Recensione. Cuccioli per i Bastardi di Pizzofalcone

Maurizio De Giovanni

Einaudi stile libero

Pagine 328

Prezzo

Sinossi ufficiale

Una neonata viene abbandonata accanto a un cassonetto della spazzatura. Una giovane domestica ucraina rimane presa in una morsa di avidità e frustrazioni. I piccoli animali randagi spariscono dalle strade. Cullata dall’aria frizzante di un giovane aprile, la città sembra accanirsi contro l’innocenza. Il compito di combattere un male più disumano del solito tocca a una squadra di poliziotti in cui pochi credono. Li chiamano i Bastardi di Pizzofalcone. In una società che si sgretola, dove il privilegio diventa sopraffazione, i poliziotti di Maurizio de Giovanni combattono non solo il crimine, ma anche l’indifferenza verso chi è più debole. Perché quando la violenza colpisce gli indifesi, a perdere siamo tutti.

Recensione

Anche questo libro mi ha tenuta incollata fino all’ultima pagina e anche stavolta come in Buio ho provato molta pena per la piccola neonata trovata nel cassonetto da Romano, l’agente spesso in preda a scatti d’ira incontrollati. La madre viene trovata morta nel suo appartamento e tocca a Lojacono e alla sua squadra scoprire chi l’ha uccisa e poi ha gettato la bimba via come fosse un rifiuto. Parallelamente Aragona indaga per conto suo su delle misteriose sparizioni di cani e gatti dal quartiere.

Anche stavolta l’autore ripropone le storie passate dei vari protagonisti, cosicché questo romanzo come gli altri potrebbe essere anche letto senza conoscere i volumi precedenti. Ed è così che impariamo a conoscere i vari Bastardi e anche quello che si portano dietro, le loro inquietudini e i loro problemi familiari. Romano in particolare è quello che in questo libro cambia di più, riflette sull’ira che gli ha fatto perdere il posto in un altro commissariato e che ha portato anche alla fine del suo matrimonio. E sarà la piccola Giorgia trovata nel cassonetto la responsabile di tutti questi cambiamenti.

Stupenda e superba, orgogliosa, si stende la città di Napoli a fare da magnifico sfondo alle storie dei Bastardi. Per Lojacono che arriva dalla Sicilia all’inizio era ostile, gli sembrava un carcere, ma poi da quando ci è arrivata sua figlia pian piano si è integrato.

Femmina. La città è femmina, senza alcun dubbio. Lo capite quando è alto il sole e lei splende in ogni parte, fulgida e ridente, distesa com’è davanti al mare. È femmina, e come tale chiacchiera e piange e ride fino alle lacrime, abbracciando l’aria e la luce, e adornandosene come fossero gioielli. La sentirete mormorare pettegola di vicolo in vicolo, sussurrando segreti che ognuno conosce, scandagliando le proprie stesse ombre, dove resterà umida e calda anche se fuori è fresca e brillante.

Femmina nella collana di viali e diamanti del lungomare, negli orecchini verdi delle due colline e nel sorriso che manda alle isole dal seno di montagna che ha.

Perché, sappiatelo, la città è femmina.

Un’altra bella avventura dei Bastardi, un gruppo scalcagnato che continua a collezionare un successo dopo l’altro, un gruppo di personaggi ai quali è facile affezionarsi e che non vediamo l’ora di seguire in un’altra avventura.

L’autore

Nato nel 1958 a Napoli, è autore della fortunata serie di romanzi con protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta, su cui è incentrato un ciclo di romanzi, tutti pubblicati da Einaudi, che comprende finora: Il senso del dolore (2007), La condanna del sangue(2008), Il posto di ognuno (2009), Il giorno dei morti (2010), Per mano mia (Einaudi, 2011), Vipera(2012, Premio Viareggio, Premio Camaiore), Anime di vetro (2015) Serenata senza nome(2016), Rondini d’inverno (2017) e Il purgatorio dell’angelo (2018). Insieme a Sergio Brancato ha pubblicato due graphic novel sulle inagini del commissario Ricciardi: Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2017) e La condanna del sangue. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2018).
È anche autore di: Storie azzurre (Cento Autori, 2010), una raccolta di quattro racconti lunghi dedicati al Napoli, la sua squadra del cuore; Il metodo del Coccodrillo (Mondadori, 2012, Einaudi 2016; Premio Scerbanenco).
Con I bastardi di Pizzofalcone (Einaudi 2013) ha inaugurato un nuovo ciclo contemporaneo, sempre pubblicato da Einaudi, continuato con Buio per i Bastardi di Pizzofalcone (2013), Gelo per i bastardi di Pizzofalcone (2014), Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone (2015), Pane per i bastardi di Pizzofalcone (2016), Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone (2017) che vede protagonista la squadra investigativa di un commissariato partenopeo. Il suo racconto Un giorno di Settembre a Natale è incluso nella raccolta Regalo di Natale edita da Sellerio nel 2013. È uscita nel 2014 un’altra raccolta di racconti gialli dal titolo Giochi criminali dove il suo testo Febbre appare accanto a quelli di De Cataldo, De Silva e Lucarelli. Inoltre, il suo racconto Un telegramma da settembre è incluso nell’antologia Sellerio La scuola in giallo, del 2014. Nel 2015 pubblica Il resto della settimana (Rizzoli)e Skira Una domenica con il commissario Ricciardi (Skira). Nel 2017 partecipa con un suo contributo alla raccolta di saggi Attenti al Sud, edito da Piemme, e con Rizzoli pubblica I Guardiani. Del 2018 sono Sara al tramonto (Rizzoli) e Sbirre (Rizzoli), scritto in collaborazione con Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo. Nel 2019 pubblica per Sellerio Dodici rose a Settembre.

Estratti

“Vede, capo, ecco perché la squadra è così importante per noi. Io, Giorgio, Francesco, Loiacono con la sua Sicilia lontana, Alex cacciata dal precedente ufficio, Marco con la sua stupida arroganza che è una difesa contro il resto del mondo. Tutti disancorati, tutti alla deriva. Poi ci ritroviamo insieme in questo commissariato e ci sentiamo di nuovo vivi e attivi, perfino bravi. E il merito è suo. Tutto suo.”

Perché l’amore, sapete, non vi chiede nessun permesso. Arriva, si fa spazio E si siede al centro della vita, e tutto il resto deve farci i conti, con l’amore.

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