Recensione. Come chi non si perde neanche un attimo

Sara Masvar

Amazon Publishing

Pagine 247

Prezzo 12,90 €, eBook 2,90

Un tempo io e la mia cattiveria gratuita verso il mondo ci saremmo sedute una di fronte all’altra al primo bar disponibile a bere vodka fino a non capirci più niente, ora invece. Sono cambiata. Sono invecchiata, prima di tutto, ed ogni anno in più mi pesa. Sono diventata madre, anche questo inevitabilmente ti modifica. Ti esaurisce, ti addolcisce, ti fa capire che. Un sacco di cose, non ho voglia di elencarle proprio adesso. E soprattutto mi sono innamorata. Questo è stato forse il mio errore più grande, ci credevo davvero che potesse essere un bene ma invece. Non è mai abbastanza lo schifo che possiamo vivere nella vita, ora lo so. E sono stata ferita. Per questo io non sono più io, non la Sofi che ero qualche anno fa. Per mantenere la personalità che avevo mantenuto per così tanti anni servono le forze, serve il coraggio, serve il self control. Io ho perso tutto. Ed è così che sono diventata una donna come tante, una che pulisce il bagno con la candeggina e che è ossessionata dai germi, una che mischia con cura le verdure nelle frittate per farle mangiare ai propri figli, una che discute di vaccini obbligatori e gioventù bruciata fuori dalla scuola, una che si butta sul divano alla sera stanca morta e non ha neanche più le forze per guardarsi un film. Una come tutte. Una come me.

Dopo Il destino che non ho scelto e Come chi si aggrappa al filo dei ricordi, Sara Masvar ci regala un’altra storia straordinaria che racconta la storia di Sofia e Christian 10 anni dopo il secondo romanzo. Ringrazio infinitamente l’autrice per la copia del libro.

Sinossi ufficiale

Pisa, 2019.

Sono passati dieci anni ed è cambiato tutto. Forse però non è cambiato niente per davvero. Tuo fratello è sempre qui con me, vicino ma lontano, nel mio cuore e nella mia anima. È che si è creata una distanza fra di noi che non so più come colmare. 



Saremmo stati una bella famiglia tutti insieme, la grigliata in giardino a Ferragosto ridendo e scherzando come quando eravamo bambini. Ma tu te ne sei andata e tutto quello che poteva essere bellissimo ad un tratto è diventato un groviglio assurdo di forse, ma e perché. 



Manchi Silvia, la nostra vita va avanti ma c’è un vuoto che nessuno di noi ha saputo colmare nel giusto modo. Sarebbe stato diverso se tu fossi ancora qui? Sarebbe stato tutto più semplice? O forse alla fine sarebbe andato tutto allo stesso modo? Ci sono tante cose che ancora non abbiamo raccontato. Questo è il momento giusto.

Recensione

Il primo libro di Sara Masvar è stato una delle più belle letture del 2019 e questo secondo volume non è stato da meno.

Ho ritrovato con grande piacere i due protagonisti principali alle prese con il dolore per la morte di Silvia, sorella di Christian e migliore amica di Sofia, con il fatto di dover crescere due figli e di dover affrontare una rottura.

Lo stile di Sara si è rivelato anche questa volta intenso ed emozionante, un flusso di coscienza che ci porta nei meandri della mente di Sofia, che ci fa gettate uno sguardo nell’abisso che si apre nella mente del personaggio.

La parte che più mi ha interessato è la storia d’amore che è andata in frantumi: fa parte di Christian c’è stato più lavoro e poi silenzi, da parte di Sofia più attaccamento ai figli e piu aggressività.

Basta un niente e tutto va a rotoli, ci si da’ per scontati, si finisce per distrarsi un secondo e tutto va in fumo.

Ci siamo allontanati, come se stessimo provando quel gioco dell’equilibrio della tavola poggiata sopra alla palla, uno per angolo a cercare di restare su senza cadere malamente. Pensavamo di essere così simili, due anime che pesano e pensano allo stesso modo, ed invece alla fine abbiamo scoperto di essere distanti anni luce. Ed è così che i nostri tentativi di rimanere a galla sono falliti. Ci abbiamo provato molte volte ma non abbiamo mai risolto niente. In bilico s’una trave che oscilla prima a destra e poi a sinistra e che lentamente ci sta facendo cadere entrambi.

L’importante è mettercela tutta e non arrendersi, non farsi piegare dalle prove a cui la vita ci sottopone, ma accogliete ogni nuova sfida con coraggio e impegno, consapevoli che in un modo o nell’altro andremo avanti e saremo molto più di quello che ci siamo lasciati alle spalle.

L’autrice

Sara nasce nella primavera del 1987 in un piccolo paesino della costa ligure, mamma ligure/sarda e papà veneto. Una volta cresciuta scappa da quella realtà di provincia che le sta stretta e vive un po’ qui un po’ lì, collezionando esperienze e persone che le resteranno care per tutta la vita e la cambieranno nel profondo. Al suo lavoro alterna la maternità, lo scrivere, i viaggi ed i concerti. Grandissima appassionata di musica rock, cinema d’autore, serie tv e musical teatrali non si lascia mai scappare l’occasione per conoscere nuove persone con le sue stesse passioni, dal vivo o virtualmente. Scrive da quando ne ha memoria, di racconti e poesie il suo pc straborda, ma è solo nel 2018, dopo varie spintarelle da parte di amiche speciali, che decide di autopubblicare il suo primo romanzo, Come chi si aggrappa al filo dei Ricordi, di cui questo ne è il seguito. Edito selfpublish potete trovare anche Il destino che non ho scelto, la storia di Alice e Daniele. La potete riconoscere, la Masvar, perché cammina per strada distratta con il gruppo indie rock del momento che le esplode nelle orecchie, un bambino biondo e un po’ imbronciato legato addosso come vuole il babywearing di cui è grandissima sostenitrice, un cane un po’ pazzo al guinzaglio, il tatuaggio di Alda Merini in bella mostra sul petto e lo sguardo fiero di chi avrebbe potuto mollare tantissimo tempo fa ma invece è ancora qua.

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