GDL. Recensione. Il birraio di Preston

Andrea Camilleri

Sellerio editore Palermo

Pagine 234

Prezzo 10 €

Frequento da un anno un GDL nel paese dove abito, animato da una fantastica libraia che a gennaio ci ha proposto un romanzo di Camilleri.

Sinossi ufficiale

Si capisce, leggendo Camilleri, che il suo piacere letterario maggiore, raccontando vicende della provincia siciliana (fatti veri su cui trama e ordisce la finzione, e quindi in sé semplici se non fossero intricate dall’essere appunto siciliane), è quello di riportare il dialogo vivo. È un piacere che si comunica immediatamente al lettore, per la particolare forza comica dell’arte di Camilleri; ma assieme al piacere, poiché il linguaggio è la casa dell’essere, e con la stessa forza e immediatezza, si comunica una specie di nucleo di verità dell’essere siciliano. L’iperbole e il paradosso della battuta, cui corrispondono l’amara coscienza dell’assurdo in cui siamo e il dolore sordo per l’immutabilità di questa condizione. Camilleri inventa poco delle vicende che trasforma sulla pagina in vorticosi caroselli di persone e fatti – qui il fatto vero, conosciuto dalla celebre Inchiesta sulle condizioni della Sicilia del 1875-76, è il susseguirsi di intrighi, delitti e tumulti seguiti alla incomprensibile determinazione del prefetto di Caltanissetta, il toscano Bortuzzi, di inaugurare il teatro di Caltanissetta con una sconosciuta opera lirica, Il birraio di Preston. E anche in questo attenersi al fondo di verità storica c’è probabilmente un senso preciso: in Sicilia non serve attendere che la storia si ripeta per avere la farsa. La storia, per i siciliani, si presenta subito, al suo primo apparire, con la smorfia violenta e assurda della farsa.

Recensione

Era tanto che non leggevo un testo del grande scrittore siciliano scomparso da poco, ma non ho fatto alcuna fatica ad immergermi di nuovo nel spirito delle sue storie. Anche se in questo testo non troviamo il commissario Montalbano, c’è tutta l’ironia e la capacità di storie a cui Camilleri ci ha abituato con i suoi romanzi.

In questo testo poi i termini siciliani si alternano a quelli toscani ed emiliani in una mescolanza che riproduce l’atmosfera che c’era in Italia negli anni immediatamente successivi all’unita. Nessun giallo deve essere risolto, ma ci sono morti “chiare” fin da subito e la farsa poi che viene generata da uno sciocco equivoco e rischia di scatenare una tragedia.

Questo grande maestro della parola ancora una volta ci ha regalato una straordinaria prova della sua genialità anche con lo stratagemma di iniziare i vari capitoli con degli incipit simili a quelli di famosi romanzi.

