Recensione. Atti osceni in luogo privato

Marco Missiroli

Universale Economica Feltrinelli

Pagine 249

Prezzo 9,50 €

L’osceno è il tumulto privato che ognuno ha, e che i liberi vivono. Si chiama esistere, e a volte diventa sentimento.

Sinossi ufficiale

Questa è una storia che comincia una sera a cena, quando Libero Marsell, dodicenne, intuisce come si può imparare ad amare. La famiglia si è da poco trasferita a Parigi. La madre ha iniziato a tradire il padre. Questa è la storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. Si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell’immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. Misura il fascino della madre, gli orizzonti sognatori del padre, il labirinto magico della città. Avverte prima con le antenne dell’infanzia, poi con le urgenze della maturità, il generoso e confidente mondo delle donne. Le Grand Liberò – così lo chiama Marie, bibliotecaria del IV arrondissement, dispensatrice di saggezza, innamorata dei libri e della sua solitudine – è pronto a conoscere la perdita di sé nel sesso e nell’amore. Lunette lo porta sin dove arrivano, insieme alla dedizione, la gelosia e lo strazio. Quando quella passione si strappa, per Libero è tempo di cambiare. Da Parigi a Milano, dallo Straniero di Camus al Deserto dei Tartari di Buzzati, dai Deux Magots, caffè esistenzialista, all’osteria di Giorgio sui Navigli, da Lunette alle “trentun tacche” delle nuove avventure che lo conducono, come un destino di libertà, al sentimento per Anna.
Libero Marsell, le Grand Liberò, LiberoSpirito, è un personaggio “totale” che cresce con noi, pagina dopo pagina, leggero come la giovinezza nei film di Truffaut, sensibile come sono sensibili i poeti, guidato dai suoi maestri di vita a scoprire l’oscenità che lo libera dalla dipendenza di ogni frase fatta, di ogni atto dovuto, in nome dello stupore di esistere.

Recensione

Lo scorso anno ho letto il libro finalista al premio Strega, Fedeltà e ho voluto recuperare questo testo.

La scrittura di Missiroli mi attira particolarmente: chiara, accorta, asciutta, ma nello stesso tempo coinvolgente ed emozionante, riesce ad andare al fondo delle nostre emozioni, a penetrare nei recessi più nascosti della nostra anima.

Questo può essere considerato un romanzo di formazione, perché il giovane Libero cresce nella Parigi degli anni ‘80 con le sue passioni carnali e letterarie ( ci sono molti riferimenti ai libri che legge su suggerimento del padre e dell’amica libraia Marie a partire da ali straniero di Camus).

Il ragazzino ha i turbamenti e i problemi tipici della sua età e cresce con il peso della separazione dei suoi genitori.

Per quanto provassi a capirlo non arrivai mai alla conclusione del perché non piacessi. L’invisibilità restava il mio segno. Suscitavo simpatie e confidenze, slanci amichevoli, ammirazione, mai attrazione. Me ne rendevo conto dagli occhi delle mie compagne di classe, dalle passanti, dalla stessa Lunette.

[…]

Sarei diventato un avvocato. Di quelli d’ufficio per la povera gente. Avrei aiutato i noirs oltre la siepe, i Malavoglia del mondo e i fontamaresi delle province. Mi sarei iscritto a giurisprudenza.

Libero sperimenta i primi impulsi sessuali, l’attrazione per l’universo femminile che non viene ricambiato e poi esplode in quella che la sua amica Marie definisce l’alchimia della carne e che lo porta ad attirare tante donne, tutte diverse.

Ho trovato molto interessante la forma della resistenza escogitata dall’amico Antoine.

Y= (C x SC) + D ovvero: la resistenza alla tentazione (Y) era il risultato della costanza (C) moltiplicata per un ipotetico senso di colpa (SC) più una serie di distrazioni (D) che andavano dosate al momento.

È una formula geniale: quello che ci trattiene dal fare esperienze “proibite” è la nostra capacità di essere costanti, di restare fedeli ad un progetto o ad un impegno, uniti al senso di colpa che proveremmo ad infrangere una promessa e a delle distrazioni che ci possono allontanate dalla tentazione che abbiamo davanti allo occhi.

Ho trovato questo libro meno provocatorio rispetto al finalista del Premio Strega 2019, più intimo e riflessivo, dolce addirittura nelle parti in cui Libero ripensa al padre. Una lettura molto consigliata.

L’autore

Marco Missiroli è nato a Rimini nel 1981 e vive e lavora a Milano. Con il suo primo romanzo, Senza coda (Fanucci,2005), ha vinto il Premio Campiello Opera Prima.
Guanda ha pubblicato i romanzi Il buio addosso (2007), Bianco (2009) e Il senso dell’elefante (2012; premio Selezione Campiello 2012, premio Vigevano e premio Bergamo). Per Feltrineli ha pubblicato Atti osceni in luogo privato(2015; Premio Mondello 2015). Scrive per il «Corriere della Sera».
Nel 2019 ha vinto il Premio Strega Giovani con il romanzo Fedeltà (Einaudi).

Estratti

Più c’è passione all’inizio , più sarà difficile dopo. Ci vuole impegno , Libero, e bisogna tirar fuori i conigli dal cilindro.

La chimica non era attrazione , nemmeno complicità , nemmeno legame: consisteva nel ribollimento ormonale senza spiegazione. La chiave di tutto era: senza spiegazione. Al di là del viso, del corpo, dell’odore , da qualche parte in qualcuno resisteva un campo energetico che manipolava le scintille cerebrali. Quelle del finire a letto.

I libri spostavano la mia gravità, e attuavano una legge: avevano iniziato a mettermi al mondo.

2 pensieri riguardo “Recensione. Atti osceni in luogo privato

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