Recensione. Una Fiamma nella neve

Samila Yumi Marchetti

Pagine 279

Prezzo 10,99 €, eBook 1,99 €

Pedalare per le stradine di Reggio Calabria era una delle mie attività preferite. Io e la mia famiglia vivevamo non lontano dal centro città, ma l’aria che si respirava era comunque quella di un paese abitato da poche migliaia di anime: palazzine basse e casupole indipendenti, viottoli che si snodavano come serpentelli, piazze animate sempre dai soliti gruppi. Ma la parte che più mi piaceva era il mare: casa nostra era vicina alla costa e, ogni volta che ne avevo l’occasione, mi ritrovavo a pedalare sulla strada che fiancheggiava la spiaggia, anche a costo di allungare il tragitto all’infinito. Quel giorno non fece eccezione: stavo facendo tardi e il sole era sparito all’orizzonte già da un po’, ma le ultime pennellate infuocate perduravano ancora nel cielo e si riflettevano in caldi bagliori accecanti sulla superficie del mare. Come potevo perdermi uno spettacolo del genere?

Sinossi ufficiale

Dall’autrice di “Senza Fare Rumore”, una nuova commedia romantica perfetta per le gelide serate invernali!

Poco più di settanta milioni di euro e svariate proprietà: è questo ciò che Fiammetta, giovane attivista ambientale, riceve in eredità dal nonno materno recentemente scomparso. Un sogno, no? Ma quando arriva a Weißenberg, paesino di montagna di cui lui era originario, scopre che le cose sono più complicate del previsto: per mettere le mani sull’eredità ci sono delle condizioni da rispettare, condizioni che comprendono imparare il tedesco e ristrutturare una casa con un budget davvero limitato. E non è tutto: per rispettare le ultime volontà del nonno, Fiammetta ha a disposizione solo un mese di tempo. Seppur riluttante, deve lasciarsi aiutare: è così che entra in scena Moritz, che nel tempo libero intaglia figure nel legno, ha sempre un sorriso per chiunque e sembra conoscere gente ovunque vada. È proprio grazie alle sue conoscenze che le ristrutturazioni alla casa ingranano davvero, ed è grazie al suo aiuto se Fiammetta inizia a vincere la sanguinosa battaglia contro il tedesco… e a riscoprire la magia del Natale, che ormai non sentiva più da tanto tempo.
Ma tra i volenterosi aiutanti che stanno contribuendo all’impresa di Fiammetta, qualcuno non è sincero come dice e il rischio che vada tutto a rotoli è giusto dietro l’angolo.
Come andrà a finire?

Recensione

La protagonista del romanzo della Marchetti sarebbe una perfetta sostenitrice di Greta Thunberg, una paladina dell’ambiente, che si muove solo in bicicletta, usa sacchetti riciclabili e si batte contro le grandi multinazionali, come quella che vuole comprare la piccola libreria in cui lavora per farne un centro commerciale.

Fiamma ha uno grande spirito combattivo, sempre pronta a mettere i bastoni tra le ruote a chi si oppone ai suoi progetti e molto difficile nel campo sentimentale. La madre e la sua migliore amica si danno da fare invano per darle una mano ma lei è irremovibile.

«Io mi mostro per quello che sono davvero» ribattei, serrando le braccia al petto. «Se questo li spaventa significa che non sono all’altezza… E io non-» «Accetterò mai di stare con qualcuno incapace di tenermi testa a dovere» conclusero le due all’unisono.

Sarei morta sola: questo fu il pensiero che mi tenne compagnia sulla via del ritorno, che adesso era buia e gelida. Sarei morta sola, vergine e circondata da gatti grassi e ostili. No, vergine no: mi rifiutavo di esalare l’ultimo respiro senza aver fatto sesso almeno una volta. E pensare che ci ero andata così vicina, alla festa per la laurea magistrale… Ma era forse colpa mia se Roberto, il mio quasi-primo, si era tirato indietro così all’improvviso? Be’, ammetto che forse, e dico forse, avevo ricoperto un ruolo marginale nella faccenda: magari lanciarmi in un’accorata predica su quanto i profilattici fossero dannosi per l’ambiente proprio mentre stava per infilarsene uno non era stata la mia pensata più brillante. No, ecco, avrei potuto risparmiarmela… Anche perché, subito dopo, Roberto si era volatilizzato e con lui probabilmente anche la mia unica possibilità di andare a letto con qualcuno: ogni ragazzo che avevo frequentato da allora non era stato altro che una nuova tappa verso un voto di castità che ora sembrava sempre più concreto. Ultimo della lista, Renzo: quell’imbecille patentato, figlio del consumismo, oppositore di piccole attività indipendenti e assassino di sogni altrui …

