Blog Tour Alla scoperta di Solferino . Ninnananna per gli aguzzini

Lia Celi – Andrea Santangelo

Solferino libri

Pagine 342

Prezzo 16,62 €

Sinossi ufficiale

Vincere per sbaglio un concorso da vigile urbano e ritrovarsi un cadavere per le mani e i giornalisti sotto casa: e sì che Marco Pellegrini voleva diventare professore di storia antica. Invece eccolo qui, tornato senza gloria al paesello natio sull’Appennino tosco-romagnolo, Monteperso (una manciata di anime, età media centoventi anni), infilato alla bell’e meglio in una divisa e impegnato in ben due lavori: poliziotto-tuttofare della zona e badante di nonno Gualtiero, ottantenne che dedica le sue giornate alla ricerca di cimeli della Linea gotica assieme al suo bastardissimo cane Patton. Una vita tranquilla, se si esclude lo squilibrio ormonale causato dagli incontri con la sindaca Amati e con la marescialla Mastrocuoco, ma non per molto. Quando viene trovato morto l’albergatore Fabrizio Gironi, che ospitava un gruppo di migranti, Monteperso entra nelle cronache nazionali e Marco entra nel caos. Ronde neonaziste, zuffe fra immigrati, festini in uniforme, uno scrittore famoso che si nasconde in una villa. forse quello che tutti davvero cercano è la fantomatica Caverna segreta che nasconde i resti di un intero comando delle SS? Il primo giallo di Lia Celi e Andrea Santangelo è una commedia di paese satirica e di inquietante attualità. E Marco Pellegrini, affascinante quanto imbranato «giovane d’oggi», è solo all’inizio della sua carriera di implacabile giustiziere della sosta vietata e risolutore accidentale di casi internazionali.

Recensione

Uno dei libri più divertenti letti ultimamente : complimenti agli autori!

Il protagonista mi ha ricordato un po’ Alice Allevi, la protagonista della serie L’allieva di Alessia Gazzola, un po’ impacciata e a volte pasticciona, poco stimata dai suoi superiori, con una vita sentimentale complicata .

Marco Pellegrini è proprio così: goffo, timido, incasinato, perso in un mestiere che non voleva fare e in un piccolo paesino sperduto sui monti dell’Appennino.

«To’, prendi: questa è la paletta, questo è il fischietto, questa è la cintura con il portadocumenti. Dentro c’è il blocchetto per le contravvenzioni. La penna la procuri tu o la chiedi al segretario comunale. Questa bomboletta è spray al peperoncino, quindi non usarlo sotto le ascelle. E queste sono le manette. Non fare quella faccia terrorizzata. Qui a Monteperso al massimo ti serviranno come portachiavi.» Non ho mai pensato che l’investitura di un agente della polizia municipale fosse preceduta da solenni rituali come quella dei cavalieri medievali – notte di preghiera, veste candida, benedizione della spada, ecc. – ma via, almeno un pizzico di suggestione. Almeno un po’ di atmosfera. Almeno una penna.

Uno si aspetterebbe una noia mortale, al massimo qualche multa per divieto di sosta da parte di un vigile urbano zelante e alle prime armi e invece Marco si trova invischiato suo malgrado in un’indagine per omicidio e riesce a risolverla anche con una serie di buone intuizioni e qualche aiutino dalla fortuna.

La cosa più divertente e anche un po‘ macabra è che Marco parla con il suo defunto professore universitario, il professor Melara, il suo mentore, l’uomo che lo aveva fatto innamorare della Storia e che gli aveva fatto trovare la sua strada nel mondo. Sono dialoghi brevi e anche molto ironici in cui spesso il professore lo prende bonariamente in giro.

Altra nota comica è il piccolo paesino di Monteperso, pochissimi abitanti per lo più anziani che, invece di guardare i cantieri come nelle grandi città, hanno l’hobby di cercare cimeli della Seconda Guerra Mondiale, trovandosi vicino alla Linea Gotica. È un posto lontano dai percorsi enogastronomici o artistici e culturali in cui sono coinvolti i paesi vicini, ma soprattutto è un posto dove si ricicla tutto.

[…]Monteperso è una tipica comunità no waste. Il riciclaggio dei rifiuti ce l’abbiamo nel dna fin dal Paleolitico. In questo borgo di duemiladuecento anime incastrato fra i calanchi dell’Appennino tosco-romagnolo nulla si butta, tutto si trasforma. Qui le bucce della frutta diventano liquori, i tappi di sughero tagliati a rondelle diventano feltrini per le gambe delle sedie e uno storico mancato sta per diventare un poliziotto municipale che usa una cingomma come fermamulta.

[…]
Da quel momento il paese dev’essersi accorto che non ero più un gattino cieco. Monteperso mi lanciava messaggi a raffica, con i muri crepati dei suoi palazzi, con le insegne dei pochi negozi superstiti, con i modelli delle auto e con l’aprirsi o il chiudersi di questa finestra o quel balcone, facendomi incontrare questa o quella faccia a quest’ora o a un’altra. E io mi scoprivo capace di cogliere e interpretare tutti quei segnali.

Giorno dopo giorno Marco si sente sempre più a suo agio nel paesino del nonno, che non gli appare più così morto come all’inizio, e a bordo del suo sgangherato motorino ne percorre le strade sempre più sicuro di se’ e del suo compito: scoprire la verità sulla morte del proprietario dell’unico hotel del posto.

La storia è davvero brillante e lo stile è divertente e coinvolgente, le pagine corrono veloci verso il finale che coglie tutti un po’ di sorpresa, soprattutto Marco che vede crollare un mito della sua infanzia.

È stata una lettura davvero straordinaria. Aspetto la seconda prova di questa collaudata coppia di scrittori!

Gli autori

Lia Celi (Parma, 16 ottobre 1965) è una scrittrice, giornalista, umorista, autrice televisiva, blogger e conduttrice televisivaitaliana.

Ha vissuto a Pordenone, Rimini, Bologna: è stata autrice di testi satirici per Cuore, Smemoranda, Avvenimenti. Come autrice televisiva e radiofonica ha collaborato ai testi di Pippo Chennedy Show e La Barcaccia. Gestisce un blog su internet.

Dal 6 maggio 2013 conduce Celi, mio marito!su Rai 3.

Andrea Santangelo, laureato in storia antica ed esperto di storia militare, ha lavorato come archeologo. Ha pubblicato diversi articoli e saggi di storia militare fra cui: Operazione Compass. La Caporetto del deserto(Salerno 2012), Le armi del Diavolo. Anatomia di una battaglia: Pavia, 24 febbraio 1525, con Marco Scardigli (Utet 2015), Eccentrici in guerra. Storie e personaggi stravaganti della Seconda guerra mondiale (Utet 2017) e Cesare Borgia. Le campagne militari del cardinale che divenne principe(Salerno 2017).

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