Recensione. Una come te

Paoletta Maizza

PubMe

Pagine 150

Prezzo 9,90 €, eBook formato Kindle 1,99 €

In amore non dovrebbe esserci buon senso. Quando capirai che non puoi programmare i sentimenti? Che le tue reazioni dovrebbero essere spontanee?

Adoro Cesare Cremonini e le sue canzoni e sono stata davvero felice di leggere questo libro ispirato ad una delle sue hit.

Sinossi ufficiale

Liberamente ispirata a Cesare Cremonini e alla sua musica. Eros Canè è a un punto morto con il suo lavoro, la sua creatività è messa a dura prova finché il suo amico fraterno non gli annuncia che sposerà la sua amata Mariko in Giappone e che lui sarà il loro testimone. Eros ha il terrore degli aerei, delle altezze ma sarà una strana canzone arrivata nella calda notte di luglio come una sorta di allucinazione a fargli cambiare idea e a mettere insieme.

Recensione

Un cantante in crisi, una misteriosa canzone che gli ronza in testa, un viaggio inaspettato in Giappone e una ragazza misteriosa sono gli ingredienti di questo romanzo fresco e molto scorrevole di Paoletta Maizza, le cui doti di scrittrice avevo già avuto modo di apprezzare nel racconto Luce d’autunno.

Senza entrare troppo nei dettagli della trama, vorrei riflettere su alcuni aspetti del carattere del protagonista. Eros è una persona che potrebbe sembrare superficiale, incapace di impegnarsi in un rapporto serio, una specie di eterno Peter Pan.

In fondo ci credevo davvero nel nostro rapporto, quello mio e di Greta intendo, ci credevo così tanto che mi ero dimenticato perfino di nutrirlo come si deve, ma come si nutre l’amore?

Una persona che afferma di essersi dimenticato di nutrire il suo rapporto non sa cosa significa amare. Amare significa esserci sempre per l’altro, sostenersi nei momenti di difficoltà, non darsi mai per scontati, essere complici, non aver paura di svelare i propri lati deboli o fragili, di mostrarsi vulnerabili.

D’un tratto sento che questo viaggio dovrei farlo, non so spiegare il perché. Ci sono cose a cui non dovrei per forza dare una risposta logica. Ma mi sono stancato di vivere senza sapere le conseguenze delle mie scelte, senza conoscere i pro e i contro di alcune situazioni.

Eros è anche una persona profondamente insicura, che non lascia la sua città da tempo perché è ossessionato da mille paure, che cerca di controllare sempre tutto, di calcolare ogni azione e ogni conseguenza.

Finora ne ho messo in evidenza solo i lati negativi, che emergono nella prima parte del racconto, ma poi il protagonista evolve, si fa forza, si butta in una nuova avventura, si fa trascinare dall’istinto, da una melodia, da uno sguardo, si mette in gioco e questo è senza dubbio ammirevole e finirà per ripararlo del rischio che ha corso.

È stata una bella lettura, una storia di speranza, che ci fa pensare che ci sia sempre una possibilità di dare una svolta alla nostra vita se solo ci sforziamo di cambiare atteggiamento e abbiamo il coraggio di rischiare, di uscire dalla nostra confort zone.

L’autrice

Paoletta Maizza è nata a Mesagne nel 1977, si è trasferita con la famiglia a Ceglie Messapica, dove vive tuttora e dove ha studiato presso il Liceo Classico. Ama dipingere, leggere e creare. Ha lavorato come maestra d’arte e origami con bambini e adulti. Ha pubblicato ufficialmente il suo primo romanzo Pioggia d’autunno con Lettere Animate nel 2016, da allora ha scritto altri romanzi.

Estratti

Non è la solitudine che ti fa avere un’ampia prospettiva su te stesso, ma sono gli altri che ti offrono questa interessante possibilità.

Con gli occhi brucianti e lacrimanti rivedo nei miei ricordi il viso di una giovane ragazza dai capelli scuri che mi sorride, ma non riesco a mettere a fuoco i suoi lineamenti. Forse sono ufficialmente folle, o piuttosto ho incontrato una ragazza tempo fa e non me la ricordo, ma perché mi ritorna in mente adesso? Mi sta tormentando! È il suo ricordo che mi tormenta…già!

Per gli altri diventare adulti è un passaggio normale della vita, una fase che non si può evitare. Per me no, non valgono nulla le regole con me, mia madre ha dato di matto quando ha capito che volevo fare il musicista e non il medico come mio padre. Perché a me piace che la vita sia un imprevisto continuo e soprattutto sono sempre stato convinto che prendendo la vita e le emozioni poco sul serio sarei stato felice. Ma è ormai chiarissimo che mi sono sbagliato e ogni tanto penso che mia madre avesse ragione che non avrei mai dovuto scrivere canzoni e mettermi a fare l’artista. Ma c’è una cosa a cui non posso proprio dire di no, ovvero la mia natura che non l’ho scelta io, sono nato così con la mia indole libera, deviata e da compositore, musicista, non mi ha detto nessuno cosa fare, ho fatto e basta, questa è la magia della mia piccola esistenza. Magia, che parola grossa. Ma in fin dei conti è così, senza “se” e senza “ma”. È facile perdersi nei propri sogni e non farli diventare concretezza, ma nei primi anni in cui mi sono dedicato alla musica non c’era niente altro e tutto è diventato vero, reale, tangibile. Il successo, i fan, le parole di elogio, i premi, credo di essermeli sudati, ma poi l’aver capito che ero così solo da far paura, anche la musica mi ha lasciato definitivamente.

A volte ci blocchiamo per paura e pigrizia trastullandoci nel quotidiano, pensando di non meritare niente se non quello che abbiamo. Ma basta solo un passo. Che sia lungo un metro o chilometri lontano da casa, basta un passo.

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