Recensione. I pilastri della terra

Ken Follett

Libri Mondolibri

Pagine 1030

Sinossi ufficiale

Un mystery, una storia d’amore, una grande rievocazione storica: nella sua opera più ambiziosa e acclamata, Ken Follett tocca una dimensione epica, trasportandoci nell’Inghilterra medievale al tempo della costruzione di una cattedrale gotica. Intreccio, azione e passioni si sviluppano così sullo sfondo di un’era ricca di intrighi e cospirazioni, pericoli e minacce, guerre civili, carestie, conflitti religiosi e lotte per la successione al trono. Con la stessa suspense che caratterizza tutti i suoi thriller, Follett ricrea un’epoca scomparsa e affascinante. Foreste, castelli e monasteri sono l’avvolgente paesaggio, mosso dai ritmi della vita quotidiana e dalla pressione di eventi storici e naturali entro il quale per circa quarant’anni si confrontano e si scontrano le segrete aspirazioni e i sentimenti dei protagonisti – monaci, mercanti, artigiani, nobili, fanciulle misteriose -, vittime o pedine di avvenimenti che ne segnano i destini e rimettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale.

Recensione

Questo straordinario libro è un affresco potente ed epico che ci porta nel cuore del Medioevo, dal 1123 al 1174 nella città di Kingsbridge, nata dalla mente di Follett.

Il racconto inizia con l’uccisione di un trovatore durante la quale una donna lancia una maledizione contro un prete, un frate è un cavaliere. Poi la nostra attenzione viene catturata dalla storia della famiglia di Tom il costruttore che si imbatte in una strana donna, Ellen e suo figlio Jack. Il tutto si intreccia alla storia della costruzione della cattedrale di Kingsbridge, alle guerre nella contea di Shiring e all’ascesa di Aliena, ricca commerciante di lana, nonché all’uccisione di Thomas Beckett nella cattedrale di Canterbury.

Follet è semplicemente strepitoso nello trecciare le molteplici storie che si intrecciano in queste pagine, avvincenti e coinvolgenti.

Sono molto interessanti le pagine che ci propongono due diversi uomini di Chiesa, il vescovo Waleran e il priore di Kingsbridge Philip, un po’ come capita nei Promessi sposi di Manzoni.

Waleran sembrava convinto di avere il diritto di assegnare gli altri al servizio di Dio nel modo che più gli piaceva. Philip pensava che aver cura degli altri significasse servire Dio: era appunto questo lo scopo della salvazione.

Una rilettura che mi ha proprio affascinato !!!

L’autore

Estratti

“Jack, ti amo perché ti offri di farlo. Sei pronto a rinunciare al lavoro della tua vita per stare con me… e mi sento spezzare il cuore al pensiero che mi ami tanto. Ma non voglio essere la donna che ti ha sottratto al lavoro che ami. Non voglio stare con te a queste condizioni: getterebbe un’ombra sulla nostra vita. Forse tu me lo perdoneresti, ma io no”.

Una donna che stava in prima fila buttò ai piedi dell’immagine un denier, una moneta francese d’argento. Jack avrebbe voluto ridere. Che senso aveva offrire del denaro a un pezzo di legno? Ma i fedeli erano così indottrinati dalla Chiesa che la loro reazione automatica a ogni manifestazione del sacro consisteva nell’offrire denaro: e molti altri tra i presenti seguirono l’esempio della donna.

Un uomo che perde una battaglia contro il suo re può essere perdonato; ma un uomo che la vince è spacciato.

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