Recensione. Dante e la tartaruga

Vincenzo Spinelli

Il seme bianco

Pagine 125

Prezzo 13,90 €

Sinossi ufficiale

“Dante e la tartaruga” è la storia contemporanea (e folle) di due innamorati che vivono nella periferia bolognese. Stanchi di condurre un’esistenza ai margini della società ed esausti di vacillare perennemente sulla soglia della povertà, decidono di commettere un omicidio per appropriarsi del patrimonio della ricca e odiosa signora Scalpini, così da poter poi rilevare la libreria Shakespeare and Company di Parigi. Il protagonista, Dante Chitano, da anni sogna di fare lo scrittore, ed Elena Bugetti vorrebbe soltanto vivere serenamente insieme a lui. Riusciranno, al termine di questa avventura surreale e rocambolesca, a coronare i loro sogni?

Recensione

Dante ed Elena sono due ragazzi come tanti altri, con dei lavori precari, lui lo perde mentre lei fa le pulizie presso la Scalpini, una vecchia arcigna e ricchissima, “acida, cattiva, ignorante e senza empatia per niente e nessuno al mondo”. Questo è uno dei libri più divertenti letti ultimamente che mi ha ricordato tra l’altro Ladykillers il film con Tom Hanks del 2004.

Dante è anche uno scrittore ma tutti gli editori a cui ha mandato il suo manoscritto glielo hanno rifiutato, lui sogna di rilevare la famosa libreria parigina Shakespeare and Company e di cambiare vita e convince Elena ad elaborare un piano per eliminare la vecchia Scalpini.

La signora Scalpini e‘ sulla poltrona di pelle color Bruno Van Dick dove è solita sedersi, con i suoi capelli corti, crespi e grigi e la sua abituale espressione rancorosa. India un margine di lana verde pastello infeltrito , una gonna marrone scuro che le arriva fin sotto le ginocchia ed delle calze grigio fumo. Con le gambe quasi attaccate l’una all’altra e con i piedi infilati dentro un paio di ciabatte marroni con una striscia di pelo sintetico giallo canarino sul bordo, sta lavorando a maglia una coperta color amaranto.

La narrazione scorre fluida e veloce tra una chiacchierata con Socrate e uno sguardo al poster di Tolstoj, tra i dialoghi con Nietzsche, Poe, Céline, Kafka, Twain e Spartaco, una bottiglia di vino del discount e uno spinello.

L’autore ci sorprende con una storia surreale ed ironica, fresca e che ci fa sorridere dei nostri sogni e delle nostre debolezze e dell’istinto ferino che spesso lettura prevale sulla logica e sulla razionalità.

Quanti di noi hanno desiderato un colpo di fortuna che dia una svolta alla nostra vita? Magari qualcuno ha anche dato un colpetto o due alla ruota della fortuna per accelerarne la rotazione, però come Dante ed Elena, aiutati dalla straordinaria padrona di casa, attrice superba e convincente.

Curiosità

Il titolo parafrasa il paradosso di Achille e la tartaruga di Zenone così descritto da Aristotele.

“Aristotele espone il paradosso così (Fisica, Libro VI, capitolo 9, 239b 14-20) : «Il secondo argomento prende il nome “dell’Achille” e consiste in questo: il concorrente più lento nella corsa non sarà mai raggiunto dal più veloce perché l’inseguitore prima sarebbe costretto a raggiungere il luogo da cui quello che fugge ha preso le mosse, e intanto, di necessità, il più lento sarà sempre un po’ più avanti.».”

Da Wikipedia

Estratti

Le ripeto la locuzione latina Mors tua vita mea o la Fraser “La violenza è l’antenato di tutti i valori del mondo” come fossero titoli di peggiorare, le cito Socrate, Spartaco e Giordano Bruno, uccisi ingiustamente soltanto perché la pensavano in modo diverso, poi paragono la morte di uno di loro con la morte della vecchia e provo a farle notare che guardando la vita da un punto di vista assolutamente distaccato come quelli storico, non si può non accennare il fatto che la vecchia è per niente rilevante. Se non per noi.

Non sto li’ a ricamare una sorta di apologia dell’omicidio, le ricordo semplicemente che l’uomo è il cacciatore più spietato e crudele del mondo. Provo a istillarle l’ora che è un gesto più elevati di quello che si pensa, che la vita non si ferma al semplice omicidio inteso come la nostra società intende, ma che il tutto ha a che fare con la pura, meschina e crudele sopravvivenza. Insomma una roba nobile.

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