Effetto imbuto: la difficile fase 2 del libro

Da Robinson

Le strategie messe in atto dagli editori per recuperare le perdite causate dal virus. Troppi titoli fermi, è il momento delle scelte. E il boom degli ebook non basta

Dopo settimane di congelamento, i libri si stanno riaffacciando sul mercato timidamente, tra slittamenti e qualche timore. I dati non sono incoraggianti e non basta la riapertura dei negozi a cancellare la crisi. Gli editori calibrano ogni mossa in una partita di scacchi contro un avversario imprevedibile: slittano nel tempo le pubblicazioni, tagliano titoli e puntano sui bestseller, gli “affetti stabili” dei lettori, sacrificando gli esordienti che in questo momento rischierebbero troppo. “Sono gli stessi librai a chiederci titoli forti, sono in difficoltà” racconta Elisabetta Sgarbi, publisher della Nave di Teseo: “Punteremo su pochi libri e su quelli ci giocheremo l’anno”. La regola è per tutti la stessa, evitare di affollare le librerie di proposte. “L’effetto imbuto penalizza autori e libri”, dice Gianluca Foglia, direttore editoriale Feltrinelli. Gli ultimi dati dell’Osservatorio Aie (Associazione italiana editori) sono allarmanti: a fine anno saranno pubblicati 21 mila titoli in meno, saranno 12.500 le novità bloccate, 2.900 i libri in meno da tradurre, con una perdita di oltre 44 milioni di copie stampate. L’incremento recente del 70% delle vendite su Amazon e Ibs non è bastato a compensare le perdite. Massimo Turchetta, direttore editoriale Rizzoli, sottolinea il valore dell’oggetto libro: “È vero, si è venduto molto sulle piattaforme e-commerce, ma alcuni libri hanno bisogno della libreria. Su certi titoli, soprattutto di letteratura, il valore simbolico del libro ha ancora un senso”. 

Abbiamo chiesto ad alcuni editori di raccontarci come affronteranno i prossimi mesi, quali sono le loro strategie. Tutti ci hanno detto che ridurranno le novità da pubblicare del 10-20%. C’è un prima e un dopo coronavirus: se è vero che noi non saremo più gli stessi (qualunque cosa voglia dire: più poveri, più cattivi, più empatici, meno egoisti), anche i libri non saranno più gli stessi. 

La fase 2

Congelati per settimane dentro le librerie chiuse, come noi lo siamo stati nelle nostre case, i libri rischiano di uscire tutti insieme. Il 42% degli editori ha rimandato le pubblicazioni e ora teme un ingolfamento. Si naviga a vista, come spiega Stefano Mauri, presidente del gruppo Gems: “Rivediamo i piani in continuazione. Mi auguro che il 4 maggio ripartano le librerie lombarde che rappresentano il 30% del mercato ma è evidente che la situazione non tornerà come prima. L’obbligo del distanziamento, le code, la paura continueranno a rallentare il mercato. Meglio dosare le novità per non sprecare i titoli”. Un obiettivo che accomuna tutti. Elisabetta Sgarbi è allarmata dagli ultimi dati Gfk: “Nelle prime sedici settimane 2020, il mercato nelle librerie registra un meno 17,78% rispetto allo stesso periodo dello stesso anno, il che vuol dire 60 milioni di euro in meno di venduto. È un dato mai visto, in genere nell’editoria si gridava alla crisi quando si registrava il meno 1%. Siamo di fronte a una situazione di grande incertezza ed essendo, questo, un evento nuovo, non abbiamo esempi su cui regolarci. Non sappiamo quale scenario ci aspetta”. Gianluca Foglia spiega che “non si possono rischiare rese”, bisogna andare incontro ai librai. Gli editori lo hanno già fatto supportando le consegne a domicilio di Libri da asporto, è la prima volta che avviene una sinergia del genere. Luisa Sacchi, direttore editoriale Solferino, è della stessa idea: “Il primo passo degli editori è supportare le librerie, rendersi disponibili, allungare i tempi di pagamento o modificare i contratti”. Solferino è passata dai 140 titoli previsti a 105, rimandando a tempi migliori gli autori giovani “che hanno bisogno di un contatto diretto con il pubblico per farsi conoscere”. 

