Novità EBook Adelphi

La medicina moderna è nata sui palcoscenici – sensazionali – dei teatri anatomici, e i suoi casi estremi sono a lungo stati esibiti fra le quinte mobili dei freakshow. Poi è arrivato il cinema, a rubare la scena: e soprattutto il film che David Lynch ha tratto con una fedeltà impressionante da questo straordinario caso clinico, raccontato nel 1923 dal suo testimone più autorevole, il dottor Frederick Treves.

Pagine 20, prezzo 1,99 €

Un grande scienziato che era anche un grande scrittore ci svela, come in un racconto poliziesco, le strane abitudini di un insetto fuori dal comune: lo scarabeo.

Pagine 50, prezzo 1,99 €

In questo piccolo libro Giovanni Mariotti parla di un’epoca in cui le donne portavano le calze velate e la volpe al collo, in cui era possibile acquistare le sigarette sciolte, in cui esistevano ancora la carta assorbente e i treni a vapore. Rielaborando appunti e ritagli di suoi vecchi articoli, ha conferito a ogni pagina uno smalto letterario che si riallaccia a una nobile e antica tradizione italiana: l’elzeviro. E ogni ricordo acquista nelle sue pagine la lucentezza di un gioiello. Di Giovanni Mariotti Adelphi ha pubblicato Storia di Matilde (2003), definito da Pietro Citati «Il più bel romanzo scritto in Italia negli ultimi vent’anni».

Pagine 100, prezzo 1,99 €

Peter Altenberg apparve nella Vienna fine secolo come una strana pietra caduta dal cielo, ma composta di materiale affine al terreno su cui era capitata. Karl Kraus e Hugo von Hofmannsthal, allora giovanissimi e già del tutto opposti, concordarono però subito nel riconoscerlo e onorarlo: entrambi sentirono fin dall’inizio il suono giusto di Altenberg, nei suoi vividi schizzi, nei suoi romanzi che durano pochi secondi, nelle sue arabescate divagazioni, nel suo «stile telegrafico dell’anima». I libri di Altenberg si presentavano come la somma di tanti foglietti, per lo più vergati rapidamente al caffè, che dovevano contenere altrettanti «estratti di vita». Il dono più evidente che mostravano era l’immediatezza, la capacità di evocazione istantanea. Ma era solo una certa vita, certi luoghi, certe scene, certi personaggi che facevano vibrare quella prosa: un lungolago abbandonato o il giardino di un caffè concerto, una bambina stupenda e annoiata accanto ai genitori, un pianoforte che suona dietro una finestra aperta, una soubrette dalla inesplicabile grazia, una conversazione fatta di inezie che sottintendono cose terribili, un punto del Prater, la fotografia di una ragazzina nuda… In tutto questo Altenberg riconosceva quella zona della vita a cui egli stesso totalmente apparteneva: il suo eccesso inutile, la sua schiuma iridata. Come eterno feticista e cantore di quella vita, che sempre più minacciava di essere soffocata dallo «strisciante ‘necessario’», Altenberg sedeva per ore al caffè, lanciava fulmini di condanna ed enormi insolenze, si confidava con vetturini e prostitute, adorava fanciulle che dovevano restare mute per non guastare l’incanto. Chi lo conobbe, chi lo ammirò in quegli anni – e non solo Kraus e Hofmannsthal, Polgar e Loos, dei quali pubblichiamo qui le memorabili testimonianze, ma anche Alban Berg, che mise in musica alcune «cartoline illustrate» di Altenberg – ci ha lasciato di lui immagini di una eccentrica grandiosità. «Non c’è punto fermo migliore di questa inattendibilità» scriveva Kraus. Nella costellazione della «Vienna del linguaggio», Altenberg è l’elemento più imprevedibile e stravagante, lo scrittore che non sondava alcuna «crisi dei fondamenti» se non quella della vita stessa, di cui sempre si mostrò eccessivamente innamorato, come soltanto può un «invalido della vita», tarlato dall’ipocondria e dall’angoscia. Ma la sua voce affascinò totalmente i suoi celebri amici, e continua ad affascinarci oggi, come quella di una irriducibile infanzia. Hofmannsthal lo avvertì: «Sentirsi bambini, comportarsi come bambini è l’arte commovente degli uomini maturi».

Pagine 412, prezzo 10,99 €

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