Recensione. Ora conosco il tuo nome

Danila Piovano

Casa Editrice Kimerik

Pagine 120

Prezzo 14,00 €, eBook formato Kindle 4,90 €

Nessuna mamma si merita una malattia senza diagnosi, ma soprattutto è totalmente insensato che un bimbo d per un bimbo di quattro anni e un’altra creatura appena copia nata abbiano una mamma apparentemente giovane, forte, pronta ad affrontare il suo compito genitoria promozione le, donna lavoratrice e sostegno per i suoi genitori, che di punto in bianco non sa cosa gli stia succedendo, e pian piano non ha più la forza per vivere, né la serenità per gestire la sua vita, la sua famiglia, i suoi compiti abituali. Che non riesce più ad andare in bicicletta, non uscire né per socializzare né per andare ai colloqui con gli insegnanti; una mamma a cui la vita viene negata da una cosa invisibile e senza nome. Le gambe tremano, l’equilibrio è ormai inesistente e i dolori ovunque nel corpo la devastano.

Dopo aver letto il diario di Kito Aya, ho voluto leggere questa testimonianza di una donna che ha superato con la sua forza la battaglia contro una malattia terribile, che per lungo tempo è rimasta senza nome

Sinossi ufficiale

Già nel titolo sta tutto il pathos dell’Autrice, tutta la sua vita appesa al nome di una malattia sconosciuta alla maggior parte degli specialisti consultati, senza diagnosi né cura. Poi il miracolo, il verificarsi di una contingenza decisiva che ha modificato il corso degli eventi che la stavano annientando. Ma di soprannaturale c’è stata soltanto la sua ferrea volontà di non soccombere e la sua caparbietà nel voler vincere il male oscuro. La resilienza è stata la sua salvezza, la sua capacità di assorbire gli urti senza rompersi e di saper riorganizzare la vita senza alienare la propria identità.

Recensione

Il libro Un litro di lacrime mi ha dato la spinta a leggere questo testo.

Si tratta di due storie molto simili di dolore e sofferenza, ma ci sono delle grandi differenze.

Innanzitutto la piccola Aya non è riuscita a sopravvivere alla malattia, anche se la sua vita è stata più lunga di quanto i medici avevano previsto, e il suo diario è stato pubblicato dopo la sua morte dalla madre. La Piovano invece è sopravvissuta e ha voluto scrivere questo libro per dimostrare la sua vicinanza a chi come lei ha sofferto e ha lottato contro la malattia.

Aya fa molta fatica ad accettare la sua condizione e si scoraggia spesso, perché piano piano è sempre meno autonoma e più dipendente dagli altri. La Piovano dalla sua parte ha la maturità che le permette di affrontare forse con più coraggio quello che la sorte le ha riservato, inoltre non può arrendersi perché ha dei figli a cui pensare e verso i quali ha delle responsabilità.

I primi momenti sono i peggiori perché la donna non capisce che cosa le stia accadendo.

Per un certo periodo mi sembrò di perdere il contatto con la realtà: ormai io e l’ortopedico non parlavamo più la stessa lingua. Lui parlava di Situazione Neurologica, io negando ormai l’evidenza, continuavo a puntare sulla lassità legamentosa. Ma in cuor mio sentivo che qualcosa strideva. Perché non era più solo poggiare male un piede, c’era un tremore di fondo e una tensione muscolare in tutto il corpo che mi spaventava a morte e non avevo il coraggio di confessarlo neanche a me stessa.

Non è facile fare i conti con il proprio corpo che non obbedisce più ai comandi, che non le permette di giocare con i suoi figli, che si muove molto più lentamente rispetto ai pensieri. Non è facile accettare di non essere in grado di tenere in braccio i propri figli o ricevere gli sguardi di incredulità o di incomprensione delle persone che ci circondano. Non è facile sentirsi impotenti e inermi di fronte alla malattia.

È un libro che colpisce per la forza d’animo e il coraggio della protagonista, per la sua capacità di reagire, di non arrendersi mai fino all’ultima speranza.

Un libro da leggere assolutamente.

L’autrice

Danila Piovano nasce nel 1964 in Piemonte, dove ha sempre vissuto. Separata, ha due figli ed è impiegata in ambito sanitario. Appassionata di lettura, ama la vita sopra ogni cosa ed è al suo primo romanzo autobiografico.

Estratti

I miei ragazzi mi attendevano: loro non avrebbero compreso un mio gesto insulso. Loro promozione erano abituati a questa madre sgangherata e parttime. Ero la loro madre, mi amavano a prescindere; così io li ricambiavo lottando ogni giorno, facendomi forza e infondendone a loro.

Se queste poche righe potessero servire anche solo a una persona per risolvere o migliorare una situazione complessa, avrei raggiunto il mio scopo di vita. Lo so che per Lo so che non è per tutti così, ma alle volte nelle mani giuste e con le persone giuste ci possono es copia sere delle soluzioni; mai darsi per vinti. promozione fondo e al meglio delle nostre possibilità. Sono tornata a lavorare a tempo pieno, ho cambiato casa e… tanto altro. copia per promozione Non tutti i giorni sono uguali, alle volte vorresti mollare gli ormeggi, vorresti avere degli sconti dalla vita, ma queste sono solo illusioni; la lotta deve essere costante e determinata, soprattutto quando sei più debole, quando le forze ti vengono meno, perché l’indulgenza è pericolosa. Mollato una volta, mollerai sempre. Questo però è più semplice a dirsi che a farsi. Credetemi. Non voglio insegnare niente a nessuno, non mi permetterei mai, ma chi vive o ha vissuto situazioni analoghe sa che continuare a credere in un progetto, quando i risultati sono evidenti subito, è relativamente facile; quando questi tardano ad arrivare o cosa si fa più saporita.porita.orita. Tutto questo per dirmi che quando un giorno, alzandomi, non avrò voglia di mettercela tutta, dovrò farlo lo stesso, ne va della qualità della mia vita futura.

Talvolta la vita ti mette alla prova. Talvolta la vita ti inginocchia. Forse vuole solo darti una mano in questa partita che è la vita. Hai solo due strade: o giochi o no. Talvolta è complicato capirla nella sua completezza. Talvolta ti fa cambiare gli obiettivi. C’è stato un tempo, non molto lontano, dove neppure le stampelle ti garantivano il passo. C’è stato un tempo in cui l’auto era l’unico modo per uscire tra mille sofferenze. essere sempre ben chiara la sua ubicazione. Poi ci provi pian piano a staccarti da lei, a dichiarare la tua indipendenza. Poi ricadi, le giornate non sono tutte uguali.

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