Recensione. Fragilità

Vittoria Van Oosten

Iomeloleggo

Pagine 146

Prezzo 9,90 €

Sinossi ufficiale

Julie de Clerment sposa l’uomo di cui è profondamente innamorata nonostante sia conscia di essere stata scelta da Edmond Saint-Pierre con la testa e non con il cuore. Familiari ed amici cercano di dissuaderla temendo un esito infelice ma Julie preferisce amare che essere riamata. Edmond è troppo concentrato nell’intento di fare carriera politica per assecondare le fragilità sentimentali della giovane moglie, una carriera non facile da perseguire con la fine del Secondo Impero. A complicare l’armonia coniugale interferiscono le rispettive famiglie e amicizie non proprio disinteressate.

Recensione

La protagonista del romanzo è una donna votata al matrimonio, con la testa piena di inutili idee sull’amore e la vita a due. È sinceramente innamorata del marito Edmond e crede fermamente che egli sia l’uomo della sua vita.

Julie era abbastanza graziosa per comparire al suo braccio nelle occasioni mondane, ma non tanto da suscitare inutili gelosie, e piuttosto colta da poter intavolare discorsi intelligenti, ma senza adombrare la cultura enciclopedica del futuro marito. Lei ne era perfettamente consapevole: a Charlotte, che le consigliava di rinunciare, aveva risposto con sicurezza commovente: « Preferisco condividere la mia vita con un uomo che amo profondamente, piuttosto che vivere magari con un buon marito ma senza slancio. »

Con il tempo però Julie si rende conto che non basta la dedizione totale ad un uomo per far funzionare un matrimonio, vede cadere pian piano il suo castello di carte e capisce di non essere più tra le priorità del marito, tutto concentrato sulla sua carriera politica.

“Vedi che continui a comportanti in modo infantile! Invece di reagire, tu ti sottrai. Non hai il coraggio di prendere delle decisioni: preferisci non decidere. Sei una persona che non si fa mai coinvolgere. E soprattutto sei troppo dipendente da tua madre. Avevo bisogno di una donna, non di una stupida bambinetta. »

“Allora, se non sei soddisfatto di me, chiedi il divorzio! Ti lascio al tuo destino. » esclamò Julie oltraggiata.

« Ecco: invece di essere grata dei miei rimproveri a fin di bene, tu t’inalberi! Lo sto dicendo per te, per il tuo bene. » precisò Edmond.

È un libro che ho letto molto velocemente per lo stile semplice e scorrevole, ma mi ha messo una grande tristezza, perché mi è dispiaciuto vedere come Julie si sia annullata completamente per favorire l’ascesa politica di Edmond, gli è stata vicino in ogni modo e lui l’ha solo umiliata, perché sapeva benissimo che lei era sempre pronta a riaccoglierlo e perdonarlo. Julie continua ad amare il marito nonostante tutto quello che ha subito e in questo modo non fa altro che condannarsi ad un destino di infelicita’ e sofferenza.

Quello che più dispiace è che questa situazione non riguarda solo la Francia del Secondo Impero ma è la triste realtà di molti matrimoni della nostra epoca: donne che contano troppo sugli uomini che amano, che investono tutto nella loro relazione, che si annullano e non capiscono che quello che stanno vivendo non è un amore ma un rapporto di sudditanza.

Dobbiamo ancora fare molta strada per liberarci da questa atavica fragilità.

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