Poi tutto cambia con un viaggio inaspettato a Weißenberg e l’eredità del nonno, che dovrà faticare alquanto per guadagnarsi. Fiamma non si perde d’animo, anzi riesce anche ad addolcire un po’ il suo carattere e a socializzare con gli abitanti di questo paese dove molti la guardano in tralice.

Mi ha colpito molto la tenacia di Fiamma, la forza con la quale porta avanti i suoi ideali e le sue battaglie, senza farsi intimorire da nessuno e senza curarsi di quello che la gente pensa di lei. Poi ho apprezzato moltissimo anche il suo sconfinato amore per i libri. Fin da ragazzina lavora in una libreria e fa di tutto per non farle chiudere i battenti. Si porta dietro una sgualcita di Orgoglio e pregiudizio e non la cambierebbe con un’altra nuova. Che cosa si può desiderare di più in una protagonista? Certo, il pizzico di cinismo che la contraddistingue è molto intrigante e la rende davvero irresistibile. Poi nella sua corazza si apre pian piano una crepa grazie all’incontro con il bel Moritz e all’amore e al calore con i quali viene aiutata dalla comunità locale.

Una bella storia di impegno e tenacia con un pizzico di romanticismo e di umorismo che non guastano mai!

Estratti

«Fiamma Eufrasia Clotilde Erminia Lucrezia Maria Lauri! Assolutamente no!» Ecco, appunto. Capitava di rado che mamma usasse il mio nome completo, ma quando lo faceva non era un bello spettacolo: i nomi delle mie antenate, recitati con tanta solenne drammaticità l’uno di seguito all’altro, mi facevano sentire al centro di un rituale esoterico atto a evocarle tutte. E mi sembrava anche di vederle: radunate intorno a mamma, in piedi con i loro gonnelloni pesanti e gli sguardi accusatori, parlottavano a bassa voce giudicando le mie scelte di vita. Un’allucinazione vivida che mi tallonava fin da bambina, probabilmente alimentata dalle austere gigantografie che tappezzavano le pareti di casa nostra come poster di cantanti pop nella stanza di una quindicenne. E dalle raccomandazioni di nonna, anche: «Loro vegliano su di te, Fiammetta» mi ripeteva sempre, con quel tono serio che trasformava qualunque cosa dicesse in una minaccia. «Di continuo. Non ti lasciano nemmeno per un secondo… Tienilo bene a mente.»

«Onestamente non so come abbia fatto a invaghirmi di te» replicò lui, roteando gli occhi. «Sei cinica, sarcastica e puntigliosa. E anche cocciuta come un mulo, non nell’accezione più positiva del termine.» «Che cosa?»

Gli allungai uno schiaffetto sulla spalla. «Sono io che mi chiedo come abbia fatto a invaghirmi di te, che porti la macchina, usi le buste di plastica e potresti fare amicizia con un pilone di cemento.» «L’ultima non è un difetto… E comunque non avevo ancora finito di parlare.» «Lo dici tu.» «È così» insistette, entrando in cucina. «Sei tu a essere troppo sfiduciata nei confronti del prossimo, un altro dei tuoi enormi difetti. Ma se prima mi avessi fatto finire la frase, avrei aggiunto che nonostante questo non ti cambierei nemmeno di una virgola.»

Abbozzò un sorriso. «Mi hai fatto perdere la testa così come sei, Belpaese, nonostante tu abbia tutto ciò che normalmente in una ragazza non cerco.» «Non so se prenderlo come un insulto o un complimento.» «Questo è a tua discrezione.»

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