Recensione. Tryte

Luca Giribone

Europa Edizioni

Pagine 281

Prezzo 15,90 €

Chissà dove vanno a finire i personaggi delle storie, quando vengono uccisi?

Non vedevo l’ora di leggere questo libro che mi è stato gentilmente fornito dall’autore, perché avevo già avuto modo di sperimentare la straordinaria capacità di Luca Giribone di creare una storia avvincente e coinvolgente.

Sinossi ufficiale

Rovereto, anno 2020. Andrea Mainelli, scrittore romano di successo, creatore di una saga poliziesca ambientata negli anni Quaranta a New York, viene torturato e orrendamente trucidato da una squadra di sicari inviata dal Sindaco della Capitale, Spirati, personaggio potente e profondamente corrotto. La scomparsa dell’autore non ferma però la macchina che egli stesso ha messo in moto. La sua editor e segretamente amante Elena Regis, ha celato a tutti, casa editrice e marito compresi, i documenti che inchioderebbero Spirati e tutta la sua organizzazione, ponendo fine a un’epoca contrassegnata da agghiaccianti delitti. Lentamente, un vaso di Pandora dalla violenza impensabile si scoperchia; perduti gli affetti fondamentali e perseguitata da minacciose presenze, Elena troverà chiarimento e conforto nell’incontro con il Programmatore, uomo dal passato turbolento e oscuro, l’unico, forse, in grado di dare risposta alle tante domande rimaste aperte.

Recensione

Questo libro ha un intreccio davvero eccezionale e allo stesso tempo inquietante. Il sequel di New York 1941. Forse è la conferma che Giribone è un genio: è riuscito a creare un gioco di specchi che ci tiene incollato alle pagine una dopo l’altra e più si prosegue nel racconto più ci si addentra in una storia assurda e sconvolgente.

È un metalibro cioè un libro che parla di un libro e che non si limita a riprodurre la realtà ma la distorce e ce ne presenta una versione straniante e ai limiti del reale.

Il tema su cui è incentrato il testo è davvero intrigante: i personaggi ideati da un autore sono semplicemente il frutto della sua mente creatrice oppure ad un certo punto diventano indipendenti e possono vivere di vita propria, ribellandosi al controllo del loro creatore?

Il libro è costruito come una matrioska, con una storia dentro un’altra e ogni volta che si pensa di aver dipanato la matassa dell’intreccio, entra in gioco un altro tassello della trama che si ingarbuglia ancora di più, in una spirale di inquietudine.

L’uso del tempo è magistrale, come anche il passaggio dalla narrazione fatta attraverso il punto di vista di Elena e i brani del libro che ha come protagonista Frank Logan, lo stile fluido e ipnotico e la capacità affabulatoria di Giribone .

Non posso far altro che fare i complimenti all’autore per questa ennesima prova della sua bravura!

L’autore

Luca Giribone nasce a Torino nel 1975. A partire dall’adolescenza collabora per diversi anni con La Stampa di Savona, città dove allora risiedeva, entrando a far parte della redazione dell’inserto giovanile “Il Menabò”. Gli studi e gli interessi per il mondo della comunicazione di massa lo portano a Milano, dove lavora in agenzia di pubblicità come copywriter e brand manager, senza mai abbandonare la passione per la lettura e la scrittura. “New York 1941. Forse” è il suo primo romanzo, un noir a tinte forti che si sviluppa attraverso temi fantastici giocati sul rovesciamento totale delle attese dello spettatore e sui continui colpi di scena. Il romanzo crea da subito un significativo passaparola, che porta a totalizzare vendite per migliaia di copie già nel corso del primo anno dalla pubblicazione. Mentre lancia sul mercato l’attesissimo seguito del primo libro, quel Tryteche ora stringete fra le mani, ha in cantiere un libro al limite dell’horror che punta a esplorare il lato più oscuro dell’animo umano.

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