Recensione. Come chi si aggrappa al filo dei ricordi. Perché io sono qui e sono qui per te

Sara Masvar

Amazon publishing

Pagine 230

Prezzo 9,99 €, eBook formato Kindle 2,99€

A vent’anni la vita sembra sempre gialla, un campo di grano pieno di opportunità da arare, anche se ne manchi una cento ne arrivano a compensare. Ma poi gli anni passano fin troppo velocemente e ti ritrovi a guardarti allo specchio senza vederti davvero. E dove sono finiti quegli occhi che vedevano tutto sempre positivo? Alla fine capita che ti senti persa.

Questo è il secondo libro di Sara Masvar che leggo e mi ha confermato la stessa impressione che ho avuto dopo aver letto il primo: è una scrittrice che riesce ad arrivare al cuore del lettore con uno stile empatico e avvolgente.

Sinossi ufficiale

“Amiche per sempre, ce lo siamo giurate che eravamo due bambine, ce lo siamo dette mille volte che eravamo due adolescenti, ce lo siamo ripetute anche mentre le nostre strade erano al bivio. Ora tu ti sposi ed io devo starti dietro ed essere felice per te mentre non so neanche cosa voglia dire esserlo davvero. Ma tu lo sei davvero? Lui è l’uomo giusto per te? Ed io non posso dirti niente, perché non so se sono felice e se lo sono non è il momento giusto, non è la persona giusta. 

Avrei dovuto dirtelo prima Silvia ma che senso avrebbe avuto? Con tuo fratello non è niente di importante, dopotutto, è solo sesso ogni tanto perché ci va. Ed ora è troppo tardi, perché ti sposi, e non ha senso rovinare tutto per te. Abbiamo tempo, per capire che donne siamo diventate e che tipo di amiche saremo.

Recensione

La protagonista del romanzo, Sofia, ha un lavoro che molte ragazze della sua età sognano: fa la giornalista e gira il mondo intervistando star più o meno famose, ma la sua vera passione è la fotografia. La storia inizia quando la sua migliore amica Silvia la contatta per comunicarle che sta per sposarsi e che ha assolutamente bisogno di lei e tutto precipita. Non voglio aggiungere altro alla trama, ma voglio soffermarmi sui personaggi e sullo stile del libro.

Sofia è una ragazza estremamente fragile, ha paura di esporsi, di mettersi in gioco sentimentalmente, per questo cerca solo avventure brevi e facili, senza nessun coinvolgimento emotivo, tranne che con un ragazzo che le è entrato nel cuore, non solo nel suo letto, è l’unico che se ne va ma poi torna sempre. Lei con il tempo si è costruita una sorta di schermo che la protegge dall’esterno, non ha amici con cui confidarsi veramente, non ha un uomo fisso, non ha molti veri contatti con le persone che la circondano.

Nella mia bolla mi sento al sicuro, sono protetta da ogni occhiata di rimprovero, di disgusto, di commiserazione e pena. La mia bolla è il muro intangibile ma così reale che non permette a nessuno, neanche ai miei fratelli, di scalfirmi. Non permette neppure a me stessa di rendermi più debole del necessario. Vorrei lasciarmi andare, scoppiare a piangere magari […]

Neanche con la sua migliore amica Silvia c’è più quella sintonia che avevano un tempo. La vita le ha allontanate e tra di loro si sono accumulati dei silenzi e delle verità nascoste, delle bugie e dei sottintesi. Silvia in confronto a Sofia è molto più aperta ed estroversa, logorroica, un fiume in piena di parole, di decisioni da prendere, un matrimonio da organizzare in grande stile, un po’ pacchiano ed esagerato. Dietro la sua apparenza frivola e superficiale però Silvia nasconde un grande dolore legato al suo passato, un rimpianto che la perseguita e rischia di far saltare tutti i suoi progetti.