I titoli slittati

A maggio comunque si riparte e l’estate si lavorerà: “Pubblicheremo novità anche nei mesi di luglio e agosto, prevediamo che molte persone non vadano in vacanza”, spiega Vincenzo Ostuni, editor Ponte alle Grazie. Eccoli allora, i titoli ibernati in questi due mesi, pronti a riaffacciarsi sugli scaffali: la Teoria della dittatura di Michel Onfray, sugli effetti del neoliberismo (Ponte alle Grazie, 21 maggio) e da fine maggio per Feltrinelli due abbonati alle top ten, La tentazione del muro di Massimo Recalcati eThe Game. La rivoluzione digitale raccontata ai ragazzi di Alessandro Baricco (21 maggio). C’è poi l’attesa e osteggiata autobiografia di Woody Allen, A proposito di niente, che la Nave di Teseo ha anticipato in digitale e ora arriva finalmente in libreria (il 14 maggio). Infine due saggi Mondadori che danno consigli su come mangiare e vivere le emozioni: Cosa devo mangiare? di Mark Hyman e Emozioni congelate di Bradley Nelson. Anche Oriente e Occidente di Federico Rampini, previsto ad aprile, sarà in libreria il 12 maggio con un capitolo aggiornato sulla pandemia (Einaudi), qualche giorno prima arriverà Crack America di Massimo Gaggi (Solferino). E tra i romanzieri sono molti i big rimbalzati dal lockdown a maggio, da Giancarlo De Cataldo con Io sono il castigo, (Einaudi) a Maurizio De Giovanni con Una lettera per Sara (Rizzoli, 19 maggio). L’altra carta vincente sono i classici: il 21 maggio uscirà la nuova edizione de Il nome della rosa con i disegni e gli appunti inediti di Umberto Eco (La nave di Teseo) e il 12 maggio Quichotte di Salman Rushdie (Mondadori). Gli editori puntano anche sulle parole degli antichi, libri come chiavi per leggere il presente: tra le proposte,Sulle ali degli amici di Pietro Del Soldà, e Achille e Odisseo di Matteo Nucci (19 maggio). 

Sos restyling

Il virus ha reso improvvisamente vecchi libri scritti qualche settimana fa. Tanto che alcuni editori ci raccontano che stanno contattando gli autori per un restyling in corsa. “Non tutti i titoli funzionano nel clima attuale, alcuni faticano ad essere allineati al sentire del pubblico. Altri, come Capitalismo contro capitalismo dell’economista Branko Milanovic, sono invece più pertinenti ma stiamo lavorando a un aggiornamento intelligente, non posticcio, che ne completi il ragionamento”, spiega Anna Gialluca, direttrice editoriale Laterza. Il saggio di Milanovic, che affronta il grande tema della crisi del capitalismo e della recrudescenza delle disuguaglianze, uscirà in autunno insieme a Una buona economia per tempi difficili dei coniugi premio Nobel per l’economia Esther Duflo e Abhijit V. Banerjee (a settembre).

L’altra domanda è: che fine faranno i libri che per settimane sono rimasti ibernati nelle librerie vuote? Il rischio è che alcuni appaiano superati dai fatti. Un libro comeIo sono il potere (Feltrinelli, uscito il 5 marzo vendendo duemila copie in due giorni), confessione anonima di un capo di gabinetto della politica italiana sul backstage dei palazzi di potere, apparirà incompleto: dove sono Conte e gli esperti della task force? E un pamphlet ambientalista come Questa non è un’esercitazione (Mondadori, 24 marzo) firmato dal movimento degli attivisti globale Extinction rebellion, che non alluda al pipistrello o al pangolino sembrerà strano? 

