Recensione. Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone

Maurizio De Giovanni

Einaudi Stile Libero

Pagine 322

Prezzo 14,50 €

Sinossi ufficiale

In un misero appartamento vengono trovati i cadaveri di un giovane ricercatore e di sua sorella. Le indagini, affidate a Lojacono e Di Nardo, si presentano subito molto difficili, perché sembra impossibile individuare un movente per il delitto. Ma il tempo stringe: opinione pubblica e autorità premono, e qualcuno, in alto, non aspetta che un fallimento per sciogliere la squadra investigativa più chiacchierata della città. Ancora una volta, insieme, i Bastardi dovranno dimostrare di essere più forti dei loro nemici, più forti anche del vento di tramontana che schiaffeggia le strade insinuando il gelo ovunque, anche nei cuori.

Recensione

L’affiatamento tra i membri della squadra è sempre più profondo e i Bastardi si trovano ad indagare su due casi: il principale è un doppio omicidio di due fratelli , che sembra avere un sospettato plausibile mentre la realtà è ben diversa, l’altro è un caso di sospette molestie da parte di un padre su una ragazzina.

Come sempre la narrazione è intervallata dai corsivi che propongono i pensieri del padre dei due fratelli uccisi, del fidanzato della ragazza assassinata, di un uomo che se ne era perdutamente innamorato.

De Giovanni è abile nel mescolare il racconto delle indagini con riflessioni e considerazioni molto profonde, come questa sulla felicità.

Siamo felici solo nel passato. Dal passato emergono ricordi di una mattinata, di una festa, di un pranzo, magari con una persona cara che non c’è più, come nel mio caso, o semplicemente della gioventù perduta, ed ecco che sorge lancinante il rimpianto. Eppure, in quel momento che stai ricordando, eri davvero felice? No, non lo eri. Pensavi al mutuo, alle vacanze, a un paio di scarpe nuove, non sapevi che di lì a qualche anno ne avresti avuto nostalgia.”

Ci manca sempre un momento del passato ma solo quando ormai se ne è andato e il nostro io attuale non può essere certo che in quel preciso istante fossimo veramente felici. Rimpiangiamo certi eventi ma solo perché ne abbiamo una percezione probabilmente distorta dal tempo.

Il freddo è capace di sussurrarvi all’orecchio brutte storie, racconti tristi che rendono l’umore grigio. Il freddo lo vedete dalla finestra, mentre allunga le dita di nebbia e ghiaccio attraverso la notte, invadendo lento e inesorabile le strade e i pensieri. Non c’è esercito che possa opporsi all’invasione del freddo. Arriva come una condanna e non potete farci niente. Solo aspettare, e pregare di sopravvivere ancora.

Anche questo passo mi ha colpito molto perché il freddo di cui si papà non è solo da leggere alla lettera ma è anche metaforico, è il freddo che ci prende dentro, l’aridità dell’anima, l’incapacità di sentire ancora emozioni, l’immobilità dello spirito. È il freddo che si insinua nell’anima e la secca, ci riempie di gelo, striscia subdolamente, ci uccide con il silenzio.

Anche stavolta lo stile asciutto e lineare dell’attore chi confonde fino all’ultima riga, alla ricerca del colpevole e alla celebrazione di un altro successo per la squadra nella quale nessuno credeva.

L’autore

Nato nel 1958 a Napoli, è autore della fortunata serie di romanzi con protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta, su cui è incentrato un ciclo di romanzi, tutti pubblicati da Einaudi, che comprende finora: Il senso del dolore (2007), La condanna del sangue(2008), Il posto di ognuno (2009), Il giorno dei morti (2010), Per mano mia (Einaudi, 2011), Vipera(2012, Premio Viareggio, Premio Camaiore), Anime di vetro (2015) Serenata senza nome(2016), Rondini d’inverno (2017) e Il purgatorio dell’angelo (2018). Insieme a Sergio Brancato ha pubblicato due graphic novel sulle inagini del commissario Ricciardi: Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2017) e La condanna del sangue. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2018).
È anche autore di: Storie azzurre (Cento Autori, 2010), una raccolta di quattro racconti lunghi dedicati al Napoli, la sua squadra del cuore; Il metodo del Coccodrillo (Mondadori, 2012, Einaudi 2016; Premio Scerbanenco).
Con I bastardi di Pizzofalcone (Einaudi 2013) ha inaugurato un nuovo ciclo contemporaneo, sempre pubblicato da Einaudi, continuato con Buio per i Bastardi di Pizzofalcone (2013), Gelo per i bastardi di Pizzofalcone (2014), Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone (2015), Pane per i bastardi di Pizzofalcone (2016), Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone (2017) che vede protagonista la squadra investigativa di un commissariato partenopeo. Il suo racconto Un giorno di Settembre a Natale è incluso nella raccolta Regalo di Natale edita da Sellerio nel 2013. È uscita nel 2014 un’altra raccolta di racconti gialli dal titolo Giochi criminali dove il suo testo Febbre appare accanto a quelli di De Cataldo, De Silva e Lucarelli. Inoltre, il suo racconto Un telegramma da settembre è incluso nell’antologia Sellerio La scuola in giallo, del 2014. Nel 2015 pubblica Il resto della settimana (Rizzoli)e Skira Una domenica con il commissario Ricciardi (Skira). Nel 2017 partecipa con un suo contributo alla raccolta di saggi Attenti al Sud, edito da Piemme, e con Rizzoli pubblica I Guardiani. Del 2018 sono Sara al tramonto (Rizzoli) e Sbirre (Rizzoli), scritto in collaborazione con Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo. Nel 2019 pubblica per Sellerio Dodici rose a Settembre.

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