Recensione. Il soffitto di cristallo

Gianni Perrelli

Di Renzo Editore

Pagine 215

Prezzo 15,00 €

Come sarebbe l’Italia se a guidarla fosse una donna? Nel libro di Perrelli, in un futuro neanche troppo lontano, anzi molto simile ai nostri giorni, Livia Serantoni è riuscita in quello che nessuna donna prima di lei ha mai centrato l’obiettivo: diventare Presidente del Consiglio.

Sinossi ufficiale

Livia Serantoni è la prima donna a ricoprire la carica di presidente del Consiglio della Repubblica italiana. La prima ad aver superato il soffitto di cristallo. Un traguardo diventato oggi la norma in Europa, ma quasi utopistico in un Paese machista come il nostro. Giorgio Recalcati è un giovane giornalista in promettente ascesa. Paolo Rizzi è un segretario di partito ormai dimenticato. Ognuno di loro ha pagato un prezzo. Forse troppo alto. Cosa e chi hanno sacrificato in nome della scalata al potere? Intorno a loro, il teatro della politica con i suoi intrighi di palazzo, le oscure battaglie di partito, le ipocrite compiacenze, le illusioni mediatiche e le sirene dei social. L’attualità è l’ennesimo capitolo di una ragion di Stato ormai esausta, sopravanzata dalla propaganda populista. La prospettiva è la paura di perdere tutto che induce all’errore o alla facile promessa. Come resistere? Livia lo sa: questa è l’ultima occasione che ha per convincere e convincersi che la politica non s’improvvisa, si costruisce. Giorno dopo giorno.

Recensione

Questo libro è un ritratto molto verosimile dell’Italia in cui viviamo: un paese dove la politica, nel senso più vero del termine, è qualcosa che viene messa in secondo piano rispetto agli interessi personali e particolari, uomini senza scrupoli manovrano dietro le quinte per perseguire i loro scopi, tradimento e inganno sono all’ordine del giorno, sopravvive chi sa adattarsi ai cambiamenti in una sorta di darwiniana lotta per la sopravvivenza.

In questa giungla Livia è una donna che conosce i suoi demoni, li asseconda e conduce una doppia vita, santa e puttana, politica spietata di giorno e sottomessa a letto. Per ottenere il ruolo che mai nessuna donna prima di lei ha avuto in Italia , ha tradito il suo mentore nonché amore della sua vita, alla quale è rimasta unita da un filo invisibile rappresentato da mail che lei gli invia quasi tutte le sere, senza ricevere mai una risposta.

Da giovane Livia si era avvicinata alla politica con grande fervore ed entusiasmo, poi era stata fagocitata dagli ingranaggi e dalle beghe legate al potere e non era riuscita a fare tutto ciò che voleva realizzare a vantaggio dei più deboli, in un paese dove la classe dirigente non ha la fiducia del popolo, essere competenti è quasi una vergogna, l’ignoranza viene sbandierata come un vanto, l’egoismo prospera e la stampa manca di profondità e incisività .

È stato molto interessante leggere degli incontri di Livia con la Merkel, il Papa, il Presidente italiano e quello americano. Con la Sovrana d’Europa si superano le divergenze grazie ad una solidarietà femminile che le vede unite contro i giornalisti che fanno di tutto per metterle l’una contro l’altra. Il Papa del libro ricorda molto quello attuale, moderno, aperto, progressista, che getta semi sperando che cresceranno in futuro.

I capitoli su Livia si alternano a quelli dedicati a Paolo, suo mentore e un tempo amante, che ha abbandonato l’Italia dopo essere stato tirato in mezzo ad uno scandalo montato ad arte e se ne è andato a fare volontariato in Africa. Paolo è un idealista, è ancora legato al vecchio mondo, alla politica che persegue il bene comune, ai giornali cartacei, al mestiere classico di giornalista, refrattario ai social e diffidente della rete, un utopista.

È un libro che getta uno sguardo lucido e impietoso sull’Italia di oggi, con i suoi compromessi e le sue bassezze, la sua ipocrisia e i suoi intrighi, la lotta per le poltrone e la mancanza di scrupoli dei politici.

Oltre quel tetto ho scoperto l’ebbrezza del comando e il privilegio della popolarità. Ma anche la solitudine del potere, la ferocia della lotta per l’egemonia, l’ipocrisia del compromesso, l’annullamento delle libertà personali. Ho avuto inoltre conferma che nel nostro paese non è facile per una donna imporre le proprie idee in un mondo tradizionalmente intriso di maschilismo.

L’autore

Gianni Perrelli, giornalista e scrittore, intraprende la carriera giornalistica a Bari nelle redazioni de “Il Tempo” e “La Gazzetta del Mezzogiorno”, per poi passare da professionista a Roma, con l’agenzia di stampa Inter Press Service, dove si dedica a politica, cronaca e spettacoli. Si occupa di ciclismo e calcio per “Il Corriere dello Sport”, prima di diventare inviato speciale per “L’Europeo”, sui temi di politica nazionale e cronaca. Nominato corrispondente dagli Stati Uniti negli anni ’80, al suo ritorno in Italia si trasferisce a “L’Espresso”, come responsabile degli esteri e dei servizi speciali. Vincitore nel 2005 del Premio Val di Sole per il giornalismo di politica estera, ha collaborato tra gli altri a “Il Fatto Quotidiano”, “La Repubblica”, e ha diretto il settimanale “Special”. Autore di saggi e romanzi, con Di Renzo Editore ha pubblicato “Habana libre” (2004), “Il tunnel” (2012), “16 metri quadri” (2014) e “Professione reporter” (2019).

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