Recensione. Buio scarlatto

Danile Tommasi

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Pagine 176

Prezzo 14,00 €

Sinossi ufficiale

Viareggio, giorni nostri. La ridente città del Carnevale più famoso d’Italia sembra nascondere, oltre le sue spiagge sabbiose e dalle acque del Tirreno, oscuri parassiti sotto forma di un luogo, un gioco e un tempo che stridono con la realtà tecnologica e con le tinte sempre più moderne della notte ed i suoi nuovi e moderni approcci. Un bar sgangherato, personaggi intrisi di nuvole scure e il poker che ormai tutti davamo per dimenticato, compongono un micidiale tris che risucchia il protagonista Walter in una spirale di vicende che intrecciano violentemente la vita della ex fidanzata Virginia mai dimenticata, dei familiari e del suo fraterno amico Andrea. Un ritmo incalzante, stemperato da pennellate malinconiche sui paesaggi e le atmosfere versiliesi, sono scritte dal narratore che ricuce la storia dal suo inizio, tratteggiando non solo le vicende quanto le emozioni, i disagi e i pensieri di ogni personaggio, fino al sorprendente finale. Una storia attuale, intrisa di conflitti generazionali, di ambizione, delusioni, vanità, ma anche di onestà, di sentimenti puri e di un amore così forte da ribaltare scenari, azioni e rimpianti.

Recensione

Walter e Andrea sono due giovani alle prese con i problemi della vita: il primo preda del demone del gioco, l’altro un inguaribile romantico che ancora spera di trovare l’anima gemella, nonostante un certo cinismo e narcisismo di fondo.

Tra di loro c’è Virginia, ragazza di Walter e da sempre fonte di strani turbamenti per Andrea, che però non ha mai osato passare il limite che si è imposto per rispetto verso l’amico.

I tre personaggi sono ben delineati dalla penna di Tommasi: di Walter comprendiamo le insicurezze grazie ad un lungo excursus nella sua infanzia e sulla sua famiglia d’origine, con un padre anaffettivo e una madre che gli aveva sempre spianato la strada; Andrea da ragazzino era timido e introverso poi crescendo è diventato brillante e sfrontato; Virginia è una ragazza molto impegnata nel suo lavoro in una grande multinazionale, brillante e intelligente, che non cerca relazioni stabili.

Il destino dei tre è legato dalla presenza di Walter e soprattutto dai suoi guai dovuti alle forti perdite sul tavolo verde. Il poker lo ha infettato come un virus, anzi come un tumore allo stadio avanzato che distrugge tutti gli aspetti positivi della sua vita.

Nel libro ci sono molti spunti di riflessione, sul vizio del gioco, sull’indifferenza per una vita che non ci soddisfa e sull’amore.

Secondo me l’altra metà da trovare non è un uomo, è solo la parte mancante di noi stessi a cui prima o poi devi dar vita. Senza quella si è incompresi e insoddisfatti, incapaci di liberarci di quel sentimento di solitudine anche quando siamo con qualcuno

[…] Si completavano e non caricavano mai l’altro di responsabilità, si accoglievano come messaggeri di uno specchio che però, col trascorrere dei tempi, cominciava a riflettere sembianze distorte.

[…] L’amore è l’altalena dei perdenti: se si va pari c’è già da stare contenti.”

Ho apprezzato molto la storia e la sua costruzione che procede con dei salti temporali fra il passato e il presente, narrata da una voce la cui identità si scopre solamente alla fine. L’unico neo sono dei refusi che ricorrono molto spesso, come per esempio lo virgola dopo il ma, cosa che peraltro non intacca lo svolgimento e il godimento del racconto.

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