Chi sale e chi scende

Naturalmente si pubblicheranno molti saggi di attualità legati al virus. Alcuni editori hanno inserito nei piani editoriali instant book che rispondano alla fame di informazione. Qualche titolo possiamo anticiparlo. Mondadori proporrà già a fine maggio un saggio di Ilaria Capua sul contagio (il titolo ancora non è stato scelto) e uno dell’immunologo Alberto Mantovani, Il fuoco interiore. Francesco Anzelmo, direttore editoriale della casa editrice, racconta che sta esplorando tra la produzione delle grandi università inglesi e americane alla ricerca di idee interessanti: “Non significa concentrarsi sul racconto dell’emergenza, come editori non bisogna mai smettere di cercare visioni”. Rizzoli ha incluso in corsa nel suo piano editoriale il diario da Wuhan della scrittrice cinese Fang Fang e Reality di Giuseppe Genna, racconto di una Milano straniata (entrambi a giugno). Per il resto si punterà sui bestseller acchiappalettori, dalla fantascienza distopica di Hunger Games di Suzanne Collins (Mondadori) a Il mistero della Stanza 622 di Joel Dicker (La nave di Teseo, 11 giugno) al thriller Rizzoli Predatori e prede di Kathy Reichs (12 maggio). E poi verranno mandati in avanscoperta gli inossidabili come Ian McEwan con il comico Lo scarafaggio (previsto a marzo uscirà il 12 maggio per Einaudi), ribaltamento kafkiano di uno scarafaggio che si trasforma in un uomo. Tra gli altri titoli forti di giugno di Feltrinelli ci saranno Giura, il nuovo romanzo di Stefano Benni e Il veliero sul tetto, che raccoglie rivisto e ampliato il diario della quarantena di Paolo Rumiz su Repubblica. 

La rivincita degli ebook

Rappresentavano una fetta di mercato intorno al 5%, e ora sono arrivati a sfiorare il 20%. Costretti dalle circostanze, gli editori hanno creato collane digitali o pensato libri nati sull’onda dell’emergenza, dai Microgrammi, le storie in pillole di Adelphi, a Clouds creata da Longanesi, fino a Molecole lanciata dell’editore Piemme, anche questa per riflettere sugli effetti del coronavirus. 

I grandi eventi

Il Salone Internazionale del Libro di Torino si sarebbe dovuto svolgere al Lingotto dal 14 al 18 maggio. Naturalmente, non sarà possibile nella sua forma convenzionale. Il direttore Nicola Lagioia sta valutando cosa fare: “Abbiamo chiesto un appuntamento alla sindaca Appendino e al presidente della regione Piemonte Alberto Cirio per esporgli le nostre idee per il futuro. C’è ad esempio l’online, che possiamo potenziare, ci sono altre forme di “presenza” da immaginare e realizzare, e c’è naturalmente la voglia, non appena sarà possibile, di tornare sul territorio in forme adeguate via via alla situazione, e in totale sicurezza. Siamo abituati a lavorare nelle emergenze e questa per noi è un’ulteriore sfida. Se ci sarà la possibilità di ripartire lo faremo e stiamo inoltre valutando di esserci fisicamente in autunno”. In bilico anche Festivaletterature di Mantova, programmato dal 9 al 13 settembre: “In questo momento stiamo facendo ginnastica intellettuale per cercare di capire cosa si potrebbe fare. Manterremo la data, ma sarà uno strano festival”, dice Marzia Corraini del comitato organizzatore del festival. 

E domani, cosa cambierà?

Forse la curiosità più grande sarà vedere come cambieranno i romanzi. Paolo Repetti, editore editoriale di Einaudi Stile Libero guarda avanti: “Saremo invasi da una pubblicistica legata al virus e la saggistica sarà il treno a cui affidarsi. Ma nella letteratura il virus entrerà in forme oblique, trasversali, inconsce. E’ stato sempre così. Qualcuno si ricorda un solo grande romanzo su quella tragedia che ha colpito il mondo, la poliomielite? Uno solo, appunto: Nemesi di Philip Roth. Ma lo definiremmo un romanzo sulla poliomielite? Così come Jane Austen è stata un’aguzzina delle aspirazioni sociali del suo tempo. Ma la ricorderemo come sociologa dei rapporti umani o come quella splendida pettegola delle nostre relazioni amorose?”.

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