Recensione. Legio M Vltima. L’Impero reagisce

I Demiurghi

Astro edizioni

Pagine 229

Prezzo 12,00 €, eBook formato Kindle 3,99 €

Finalmente ho letto anche il secondo volume della serie Legio M Vltima e anche stavolta è stata una lettura molto piacevole.

Sinossi ufficiale

Si apre una nuova partita a latrunculi, l’antesignano degli scacchi dei romani. La partita di Zarich con il riformista riprende, cruda e spietata.
Azia Medea e la sua coorte VI percorreranno strade mai calcate e ne pagheranno lo scotto; Gautighot e compagni, sempre pronti, risponderanno all’appello finale per porre fine alla guerra civile, alla rivolta dei riformisti che nel frattempo è scoppiata.
Le avventure della Legio M Ultima, in difesa dell’ultimo baluardo di civiltà rappresentato da Roma e Diocleziano, saranno ancora una volta le contromosse di un giocatore astuto che troverà in Azia Medea, la sapiente più fredda della Specula, un’alleata preziosa.

Recensione

In questo secondo volume de i Demiurghi troviamo personaggi che già abbiamo potuto apprezzare nel libro precedente, prima fra tutti Azia Medea Rubinia Antinea, poi Gauthigot, Eliot Tigrane, l’imperatore Domiziano insieme a delle new entry che movimentano il racconto, come la divinatrice Lux, il colosso Tolomeo, Meretrix, il conciliator Antippe, Gwenwyvhar la Bianca e altri ancora.

Devo dire che stavolta la storia si è sviluppata in modo diverso rispetto al libro precedente: le vicende da seguire contemporaneamente sono numerose e molto intricate, ma si evidenzia una migliore capacità nel tenere ben saldi i vari fili narrativi e quindi la lettura risulta più avvincente.

Gli spunti fantasy sono un tocco come sempre originale che costituisce un valore aggiunto del libro, rendendolo anche più interessante.

Anche i dialoghi sono più vivaci e coinvolgenti e il ritmo scorre rapido e veloce verso il finale.

Estratti

«L’universo è composto da infiniti piani di esistenza, tutti con le loro peculiarità. Ci sono delle linee di forza che attraversano tutti i piani, mettendoli in collegamento tra loro, le vie degli dèi. Talvolta, capita che due piani si tocchino per un po’ e si apra una breccia che consente anche ai mortali di spostarsi tra di essi. Questo è successo a voi, siete passati attraverso una breccia».

[…] «Alcune di quelle vie sono state sigillate eoni fa dagli stessi dèi. Tuttavia, una di esse è stata aperta e non da un dio. Quando accade, gli equilibri cambiano. Ora l’apertura, causata da un mortale, ha risucchiato da questo piano le energie vitali presenti riversandole come un fiume in piena nel vostro. Qui vivono per lo più esseri millenari, come noi, o di natura divina, come Keris. Noi percepiamo il fluttuare di questa energia, ma ci tocca poco. Per voi è diverso. Vi è stata risucchiata via la vita quasi del tutto, non siete morti perché l’essenza degli dèi che permea questo piano ha colmato il vuoto lasciato in voi. Tuttavia siete dei mortali e non siete abituati a un’energia di tale intensità; il vostro corpo non ha retto. A dir la verità, non eravamo certi che sopravviveste».

«Secoli e secoli fa, nella terra che chiamate Sicilia, viveva una giovane di nome Ciane. Era bellissima e Afrodite l’aveva presa come protetta. Un giorno sventurato, il padre ubriaco la violentò. Ciane era sconvolta e una serva aveva assistito, riportando la notizia in città. In breve tutto il villaggio alle porte di Siracusa lo seppe e il biasimo, ahimé, ricadde sulla giovane e non sull’uomo che avrebbe dovuto invece amarla e proteggerla. L’ira di Afrodite fu tremenda e sulla città e i villaggi intorno si scatenò una pestilenza che non poteva essere curata; fino a quando non fosse stata fatta giustizia. Ciane però non sopportava che a pagare per la colpa di suo padre fossero degli innocenti e con un inganno invitò il genitore nella piazza del villaggio dove gli tagliò la gola. Quindi chiese a Poseidone di lavare via la pestilenza e per ingraziarsi il dio e non rimanere in vita con l’onta, oltre della violenza, anche dell’aver ucciso il padre, Ciane si uccise offrendo se stessa sull’altare sacrificale. Poseidone accolse la richiesta della giovane e, una volta placata anche Afrodite, fece sgorgare dal centro del villaggio una fonte che ricoprì tutti i villaggi e la città di Siracusa, rifluendo poi al mare l’acqua si portò via la pestilenza e da allora la fonte sgorga inesauribile, alimentando il fiume che passa per Siracusa».

[…] «Dioniso aveva in quelle terre un tempio che fu allagato e molti dei suoi sacerdoti e sacerdotesse, ubriachi per le feste in suo onore, perirono nell’alluvione. Il tempio in questione, a differenza del solito, era all’interno di una grotta che si allagò del tutto. Da allora tra il mio signore Poseidone e Dioniso non corre buon sangue e si fanno continue ripicche. L’ultima è il furto del tridente da parte dei satiri. Zeus si è però stancato e ha stabilito che si combattessero ad armi pari per concludere questa diatriba millenaria; poi però si sono aggiunti i satiri, infine noi. Da una battaglia si è finiti in una vera e propria guerra».

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