sulla morte di un panettiere. La posta in gioco è sempre più alta e tutto si basa su un’intuizione di Lojacono il Cinese, la punta di diamante dei Bastardi, un detective formidabile che deve conciliare la vita lavorativa con la gestione di una figlia e il tentativo di rifarsi una vita e ritrovare l’amore. Anche Alex Di Nardo e Romano combattono le stesse battaglie di Lojacono e tutti insieme dovranno tentare tutte le strade per dimostrare quanto valgono.

Nel libro c’è un elemento in più che si inserisce nell’indagine della squadra, cioè la criminalità organizzata la cui mano sembra essere la responsabile dell’omicidio del panettiere, il Principe dell’Alba.

Interessante come sempre vedere come le fila delle storie personali dei vari personaggi sono riprese e approfondite per permettere al lettore di avere sempre ben presente lo svolgimento dei fatti . E come sempre qua e là De Giovanni lascia qualche perla, qualche riflessione.

È questo il bello di ricevere in sorte un grande amore, avrebbe spiegato a chiunque glielo avesse chiesto. Un grande amore ti riempie la vita e la supera: in profondità, in altezza, in lunghezza. Un grande amore ti fa entrare in contatto con una persona, e il contatto non lo perdi più, in nessun caso, perché di questa persona sei in grado di anticipare opinioni, sguardi, parole. Il dialogo continua per sempre, anche dopo la morte.

L’amore ha un ruolo fondamentale in questi romanzi di De Giovanni, è quello per il proprio lavoro ma più spesso l per un’altra persona, una donna, un uomo, un figlio, è un amore che ci fa soffrire, che ci scalda il cuore, che ci fa disperare, che ci porta al settimo cielo, è quello che muove tutto.

Sono rimasta molto soddisfatta anche di questo romanzo. Non mi resta che continuare a leggere gli altri.

L’autore

Nato nel 1958 a Napoli, è autore della fortunata serie di romanzi con protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta, su cui è incentrato un ciclo di romanzi, tutti pubblicati da Einaudi, che comprende finora: Il senso del dolore (2007), La condanna del sangue(2008), Il posto di ognuno (2009), Il giorno dei morti (2010), Per mano mia (Einaudi, 2011), Vipera(2012, Premio Viareggio, Premio Camaiore), Anime di vetro (2015) Serenata senza nome(2016), Rondini d’inverno (2017) e Il purgatorio dell’angelo (2018). Insieme a Sergio Brancato ha pubblicato due graphic novel sulle inagini del commissario Ricciardi: Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2017) e La condanna del sangue. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2018).
È anche autore di: Storie azzurre (Cento Autori, 2010), una raccolta di quattro racconti lunghi dedicati al Napoli, la sua squadra del cuore; Il metodo del Coccodrillo (Mondadori, 2012, Einaudi 2016; Premio Scerbanenco).
Con I bastardi di Pizzofalcone (Einaudi 2013) ha inaugurato un nuovo ciclo contemporaneo, sempre pubblicato da Einaudi, continuato con Buio per i Bastardi di Pizzofalcone (2013), Gelo per i bastardi di Pizzofalcone (2014), Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone (2015), Pane per i bastardi di Pizzofalcone (2016), Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone (2017) che vede protagonista la squadra investigativa di un commissariato partenopeo. Il suo racconto Un giorno di Settembre a Natale è incluso nella raccolta Regalo di Natale edita da Sellerio nel 2013. È uscita nel 2014 un’altra raccolta di racconti gialli dal titolo Giochi criminali dove il suo testo Febbre appare accanto a quelli di De Cataldo, De Silva e Lucarelli. Inoltre, il suo racconto Un telegramma da settembre è incluso nell’antologia Sellerio La scuola in giallo, del 2014. Nel 2015 pubblica Il resto della settimana (Rizzoli)e Skira Una domenica con il commissario Ricciardi (Skira). Nel 2017 partecipa con un suo contributo alla raccolta di saggi Attenti al Sud, edito da Piemme, e con Rizzoli pubblica I Guardiani. Del 2018 sono Sara al tramonto (Rizzoli) e Sbirre (Rizzoli), scritto in collaborazione con Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo. Nel 2019 pubblica per Sellerio Dodici rose a Settembre.

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