Recensione. La casa delle voci

Donato Carrisi

Longanesi editore

Pagine 400

Prezzo 22,00

Nessuno vuole veramente ascoltare ciò che hanno da dire i bambini.

Io adoro letteralmente Carrisi, potrei leggere anche la sua lista della spesa e sono sicura che la troverei straordinaria!

Quindi ho letto con grande piacere il suo ultimo libro, una copia del quale mi è stata fornita dalla casa editrice Longanesi.

Sinossi ufficiale

Pietro Gerber non è uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Spesso traumatizzati, segnati da eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro fragile memoria, di cui polizia e magistrati si servono per le indagini. Pietro è il migliore di tutta Firenze, dove è conosciuto come l’addormentatore di bambini. Ma quando riceve una telefonata dall’altro capo del mondo da parte di una collega australiana che gli raccomanda una paziente, Pietro reagisce con perplessità e diffidenza. Perché Hanna Hall è un’adulta. Hanna è tormentata da un ricordo vivido, ma che potrebbe non essere reale: un omicidio. E per capire se quel frammento di memoria corrisponde alla verità o è un’illusione, ha disperato bisogno di Pietro Gerber. Hanna è un’adulta oggi, ma quel ricordo risale alla sua infanzia. E Pietro dovrà aiutarla a far riemergere la bambina che è ancora dentro di lei. Una bambina dai molti nomi, tenuta sempre lontana dagli estranei e che, con la sua famiglia, viveva felice in un luogo incantato: la «casa delle voci». Quella bambina, a dieci anni, ha assistito a un omicidio. O forse non ha semplicemente visto. Forse l’assassina è proprio lei.

Recensione

Gli appassionati di Carrisi sono abituati alla sua capacità di cogliere il male che c’è nel mondo, anzi nell’animo umano, di portare a galla le pulsioni più nascoste dell’essere, di sviscerare la complessità della nostra mente e delle nostre azioni e anche stavolta ha dato una grande prova del suo talento narrativo.

Il libro ruota attorno a due figure che prendono forma pagina dopo pagina, mettendo insieme tuti i segni, gli indizi che Carrisi lascia qua e là.

Sia Pietro sia Hanna sono entrambi ambivalenti e hanno dei segreti, la seconda sicuramente più del primo.

Pietro deve aiutare Hanna a superare un trauma del suo passato, il ricordo di aver commesso un omicidio, ma mentre “l’addormentatore di bambini”, come si autodefinisce lui, procede con le sedute è sempre più sconvolto da ciò che scopre sulla paziente e sugli strani punti in comune con lui, dal tentativo della donna di intromettersi nella sua vita e in quella della sua famiglia.

Hanna trascina Pietro in uno stato d’animo inquieto e angosciante, lo porta a dubitare di tutto, gli tende delle trappole, lo inquieta in una sola parola.

Pietro intuisce che Hanna è pericolosa, non può interrompere la sua terapia con lei e nello stesso tempo non riesce a fare a meno di farsi coinvolgere da ciò che gli racconta.

Carrisi alterna il racconto in terza persona delle vicende con quello in prima persona fatto direttamente da Hanna durante le sue sedute di ipnosi e questi passaggi da un punto di vista più ampio ad uno più limitato e poco affidabile è molto coinvolgente.

È vero che nel corso del libro ci sono domande che il lettore si pone e a cui non si trovano delle risposte, ma questo non ha fatto altro che rendere ancora più intrigante lo svolgimento della storia, raccontata con un ritmo che ora rallenta e ora accelera, con uno stile asciutto ed essenziale ma perfettamente adatto allo scopo: portarci a seguire l’evoluzione del rapporto tra Pietro e Hanna, farci scoprire le paranoie del primo e il passato di entrambi.

Carrisi non sbaglia un colpo!

L’autore

Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca e vive a Roma. Dopo aver studiato giurisprudenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento. È regista oltre che sceneggiatore di serie televisive e per il cinema. È una firma del Corriere della Sera ed è l’autore dei romanzi bestseller internazionali (tutti pubblicati da Longanesi) Il suggeritore, Il tribunale delle anime, La donna dei fiori di carta, L’ipotesi del male, Il cacciatore del buio, La ragazza nella nebbia – dal quale ha tratto il film omonimo con cui ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente –, Il maestro delle ombre, L’uomo del labirinto – da cui ha tratto il film omonimo –, Il gioco del suggeritore e La casa delle voci.

4 pensieri riguardo “Recensione. La casa delle voci

      1. In realtà è un autore che ho scoperto da poco e che mi è stato consigliato da alcune mie amiche e mio padre. Giusto ieri dicevo che avevo intenzione di acquistare questo libro. Leggendo poi la tua recensione ho deciso che mi recherò il prima possibile in libreria ☺️

        Piace a 1 persona

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