Il ragazzo che è riuscito a far breccia nel cuore di Sofia è molto simile a lei per certi versi, o per lo meno finge di non cercare una storia seria come lei per non essere allontanato. All’inizio anche per lui il suo rapporto con Sofia è solo sesso, un passatempo quando non si ha di meglio da fare, ma poi scopre che si tratta di qualcosa di più serio e riesce a convincere anche Sofia che il loro è un legame speciale.

Sara Masvar ci cattura con un flusso di parole ininterrotto, con uno stile che conquista il lettore, lo incanta con nomi, verbi e aggettivi che si rincorrono sulla pagina e delineano una storia straordinaria, con una protagonista forte e spavalda in apparenza, ma in realtà fragile e profondamente sola, bisognosa di affetto ma spaventata, perché teme di essere delusa e ferita.

Ultime due note positive: le canzoni che accompagnano il racconto e il finale, per niente affatto scontato e banale.

Estratti

Ma ciò che pensavamo fosse cosa unica e rara ormai non lo è proprio più. Nasce cresce poi finisce. Forse è vero che arriva una volta sola nella vita, forse è vero che perderlo ti cambia. E se le persone cambiano, questo sì che è per sempre.

Se io adesso davanti a lei schiudessi realmente il mio vaso di Pandora? E se a schiudere il suo vaso di Pandora fosse lei? Quali ripercussioni queste scelte avrebbero sulle vite di entrambe? Sulla nostra amicizia? Da piccole c’eravamo promesse, scambio di sangue e dita incrociate, di essere amiche sorelle fino alla tomba, senza segreti senza bugie, ma adesso so che è vero il detto, la verità sta in fondo al pozzo, e questi segreti queste bugie ci stanno salvando. Potremmo raccontarci tutto, amiche sorelle di sangue, ma questo tutto non vale la pena. Siamo tutti ottimi attori a questo mondo.

Avevo deciso di scappare da ogni mio problema. Scappare è sempre più semplice che rimanere e lottare, lottando puoi uscire ferito o addirittura sconfitto mentre scappando puoi passare da vigliacco ma almeno non risulterai mai né vincitore né vinto. Ora che torno dopo anni ed anni ad affacciarmi parzialmente alla vita che ho abbandonato prima ancora di diventare adulta tutte le svariate fughe che ho attuato negli anni si stavano rivelando problemi ancora più grandi. La mia tattica non funziona, scappare non è servito a nulla, ha solo alimentato i problemi che sono diventati più grandi da quando li ho abbandonati.

L’autrice

Sara nasce nella primavera del 1987 in un piccolo paesino della costa ligure, mamma ligure/sarda e papà fieramente veneto. Una volta cresciuta scappa da quella realtà di provincia che le sta stretta e vive un po’ qui un po’ lì, collezionando esperienze e persone che le resteranno care per tutta la vita e la cambieranno nel profondo. Al suo lavoro saltuario come commessa e cuoca alterna la maternità, lo scrivere, i viaggi ed i concerti. Grandissima appassionata di musica rock, cinema d’autore, serie tv e musical teatrali non si lascia mai scappare l’occasione per conoscere nuove persone con le sue stesse passioni, dal vivo o virtualmente. Scrive da quando ne ha memoria, di racconti e poesie il suo pc straborda, ma è solo nel 2018, dopo varie spintarelle da parte di amiche speciali, che decide di autopubblicare il suo romanzo, Come chi si aggrappa al filo dei Ricordi, primo di tanti già pronti all’uscita. La potete riconoscere, la Masvar, perché cammina per strada distratta con il gruppo indie rock del momento che le esplode nelle orecchie, un bambino biondo e un po’ imbronciato legato addosso come vuole il babywearing di cui è grandissima sostenitrice, un cane un po’ pazzo al guinzaglio, il tatuaggio di Alda Merini in bella mostra sul petto e lo sguardo fiero di chi avrebbe potuto mollare tantissimo tempo fa ma invece è ancora qua. Sono nata il ventuno a primavera non sapevo che nascer folle spostare le zolle potesse scatenar tempesta.-Alda Merini

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