Recensione. Come il sole di mezzanotte

Liliana Onori

Librosi’ edizioni

Pagine 277

Prezzo 15,00 €, eBook formato Kindle 1,99 €

Adoro l’Irlanda, vi ho trascorso una splendida settimana e questo libro mi ha riportato a quei meravigliosi ricordi. Ringrazio l’autrice per avermi fornito una a del testo.

Sinossi ufficiale

Nell’Irlanda di fine ottocento la contessina Anna Delarey torna a casa dopo aver concluso il college. Non conosce l’amore, ma sa cosa vuole: non permetterà a nessuno, nemmeno a sua madre, di farle accettare un matrimonio combinato. Sogna un uomo da amare, al di là delle convenzioni sociali e, quando incontra Julian, il bel marinaio, è amore assoluto in grado di illuminare ogni cosa, come il sole di mezzanotte. Anna e Julian sono certi che il loro sentimento potrà superare qualsiasi pregiudizio, ma il destino è in agguato e Anna si troverà di fronte ad una scelta: rimanere ancorata a un passato che non può più tornare oppure faticosamente, coraggiosamente, lottare per il proprio futuro.
Liliana Onori, l’autrice, è al suo secondo romanzo. “La prima volta che ho preso la penna in mano – confessa – ho capito che da quel momento l’unica cosa che avrei voluto fare era scrivere.

Recensione

Ho letto con molto piacere questo libro che mi ha fatto sognare con la storia di Anna e Julian.

Il racconto parte da una situazione che poteva anche risultare banale e già sentita: una ragazza ricca si innamora ricambiata di un giovane povero ma molto affascinante, mentre la sua famiglia, in particolare la madre, vorrebbe che sposasse un giovanotto ricco, quello che insomma si definisce un buon partito.

Fin qui nulla di straordinario, ma poi l’autrice declina questa situazione in modo imprevisto: Anna si dispera quando Julian scompare improvvisamente dalla sua vita e cerca di andare avanti, il destino mette sulla sua strada un giovane tranquillo, serio ed affidabile e piano piano la ragazza torna ad amare e a pensare al suo futuro. Poi di nuovo il destino le gioca un brutto tiro.

La sua vita era stata fin dall’infanzia ordinaria e tranquilla, aveva sempre fatto tutto quello che ci si aspettava da una lady come lei senza mai pensare realmente a cosa ci fosse al di là di quel mondo fatto di regole e pregiudizi. Presto avrebbe dovuto cominciare a pensare al suo futuro, trovare un buon marito e crearsi una famiglia, ma i ragazzi della sua età che potevano apparire dei buoni partiti agli occhi dei suoi genitori sembravano molto più interessati alla sua dote che non a lei. Meglio moglie di un povero diavolo!, pensava. Ma questo non poteva dirlo perché i legami tra persone appartenenti a ceti sociali diversi erano inaccettabili e nessuno voleva sentirsi dire il contrario e che alla base di un matrimonio ci sarebbe dovuto essere l’amore non il rango.

Il personaggio che mi ha colpito di più è la madre di Anna, Diana, una donna che tiene all’etichetta in modo ossessivo, che mette al primo posto il buon nome e la reputazione della sua famiglia anziché i sentimenti. Cresce la figlia con una freddezza inaudita e non riesce a dimostrarle un minimo di calore o affetto.

Diana era sempre troppo scostante e tutte le volte che Anna tentava di avvicinarsi a lei, Diana irrimediabilmente si distaccava rimproverandola che certe confidenze tra madre e figlia non erano opportune.

Il fatto che più mi ha stupito è che lei stessa si è sposata per amore e invece nega alla figlia questa possibilità, precludendole la felicità e impedendo il crearsi di un legame con Anna, che la sentirà sempre come un’estranea.

Il libro della Onori ci insegna che a volte i pregiudizi sono di ostacolo alla realizzazione dei nostri desideri e lottare per estirparli può sembrare impossibile. L’importante è non perdere mai la speranza e proseguire il nostro cammino, sicuri che prima o poi, quando meno ce lo aspettiamo, troveremo la nostra serenità e un nuovo equilibrio.

Estratti

«Non sapete cosa ho scoperto!», intervenne un’altra ancora «Kristeen, la figlia del signor Doyle, si è compromessa col suo stalliere» tutte brusirono insieme, «pare li abbiano sorpresi di notte, che si rotolavano nella paglia. E ora lui ha chiesto la sua mano e, cosa ancora peggiore, lei ha accettato», fece sbalordita. «Con uno stalliere?! Che orrore!» commentò una indignata. «Non ci vedo niente di male», intervenne Anna e tutte si voltarono verso di lei all’unisono, guardandola sbalordite, «se sono innamorati, cosa importa che lui sia un semplice stalliere?» «Stai scherzando, vero?» le domandò la prima ragazza che aveva parlato. «No, affatto.» «Oh mio Dio, Anna… non farti sentire da tua madre o ti ucciderà!» disse una «Ma il titolo è necessario in un matrimonio, non puoi certo pensare il contrario», disse un’altra. «Non penso il contrario, penso solo che non sia essenziale» rispose. «Ti prego, non dirmi che ora comincerai con discorsi sul fatto che siamo tutti uguali e che l’amore è l’unica cosa che conta?», la beffò Emily Murphy, figlia di un banchiere, l’unica di cui si ricordasse il nome. «Sì, invece. Deve esserci amore in un matrimonio perché un titolo nobiliare non basta a fare una coppia, a rassicurarti o a farti felice». «Quanto sei ingenua… Risparmiami almeno l’elogio sull’uguaglianza!», Emily non voleva mollare la presa e tutte sembrarono darle ragione. «Mi sorprende che ragazze istruite come voi credano ancora che il blasone renda migliori di chi non lo possiede.» «Ma è così!» insistette nuovamente Emily, «un semplice stalliere cosa potrebbe mai darti? Avena rubata ai cavalli per cena?» tutte risero.

«Kristeen si pentirà presto della sua scelta, fidati, quando capirà a che cosa deve rinunciare e alla fine anche quello stalliere si renderà conto di aver obbligato Kristeen ad una vita di stenti strappandola alla sicurezza del suo cognome. Non credere che l’amore basti, perché non è così. L’amore non ti copre se hai freddo, non ti sfama se non hai nulla da mangiare e non paga i conti dal panettiere. Quindi, te lo ripeto, risparmiami le tue favolette sull’amore».

«I sentimenti non si comprano. Li puoi fingere, ma se non sono autentici che te ne fai? L’amore è fondamentale nella vita di ognuno. I soldi li puoi guadagnare se non li hai e vivere nel frattempo con quello che hai e che ti serve. Avere tanti soldi ti permette solo di comprare grandi casa e bei vestiti, ma non faranno mai di te una persona degna di amore. So che detto dalla figlia di un conte suona un po’ ipocrita, ma è proprio perché li ho che so che se ne può fare a meno.»

«Ma come si fa a capire quando un uomo è quello giusto?» «Il cuore lo sa. Solo il cuore, Lady Anna», rispose riprendendo in mano il lavoro di cucito. Solo il cuore lo sa. Quindi, era sufficiente rimanere in silenzio per un po’ ad ascoltare cosa diceva il cuore e poi seguire i suoi comandamenti. Sembrava così semplice.

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