Recensione. Sono cose da grandi

Simona Sparaco

Einaudi editore

Pagine 98

Prezzo 12,00 €

Era da un po’ che non facevo un salto in biblioteca e l’ultima volta ho preso questo libro della Sparaco, una lettera scritta al figlio quando aveva quattro anni per parlargli della paura e dell’esistenza del male.

Sinossi ufficiale

Un giorno, davanti alla televisione, per la prima volta Simona riconosce negli occhi del figlio la paura. E non è la paura catartica delle fiabe, è quella suscitata dalla violenza del mondo. La frase usata fino ad allora per proteggerlo – «sono cose da grandi» – non funziona più. Così decide di rivolgersi a lui, con semplicità, per dirgli ciò che sulla paura ha imparato. Ma anche per raccontargli la dolcezza di una vita quotidiana a due, tra barattoli pieni di insetti e scatole magiche dove custodire i propri desideri. Scrivendogli scopre la propria fragilità, e in questa fragilità, paradossalmente, una forza.

Recensione

Ho preso questo libro non sapendo che la scrittrice fosse la compagna di Gramellini, di cui ho letto proprio in questo periodo Prima che tu venga al mondo, e che entrambi i libri fossero rivolti ai loro figli.

Il libro prende spunto dalla reazione del bambino di fronte alla notizia della strage di Nizza del 2016 e dalla paura che ha una madre che deve proteggere il figlio fatto male che c’è nel mondo, dai suoi pericoli e che perciò sente di più tutta la sua fragilità.

Ti ho consegnato al mondo ma ho anche il compito di consegnare il mondo a te.

Per esorcizzare questa paura la scrittrice inventa la “scatola dei desideri” in cui riporre i propri sogni e progetti. Un giorno passerà un supereroe a controllarla e se troverà l’ingrediente segreto e fondamentale, trasformerà i desideri in realtà. Questa scatola serve a dare un senso alla vita e oltre ad essa c’è anche quella del dolore, piena di oggetti magici che appartengono al passato.

In questo libro c’è tutto il peso dell’essere madre, uno dei mestieri più difficili del mondo per cui non c’è un manuale da consultare. Bisogna educare con l’esempio più che con le parole, bisogna plasmare il futuro uomo o donna con delicatezza, stando attenti a quello che gli tramettiamo, non tenendolo troppo al riparo dal mondo ma dandogli gli strumenti per entrarvi. Ad ogni passo che il bambino fa per allontanarsi da noi siamo orgogliosi perché si sta rendendo indipendente, ma nello stesso tempo abbiamo paura di quello che gli potrebbe succedere senza di noi.

È un libro che mi ha colpito molto perché anch’io ho un bambino di 5 che proprio in questo periodo mi sta rivolgendo molte domande sulla morte. Non è facile trovare una risposta che lo tranquillizzi ma che faccia stare tranquilla anche me.

La Sparaco ha saputo cogliere l’interpretazione che provano molti genitori quando capiscono che non potranno mai tenere i loro piccoli con se’ ma li dovranno lasciare liberi di sbagliare, di cadere e di soffrire, sperando che avranno la forza di rialzarsi e continuare a camminare.

L’autrice

Scrittrice e sceneggiatrice. Dopo aver preso una laurea inglese in scienze della comunicazione e aver vissuto all’estero, spinta dalla passione per la letteratura è tornata in Italia e si è iscritta alla facoltà di lettere, indirizzo spettacolo. Ha poi frequentato diversi corsi di scrittura creativa, tra cui il master della scuola Holden di Torino. Ha pubblicato un suo racconto nella raccolta The sleepers. racconti tra sogno e veglia edito da Azimut nel 2008. Tra i suoi romanzi,
Nessuno sa di noi (2013) è stato un istantaneo bestseller, vincitore del Premio Roma e finalista al Premio Strega, mentre Se chiudo gli occhi (2014) è stato vincitore del Premio Selezione Bancarella, del Premio Salerno Libro d’Europa e del Premio Tropea. Con DeA Planeta Libri ha pubblicato Nel silenzio delle nostre parole (2019), aggiudicandosi la vittoria della prima edizione del Premio DeA Planeta. Sotto il nome di Margie Simmons si celano Simona Sparaco e sua nipote Margherita, insieme alla quale ha ideato Lostland.

Estratti

Attraversiamo la vita come funamboli, senza mai soffermarci abbastanza sul nome che portiamo. Ma un funambolo non può distrarsi mentre, un passo dopo l’altro, cerca di raggiungere la meta.

Ce la corda è c’è il vuoto. Nient’altro. Se non l’equilibrio che lo tiene in piedi.

Non credete che si concentri solo sia corda. Non riuscirebbe a fare quello che fa, se tutto il suo corpo e la sua mente non percepissero anche il vuoto intorno. È proprio l’esistenza del vuoto a rendere il suo percorso così emozionante.

Succede, che la vita non dia nessun preavviso di congedo. Perciò, in fila alla Posta o in una sala dalle per una visita medica, ovunque tu sia, non perderti neanche un minuto di tempo, del tuo tempo, amore mio. “Siate prudenti come i settori e soldi come le colombe “, diceva Gesù. È proprio quello che vorrei per te. Mi vengono in mente le parole di un altro scrittore. “L’importante,- diceva,- è che la morte ci trovi vivi”.

Non mi hai mai chiesto qual è l’ingrediente segreto e fondamentale. Mi rendo conto solo ora che, se lo avessi fatto, fino a pochi mesi fa ti avrei risposto banalmente: “L’amore”.

Invece c’è un ingrediente che più di tutti dovrà essere presente nella nostra scatola se vorremo realizzare davvero i nostri desideri. Un ingrediente così misterioso che non è facile tradurre in gesti o parole.

L’ingrediente fondamentale è: “riappropriarsi del valore del tempo”.

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