#gdlthrillercaffe. Ninfa dormiente

Ilaria Tuti

Longanesi editore

Pagine 443

Prezzo 18,60 €

Il male si tramanda. L’amore era la colpa. L’amore aveva ucciso. Il resto era solo devozione e sacrificio.

Instagram non mi ha fatto conoscere solamente tante persone appassionate come me di libri, ma mi ha dato la possibilità di partecipare a vari GDL tra cui quello organizzato da @tantilibriecaffe che ne ha ideato uno eccezionale, il gdlthrillercaffe.

A gennaio abbiamo deciso di leggere il secondo libro di Ilaria Tuti e dopo aver letto Fiori sopra l’inferno sono stata entusiasta di partecipare.

Sinossi ufficiale

Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne.

Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno.

Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.

Recensione

Il secondo libro da scrivere dopo un grande successo è un impegno difficile, ma secondo me la Tuti è riuscita ad assolverlo in pieno.

Ero impaziente di vedere quale fosse l’evoluzione dei due personaggi conosciuti nel libro precedente, Teresa Battaglia e Massimo Marini.

La prima si è confermata come una donna tenace, dedita completamente al suo lavoro, atterrita dalla malattia che avanza e che le toglie ogni giorno brandelli di memoria. Nello stesso tempo sente che Massimo ha fiutato qualcosa, che sa quello che le sta accadendo, nello stesso tempo si sta abituando alla sua vicinanza e prova nei suoi confronti uno strano senso di protezione quasi materno.

Massimo è sempre più coinvolto dalla personalità di Teresa e ossessionato da un fantasma del suo passato che lo perseguita e non gli dà tregua.

In questa cornice che cattura il lettore, viene inserita la misteriosa storia di un disegno, realizzato con sangue umano, di una donna bellissima, La ninfa dormiente, l’ultima opera di un pittore che da giovane aveva combattuto nella valle di Plezzo.

La ragazza del quadro dormiva un sonno di pace con la solennità di una principessa antica. La mano del pittore era stata gentile, aveva donato alle curve un volume morbido e armonioso, tuttavia nei tratti scorreva una passione sottile, che fluiva lungo il profilo e scendeva fino alla gola candida e all’incavo del collo. Si intuiva l’impeto. Fremeva nell’immobilità. Era come se Alessio Andrian avesse posseduto nel proprio palmo quella pelle. Nella carta aveva catturato un attimo di estasi, un abbandono infinito. Quello dell’artista sembrava lo sguardo di un amante.

Questo porta la squadra di Teresa ad indagare in una valle antica e misteriosa, piena di ombre non solo letteralmente, al cui centro ci sono le donne, con la loro potenza, la loro capacità di tramandare le tradizioni, la lingua, la cultura.

Molti hanno criticato questo libro che procede lentamente, senza scariche di adrenalina, con molti particolari e tanti personaggi che ostacolano la storia, ma io credo che questa sia la cifra stilistica della Tuti: una trama che si dipana lentamente, con lunghe pause descrittive e riflessive, che rendono il libro un thriller sui generis che può piacere oppure diventare una grande delusione.

Io ho apprezzato molto la caratterizzazione dei due personaggi principali, la determinazione di Teresa e la fragilità di Massimo, la paura della prima di aprirsi al mondo e il terrore del secondo che la storia si ripeta. Non si può fare a meno di affezionarsi a questi due personaggi e al loro rapporto che cambia e si tinge di un affetto sincero e inaspettato.

La Tuti ha scritto più di 400 pagine in cui ogni particolare aggiunto, ogni riga getta una luce inquietante sulla vicenda, c’è un senso di paura che pervade il lettore perché si sente che ci sono all’opera delle forze primigenie molto potenti, che possono arrivare anche ad essere violente e ad uccidere per preservarsi.

Un grande thriller che in parte esula dal genere.

L’AUTRICE

Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Da ragazzina voleva fare la fotografa, ma ha studiato Economia. Ama il mare, ma vive in montagna. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Il suo romanzo d’esordio, Fiori sopra l’inferno(Longanesi 2018), è stato un vero e proprio caso editoriale in Italia e all’estero, selezionato come Crime Book of the Monthdal Times nel marzo 2019. Tra i punti di forza, un’ambientazione suggestiva e inquietante, uno stile fresco e maturo allo stesso tempo, un meccanismo narrativo impeccabile e una protagonista, Teresa Battaglia, da subito indimenticabile.

Estratti

Il cuore del mondo ha sospeso il suo battito. Tacciono le fronde e il canto degli uccelli. I pallidi petali degli anemoni selvatici non vibrano al vento e le stelle paiono avere pudore a mostrarsi nel crepuscolo. La montagna sembra chinarsi a osservare il miracolo che si sta compiendo a valle, in un’ansa dove il fiume dal letto sassoso riposa quieto.

[…]

<<Immensità>> era la parola che Teresa aveva sulle labbra. Un’immensità non solo fisica, ma trascendente la materia. C’era qualcosa di mistico in quei luoghi, qualcosa che aveva molto a che fare con il senso del divino. La valle respirava un soffio vitale. Ogni stelo, ogni foglia, ogni pietra, ogni goccia d’acqua vibrava di un’energia senziente, che creava cose perfette.

“Erano i particolari imponderabili a interessarle di più, perché sapeva che un crimine, di qualsiasi tipo, si commette sempre prima nella mente, passo dopo passo, in modo conscio o inconscio”

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