L’autore

Nato a Porto Empedocle (Agrigento), Andrea Camilleri ha vissuto per anni a Roma.  
Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, “una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura”.  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.
Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio St Vincent. 
Dal 1948 al 1950 studia regia all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e inizia la sua attività di sceneggiatore e regista.
Perde un concorso per diventare funzionario Rai, ma dopo qualche anno inizia a lavorarvi. 
Nel 1958 porta in Italia il teatro dell’assurdo di Beckett con Finale di partita, prima al teatro dei Satiri di Roma e poi in televisione con Adolfo Celi e Renato Rascel. 
Insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. 
Molte le produzioni Rai di cui si occupa, particolarmente famosi gli sceneggiati del tenente Sheridan con Ubaldo Lay e “Le inchieste del commissario Maigret” con Gino Cervi. Nel 1977 ottiene la cattedra di Istituzioni di Regia all’Accademia di Arte Drammatica. La manterrà per vent’anni.
L’esordio in narrativa è del 1978 con Il corso delle cose pubblicato da un editore a pagamento ed è un insuccesso. 
Nell’80 pubblica con Garzanti Un filo di fumo, il primo romanzo ambientato nell’immaginario paese di Vigàta e con questo romanzo vince il Premio Gela. 
Per 12 anni non escono più suoi romanzi. 
Nel 1992 pubblica per Sellerio La stagione della caccia. Nel 1994 con La forma dell’acqua dà vita al personaggio del commissario Montalbano, protagonista di una nutrita serie di romanzi. Da quel momento la sua produzione è molto ricca e il successo immenso. 
Alla fine del 2002, accetta la nomina a direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto. 
Nell’aprile 2003, in onore a Camilleri, il comune di Porto Empedocle assume come secondo nome «Vigàta». 
Il 4 settembre 2008 vince il premio de Novela Negra RBA con un inedito in lingua spagnola dal titolo La muerte de Amalia Sacerdote pubblicato in Spagna nell’ottobre 2008 ed in Italia nel 2009 con il titolo La rizzagliata. 
Tra i premi che gli sono stati conferiti ricordiamo il Premio Campiello 2011 alla Carriera e il Premio Chandler 2011 alla Carriera. 
Tra le sue opere più recenti che non hanno come protagonista il commissario Montalbano: Il diavolo, certamente (2012), Dentro il labirinto(2012), Il tuttomio (2013), La rivoluzione della luna(2013), Come la penso (2013), Inseguendo un’ombra (2014), Segnali di fumo (Utet 2014), Il cielo rubato. Dossier Renoir (Skira 2014), Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán(Skira 2014), La relazione (Mondadori 2015), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema (Sellerio 2015), Le vichinghe volanti e altre storie d’amore a Vigàta (Sellerio 2015) Topiopì(Mondadori 2016), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (Sellerio 2016), La mossa del cavallo (Sellerio 2017), La rete di protezione (Sellerio 2017), La targa (Rizzoli 2017), Esercizi di memoria (Rizzoli 2017). Tra il 2018 e il 2019 insieme ai romanzi della serie dedicata al commissario Montalbano, Il metodo Catalanotti e Il cuoco dell’Alcyon, (Sellerio) vengono pubblicati da Mondadori i suoi racconti gialli, Km 123, e da Salani i racconti illustrati con protagonisti gli animali, I tacchini non ringraziano, la pièce teatrale Conversazione su Tiresia (Sellerio) e i racconti dedicati alla sua casa di campagna a Porto Empedocle, La casina di campagna, del piccolo editore siciliano Henry Beyle.
Andrea Camilleri si è spento il 17 luglio 2019 all’età di 93 anni, dopo aver pubblicato più di cento libri, romanzi, saggi, opere teatrali, fumetti, poesie e dopo aver inventato un nuovo linguaggio, misto di italiano e siciliano. Nel 2003 è stato insignito, su iniziativa del Presidente della Repubblica, dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.
Foto: Sellerio editore, Gaspare Lo Presti

Estratti

“Vostra Eccellenza mi permette di parlare latino?”
Il prefetto si sentì bagnare la schiena da un rivolo di sudore. Fin dal momento che si era imbattuto in rosa-rosae aveva capito che quella era la sua vestia nera.
«Ferraguto, in confidenza, a scuola non ero mi’a bravo».
 
Don Memè allargò il sorriso leggendario.
«Ma che ha capito, Eccellenza? Da noi, in Sicilia, parlare latino signifìca parlare chiaro».
 
«E quando volete parlate oscuro?».
«Parliamo in siciliano, Eccellenza».
 
«Vada avanti in latino».

il triatro è la casa preferita dal diavolo! Sant’Austinu, che puro era stato uno che faceva vita tinta, cattiva, che iva nelli burdelli con le fimminazze impestate e s’imbriacava comu una scimmia, sant’Austinu, dico, cunta che una vota a Cartagine (…) una vota trasì in un triatro e vide la rapprisintazione d fìmmini e òmini nudi che facevano cose vastase e quannu sinni turnò a la so casa, sonno non poté pigliare per tutta la nuttata, tanto si era ammareggiato!
(…) E voi, parrocciani me, volete farvi pigliare dal diavolo? Addannarvi l’anima? Il triatro è la casa del diavolo! E’ il loco del diavolo! E quel loco merita il foco che Dio scagliò contro Sodoma e Gomorra! Il foco! Il foco!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...