La citazione del giorno

Buongiorno amanti della lettura!

Oggi inauguro una nuova rubrica, come ho già anticipato domenica.

Il martedì vi proporrò una frase tratta da un libro che sto leggendo ed esprimerò le mie considerazioni sull’argomento di cui parla.

Questa volta ho scelto una frase del libro Divorziare con stile di Diego De Silva, un autore secondo me straordinario perché riesce ad esprimere in modo davvero esilarante delle grandi verità.

 Il difetto del sapere tascabile, che ci portiamo dietro con lo smartphone, è che funziona con le domande elementari; ma prova a fargli una domanda, a internet, che abbia dentro giusto un paio di verbi, e vedi un po’ cosa ti risponde.

Il problema qui trattato è quanto mai attuale e trasversale, perché riguarda tutti, grandi e piccoli. Ormai siamo tutti diventati cellulare-dipendenti. È molto difficile camminare per strada e non imbattersi in persone che, anziché guardare dove mettono i piedi, stanno incollate allo schermo del loro smartphone, con l’inevitabile rischio di finire anche sotto un’auto o di perdersi il paesaggio che le circonda.

Ci stiamo perdendo molto, troppo a favore di un oggetto che è diventato una specie di appendice del nostro corpo, quasi più vitale di uno dei nostri stessi organi. La questione che De Silva pone è molto specifica: parla del fatto che ogni volta che abbiamo un dubbio ricorriamo ai motori di ricerca, come se lì potessimo trovare tutte le risposte alle nostre domande.

Però appena poniamo a Google o a Yahoo dei quesiti un po’ più articolati e complessi, la risposta magari non ci soddisferà.

Quella di De Silva a mio avviso è una provocazione che ci spinge a riflettere sull’abuso che facciamo degli smartphone.

Io stessa spesso mi interrogo su come i cellulari ci abbiano cambiato la vita. Siamo tutti iperconnessi h24, 7 giorni su 7, stare al telefono sembra essere diventato un lavoro a tempo pieno che però ci sottrae minuti se non ore preziose per la vita reale. Stiamo sempre lì a massaggiare, chattare, mettere like e commenti su foto di perfetti sconosciuti e poi ci perdiamo la vita vera, l’ebbrezza di una passeggiata all’aria aperta o di una chiacchierata dal vivo con un amico in carne e ossa.

Come è successo che abbiamo preferito nasconderci dietro ad una tastiera ed evitare il contatto umano? Quando è iniziata questa regressione verso “l’homo technologicus” sempre connesso ma privo di empatia e incapace di relazionarsi veramente con gli altri, di avere con loro un vero contatto, diretto, senza filtri o aggeggi elettronici?

2 pensieri riguardo “La citazione del giorno

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