Recensione. I colori di Ezra

Manuela Chiarottino

Pagine 199

Prezzo 2,99 € formato Kindle

«Io lo voglio un grande amore.» «Un grande amore?» Adrian atteggiò la bocca in una smorfia di scherno, ma l’altro fece finta di niente. «Sì, e credo anche che possa essercene solo uno nella vita. Uno giusto, però.» «E qual è quello giusto?» «Quello che non ti fa male. Qualcuno che ti accetta per come sei e che, anzi, ti vuole proprio per quello. Anche se sei strambo. Uno che quando allunghi la mano c’è.»

Ho già letto due libri di Manuela Chiarottino e anche questo è stata una bella conferma del suo stile piacevole e della sua capacità di scrivere storie che arrivano direttamente al cuore del lettore.

Sinossi ufficiale

Dicono che il primo amore non si dimentichi. Dicono che questo sia un cliché. Dicono che la vita va avanti, che bisogna guardarsi intorno, che il mondo va vissuto e osservato. Adrian è un giovane artista, con un vuoto nel cuore all’apparenza privo di ragione. Eppure il passato non mente, il ricordo di Ezra lo ossessiona. Perché è stato solo grazie a lui se nel tempo ha potuto coltivare la propria passione ed emergere. Ma la sua musa è scomparsa ancora prima di diventare qualcosa di più di una semplice cotta, e Adrian se ne chiede ancora il motivo. I colori della sua anima adesso sono scuri, cupi, ma c’è stato un tempo in cui Ezra vedeva in lui sfumature sgargianti e ricche di passione. Dicono che il primo amore non si dimentichi. A volte è proprio così.

Recensione

Il libro è la storia delicata di un amore che nasce piano piano e poi rischia di perdersi a causa di un trauma che Ezra subisce e che lo porta a chiudersi irrimediabilmente in se stesso, fino a rifiutare qualsiasi tipo di contatto con gli altri.

Adrian è un artista, un ragazzo con pochi mezzi ma con un grande talento, che trova nel suo giovane amico l’ispirazione per la sua arte e anche l’incoraggiamento di cui ha bisogno.

All’inizio sembrarono soltanto spruzzi di colore, linee, curve; poi, a mano a mano, tutto prese forma e sulla parete spoglia comparve un angelo con gli occhi di Ezra. Era seduto su una nuvola e guardava verso il basso. Sotto, piccole ombre scure stavano combattendo tra loro. L’angelo li osservava in silenzio e piangeva, e le sue lacrime diventavano pioggia, nuvole, tempesta.

Tra i due Ezra è il personaggio che viene più approfondito, secondo me è il vero protagonista della storia. È un ragazzino molto sveglio, che nella prima parte del libro parla in continuazione, magari spesso a sproposito, suona il violino ed è appassionato d’arte, vede dei dipinti e poi associa i colori ai sapori, trova collegamenti tra note e forme, ad ogni persona che incontra assegna un colore, soffre di una patologia chiamata sinestesia.

[…] a cosa può servirti vedere il colore delle persone?» «A sapere se posso fidarmi di loro, per esempio.» «Ah, sì?» Adrian continuava a ridacchiare e a scuotere la testa. «Tu sei rosso, ma hai anche delle sfumature di verde.» «E cosa vuol dire?» «Energia, passionalità, sia in positivo che in negativo. Diciamo che puoi arrabbiarti molto, ma puoi anche amare con la stessa intensità.» Sfuggì ai suoi occhi, perché mediante essi il ragazzino stava cercando di arrivare troppo in profondità, negli angoli più nascosti. «E il verde?» «Credo che tu possa ottenere quello che vuoi se perseveri, perché sei testardo. Ma sei anche fortunato, vedrai!» Questa volta non poté fare a meno di ridere.

L’amore che lega i due protagonisti è dolce e tenero, per Ezra sono nuove sensazioni che non ha mai provato e che lo spaventano, Adrian ne è più consapevole ma non vuole forzare il suo amico.

La storia poteva procedere in modo banale con il più giovane che prendeva coscienza delle sue emozioni, ma ha una svolta inaspettata nella seconda parte del romanzo che prende una piega del tutto insolita e riporta a galla un episodio traumatico vissuto da Ezra.

La scrittura della Chiarottino ci porta ad esplorare le ferite dell’anima di una persona che ha cercato di reagire ad un’esperienza molto dura costruendosi una corazza attorno, un limite invalicabile che lo protegga dal dolore e dal male che c’è nel mondo, ma ci fa anche scoprire la trepidazione di un cuore che si scopre innamorato e che ne è spaventato.

Un libro che consiglio vivamente a chi cerca una storia d’amore tenera ma niente affatto scontata.

L’autrice

Manuela Chiarottino è nata e vive in provincia di Torino. Dopo aver frequentato un corso di scrittura creativa ed essere arrivata finalista ad alcuni concorsi, ha riscoperto l’antico amore dello scrivere. Nel tempo libero ama pasticciare con il cernit, dipingere su ceramica o legno, e creare quadri di sabbia, uno dei quali è diventato la cover del suo primo romanzo.

Estratti

Cos’era ancora Ezra per lui? Era stato un amico. Era stato un desiderio che andava oltre a quegli ormoni impazziti che si portava sempre appresso in quegli anni della giovinezza. Era stato il primo amore e ancora prima la scoperta che anche lui aveva la capacità di innamorarsi. Era stato il dolore, la delusione, la rabbia. Era stato un ricordo, una spina conficcata nel cuore, di quelle sottopelle che poi ti abitui perché tanto si scioglieranno, invece poi scopri che sono ancora lì. Era stato un rimpianto, un sogno. E adesso un rimorso. E tutte quelle emozioni erano quelle che aveva riversato nei suoi dipinti, ora lo sapeva.

La psicologa aveva spiegato a Ezra che si usa il silenzio come punizione. Se si smette di parlare con qualcuno è perché lo si vuole punire di un torto che ha commesso nei nostri confronti. Ezra avrebbe voluto fosse quello: provare rabbia, desiderare di punire i suoi familiari, il mondo intero… In realtà, il suo era solo un modo per non dover spiegare nulla. Non definire a parole quel groviglio di sensazioni che provava dentro di sé, così diverse dalleloro. C’era collera, sì, ma anche angoscia, dolore, nostalgia. E poi c’era il vuoto di una memoria lacerata, che lui non riusciva a ricostruire.

Una volta aveva letto che esiste un solo vero amore nella vita e ne aveva riso, eppure adesso doveva ammettere che per lui era proprio così. Si era innamorato di un ragazzino dal viso d’angelo e non aveva amato che lui. Era come se fossero collegati in un modo che non poteva essere spiegato dalla ragione. C’erano stati momenti in cui era sicuro fossero destinati a stare insieme, altri in cui era convinto di averlo cancellato dal cuore, ma qualcosa nel profondo era sempre rimasto. Divisi potevano vivere, forse anche gioire, realizzarsi, ma erano imperfetti, infelici. Come un puzzle cui manca un ultimo pezzo. Adrian era sicuro che fosse così per entrambi.

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