Recensione. Nevernight. I Grandi Giochi

Jay Kristoff

Oscar Vault

Pagine 467

Prezzo 20,00 €

Sinossi ufficiale

Se la Vendetta ha una madre, il suo nome è Pazienza.

Mia Corvere, distruttrice di imperi, ha trovato il suo posto tra le Lame di Nostra Signora del benedetto omicidio, ma sono in tanti all’interno della Chiesa Rossa a pensare che non se lo meriti. La sua posizione è fragile, e non si sta affatto avvicinando alla vendetta cui agogna. Ma dopo uno scontro letale con un vecchio nemico, Mia inizia a sospettare quali siano i veri moventi della Chiesa Rossa. Al termine dei grandi giochi di Godsgrave, Mia tradisce la Chiesa e si vende come schiava per avere la possibilità di mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Sulle sabbie dell’arena, Mia trova nuovi alleati, feroci rivali e domande ancora più incalzanti sulla sua affinità con le ombre.

Recensione

Che dire? Il primo libro è stato pesante fino alla metà più ha accelerato paurosamente mentre questo è partito subito in quarta.

Lo stile di Kristoff è impareggiabile, la sua capacità di tessera la trama di andare avanti e indietro nel tempo, di deliberare in modo impeccabile i personaggi: un talento eccezionale.

Mia in questo secondo capitolo è sempre più agguerrita e decisa a vendicarsi del console Scaeva e del vescovo Duomo con tutte le armi a sua disposizione e servendosi delle capacità sviluppate nella Chiesa Rossa. Nel perseguire il suo obiettivo incontrerà nuovi amici che spesso sentita come la sua famiglia e ritroverà vecchie conoscenze, alcune imprevedibili ed …. eccitanti.

Diventerà una gladiati, un’abile combattente che si esibisce nelle arene della Repubblica fino alla città di Godsgrave. Tra vecchi ricordi e nuovi amori, Mia si getta a capofitto in una serie di straordinarie avventure di cui non vedo l’ora di leggere il capitolo finale.

Ps. Le scene di combattimento sono straordinarie!!!

Estratti

Una ragazza. Diciott’anni al massimo. Carnagione pallida, appena arrossata dal bruciore della soliluce. Lunghi capelli neri tagliati in frange nette sopra gli occhi scuri , o io L voluto macchiato di polvere e sangue secco. Ma Bevilacrime riusciva a vedere che era bella sotto quello scompiglio, con zigomi alti e labbra carnose. Impugnava un gladio a doppio filo, intaccato da un uso recente. Aveva una coscia e le costole avvolte di stracci, macchiati di un vitigno diverso rispetto al sangue che risaltava sulla tunica.

La morte è l’unica promessa che tutti noi manteniamo. Questa vita che viviamo … in essa c’è spazio per l’amore, Mia. Ma un amore come foglie d’autunno. Bellissimo un cambio. Un falò il successivo. Ma poi solo ceneri.

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