Recensione. Come bolle di sapone

Samanta Giambarresi

Pagine 163

Prezzo 8,90 €, eBook formato Kindle 4,60 €

Le bolle volano, alcune scappano dalle grinfie della piccola boia, altre subiscono la crudele sentenza. Ma una in particolare colpisce la mia attenzione: vola bassa, fino ad arrestarsi sospesa sul pavimento, sospesa tra la bolla e il sapone, tra la vita e la morte. Non si sa se soffre per la sua situazione, essa è nata per volare sino a scomparire nel cielo, non per restare agganciata, incatenata al pavimento, immobile, aspettando di scoppiare.

Sinossi ufficiale

Francesca è una studentessa universitaria all’apparenza come tante. Condivide la stanza con la sua migliore amica, Anna, ragazza spigliata, bella e polemica; ha un rapporto conflittuale con sua madre, un ex che vuole riconquistarla e un ragazzo a cui non perdona un tradimento. Ma Francesca è un personaggio particolare perché vaga spesso con la mente invece di prestare attenzione a quello che gli altri le dicono, ha paura del mare, soprattutto “quello nero”, vede per casa mostriciattoli verdi, la notte sente continuamente rumori di zoccoli per strada e, da sempre, una bellissima donna le fa visita nei suoi sogni per ricordarle di non rivelare il loro segreto. Il problema è che Francesca non sa di cosa parli la donna e si sveglia sempre piena di paura con la convinzione che ella si nasconda sotto il letto.
A complicare la situazione, una mattina di maggio, irrompe a casa sua la sorella, che le lascia la figlia perché deve andare a riconquistare il marito. Francesca e Anna si ritroveranno a dover cambiare le proprie abitudini di studentesse universitarie per prendersi cura di una bambina di tre anni mentre Francesca dovrà capire cosa vuole dalla sua vita e, soprattutto, scoprire cosa le nasconde la sua migliore amica.

Recensione

La gioventù è la parte più bella della nostra vita: mentre la viviamo ci sembra tremenda e impossibile, ma osservandola poi con gli occhi della maturità la rimpiangiamo e se potessimo tornare indietro lo faremmo sicuramente.

Ho invidiato Francesca per la sua giovinezza fresca. Certo, trovarsi tra due amori non è mai facile: Andrea è l’amore del liceo.

[…] per quel che riguarda Andrea, già a settembre aveva cominciato a farmi una strana corte che a me sembrava più una presa in giro. Gli piacevano i miei occhi, diceva, e si sedeva dietro il mio banco e faceva di tutto per farmi girare. Era antipatico e appiccicoso, una volta arrivai addirittura a urlargliche l’odiavo. Alla fine ci mettemmo assieme, anche se non fu mai un rapporto semplice. Dopo la maturità non ci sentimmo più, tra l’altro non eravamo dello stesso paese, e a settembre seppi che era andato a Torino a fare non so cosa, forse lavorare. E non mi aveva detto niente, non mi aveva fatto

Alex invece è un tipo molto affascinante a cui è difficile dire di no.

Lui salì sulla moto con tutto quel sex appeal che possedeva. È inutile gente, uno con la sensualità ci deve nascere. Io, per esempio, non sarò mai sexy perché o ce l’hai o la fai rischiando di sembrare ridicola, perché chi nasce sexy lo è anche al cesso. Comunque. Salì sulla sua adorata moto con i suoi pantaloni multitasca, la maglietta a maniche lunghe nera, gli occhiali da sole che dalla fronte portò con un gesto veloce sul naso. «Allora, quando ci vediamo?» Ci vediamo? Ma chi gli aveva detto che ci saremmo visti? «Hai due possibilità: o ci incontriamo e parliamo, oppure ti ossessionerò con la mia presenza.» convincente il ragazzo.

E poi c’è la piccola Eleni, la nipotina a cui Francesca deve badare insieme alla coinquilina e amica Anna mentre la sorella se ne è andata a “recuperare” il marito.

Tutto ciò in una splendida Catania con il monte Etna a fare da sfondo.

In alto si vedeva il grande e maestoso vulcano, che il tramonto arricchiva di colori tizianeschi. Maestoso e imponente. Sublime. Tu fai scatenare in chi ti osserva paura e bellezza. Ma come fai? Sei un pericolo e un’attrazione insieme. Come il gorilla del De André. Tutti l’ammiravano per lo più incuriositi da quel animale mai visto, soprattutto le donne che ciarlavano e commentavano i suoi attributi. Ma nel momento in cui l’animale uscì dalla gabbia, tutti scapparono. No. L’Etna non c’entrava nulla con quell’animale, ma la similitudine per un attimo mi aveva conquistata. Un attimo solo ed ero ritornata Francesca con due storie finite male, un’amica piena di segreti, due materie difficili da dare e soprattutto una nipotina che l’aspettava a casa.

È stata una lettura che mi ha tenuto piacevolmente compagnia durante il weekend del mio compleanno e di cui ho apprezzato molto alcuni passaggi come questi:

[…] non è un’enorme cavolata pensare che ci sia un modo corretto di amare? Nessuno sa amare perché tutti abbiamo un concetto personale dell’amore, soggettivo. Quindi se un tizio inizia a farvi una lezione sull’amore e vi dice che la persona con cui state non prova nulla per voi, perché si comporta diversamente da come invece si comporterebbe la persona con cui sta lui, non prestategli ascolto e pensate a risolvere il problema seguendo il proprio istinto.

Mie care bolle vi ho paragonate alla vita sbagliando. Voi nascete da un tiepido respiro e volate via; nella vita non è tutto tiepido. Guardate mia nonna: è andata via, sì, ma ha lasciato tante di queste cose nel mondo. Eleni, per esempio, fa parte di lei. Eleni, con le sue piccole mani lo ha sempre saputo, sapeva che non è la vita, ma gli attimi che si susseguono a essere come bolle di sapone, e lei gode di questi e di quelli in egual modo. Lo ha sempre saputo, come sapeva che la nonna non era su un autobus, ma in un letto pieno di rose; lo ha sempre saputo e me lo ha insegnato.

Ps. Il sogno che tormenta Francesca è un dettaglio che mi è piaciuto particolarmente

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