Recensione. Questione di Costanza

Alessia Gazzola

Longanesi editore

Pagine 352

Prezzo 18,60 €

Da lunedì in avanti, scheletri, mummie e resti umani saranno i miei compagni quotidiani e, che mi faccia schifo o no, avro’ un vero lavoro. Pecunia non olet. Se manca la passione sopperirò con qualcos’altro.

Ho letto questo libro in un GDL virtuale creato insieme ad altre bookstagrammer e ne sono rimasta molto soddisfatta.

Sinossi ufficiale

Mi chiamo Costanza Macallè e sull’aereo che mi sta portando da Messina a Verona, dove lavorerò all’Istituto di Paleopatologia, non viaggio da sola. Con me c’è l’essere cui tengo di più al mondo, sedici chili di delizia e tormento che rispondono al nome di Flora. Mia figlia è tutto il mio mondo, anche perché siamo soltanto io e lei… Lo so, lo so, ma è una storia complicata. Comunque, ce la posso fare: in fondo, devo resistere soltanto un anno, in attesa di trovare il lavoro dei sogni in Inghilterra. Ma, come sempre, la vita ha altri programmi per me. Così, mentre cerco di ambientarmi in questo nebbioso e gelido inverno veronese, devo anche rassegnarmi al fatto che ci sono delle scelte che ho rimandato per troppo tempo. Ed è giunto il momento di farle. In fondo, che ci vuole? È questione di coraggio, è questione di intraprendenza… E, me lo dico sempre, è questione di Costanza.

Recensione

Io adoro lo stile di Alessia Gazzola e il personaggio che ha creato, Alice Allevi, un’anatomopatologa un po’ particolare e impacciata che combina sempre qualche guaio, ma sopperisce a tutto ciò con il suo istinto e il suo sesto senso che le permettono di risolvere molti casi.

Quando ho saputo del nuovo libro della Gazzola, all’inizio ero un po’ scettica perché temevo che il nuovo personaggio non fosse all’altezza del primo. Dopo aver letto il testo, posso affermare che Costanza Macalle’ ha alcuni aspetti in comune con Alice Allevi e credo che con il tempo anche questa eroina entrerà nel mio cuore.

In questa recensione vorrei proprio soffermarmi sulle somiglianze e sulle differenze tra le due donne.

Entrambe hanno una vita sentimentale molto complicata, forse quella di Costanza lo è in modo più accentuato, perché non è facile crescere da sola una figlia (e spesso sottolinea la sua inadeguatezza con l’espressione “Montessori flagellami”) e fare un lavoro che non ti soddisfa, in cui a volte ti affidano il compito di pulire delle ossa con uno spazzolino.

Entrambe sono delle professioniste competenti e hanno dei capi che le ostacolano o non perdono occasione per sminuirle, salvo poi dover riconoscere i loro meriti per l’intuito che dimostrano nei compiti loro affidati.

Sia Alice sia Costanza sono forti e indipendenti e lottano per avere ciò che vogliono in un mondo fortemente maschilista, fatto di pregiudizi e ingiustizie.

Volendo parlare solo dell’ultimo libro della Gazzola, la sua narrazione fresca e lineare mi ha conquistato e ho apprezzato molto anche i flashback che raccontano la vita di Selvaggia e Biancofiore, le due figlie di Federico II, e del cavaliere Aldegar von Dannemberg.

La Gazzola è riuscita nell’intento di dar vita ad un nuovo personaggio raccontando la sua vita con garbo e umorismo e se sono curiosa di leggere un’altra avvenuta di Costanza, spero anche che ci siano altri libri dedicati al Alice Allevi.

L’autrice

Alessia Gazzola nella vita è medico legale. L’allieva(Longanesi, 2011) è il suo primo romanzo, in cui sono raccontate le disavventure della giovane tirocinante Alice Allevi. Tra le altre opere di Alessia Gazzola ricordiamo Sindrome da cuore in sospeso(2012), Un segreto non è per sempre (2012), Le ossa della principessa (2014), Una lunga estate crudele (2015), Non è la fine del mondo(2016), Arabesque (2017) e Lena e la tempesta (2019). Eccetto Non è la fine del mondo, che è edito Feltrinelli e Lena e la tempesta edito Garzanti, gli altri libri dell’autrice sono pubblicati in Italia da Longanesi. Nel 2019 torna in libreria inaugurando una nuova serie: Questione di costanza incentrata sul personaggio di Costanza Macallè.

Estratti

L’accoglienza del Grande Nord e ` spietata: pioggia fissa e sei gradi di massima per tutta la settimana.

Il cielo e` una vastissima distesa uniforme color grigio tenue, denso al punto da togliere qualunque speranza che in un’altra parte del mondo sia estate e il sole riesca a splendere.

[…] io, come Laocoonte, diffido dell’amore anche quando porta doni. Non ho avuto esperienze incoraggianti, ho vissuto innamoramenti sfolgoranti utili solo a travolgermi e a lasciarmi quasi esanime. Non posso cercare l’amore. Non voglio incontrare una persona che mi faccia perdere la testa, non me lo posso permettere. La mia testa deve rimanere ferma al suo posto per fare le scelte giuste. E Flora non ha bisogno del surrogato di un papa`. Avrebbe bisogno del suo vero padre.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...