Recensione. Nevernight. Mai dimenticare

Jay Kristoff

Oscar Vault

Pagine 463

Prezzo 20,00 €

Mai tirarsi indietro. Mai avere paura. E mai, mai dimenticare.

Ho letto questo libro grazie ad un GDL organizzato da alcune bookstagrammer appassionate di fantasy e che aspettavano l’uscita della trilogia di Kristoff con grande impazienza. Devo ammettere che ero un po’ scettica, perché i libri attorno ai quali ci sono tanto fermento e una grande operazione di marketing in genere non mi attraggono molto, ma poi mi sono ricreduta e oggi vi propongo la mia recensione di questo libro che ormai hanno letto praticamente tutti.

Sinossi ufficiale

Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un’arma implacabile. Deve mettersi alla prova tra i nemici – e gli amici – più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all’omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.

Recensione

Il libro parte piano, lentamente, quasi troppo per i miei gusti, con un ritmo e una narrazione che all’inizio non mi ha entusiasmato affatto. Insomma, leggendo le prime 50-60 pagine non avevo quell’impazienza di continuare che mi sarei aspettata di provare, dato tutto il clamore e le recensioni entusiaste che avevo letto. Arrivata a metà ero sul punto di abbandonarlo, perché le imprese di Mia Corvere non mi sembravano niente di eccezionale e anche le note non aiutavano molto nella prosecuzione della lettura: alcune erano divertenti, altre prolisse e quasi noiose, inutili addirittura a mio parere.

Poi all’improvviso il ritmo cambia, la narrazione accelera, la situazione precipita, tutto si fa estremamente interessante e sei preda di due sensazioni contrapposte: vorresti finire il libro prima possibile, ma nello stesso tempo non vuoi abbandonarlo e cominci a pensare a quando potrai comprare e leggere il secondo volume della trilogia.

Che cosa potrei dire della protagonista che già non è stato detto? Mia Corvere è una ragazzina costretta a crescere in fretta a 10 anni quando perde tutto, la sua casa e la sua famiglia, e si ritrova sola in una città molto pericolosa.

Aveva la carnagione pallida e le guance smunte, cosa che le dava un aspetto sciupato e macilento. I capelli corvini le arrivavano fino alle costole, tranne per una frangia sbilenca che si era fatta da se’. Le labbra e la carne sotto gli occhi sembravano eternamente livide e il suo naso era stato rotto almeno una volta.

Se il suo volto fosse stato un rompicapo, molti l’avrebbero rimesso nella scatola incompiuto.

Inoltre era bassa. Magra come uno stecco. Il suo sedere riusciva a malapena a dare alle brache qualcosa a cui aggrapparsi. Non era una bellezza per cui amanti sarebbero morti, eserciti avrebbero marciato o eroi avrebbero ucciso un dio o un demone.

È una ragazza spinta dalla sete di vendetta, pronta a sacrificare tutto e a sottoporsi a prove durissime pur di raggiungere il suo scopo, che è quello di uccidere chi ha distrutto la sua famiglia. E’ schiva e riservata, non si fida di nessuno perché non vuole mettere la sua vita nelle mani di nessun altro che non sia se stessa o il suo fedele amico gatto.

L’altro grande protagonista del libro è appunto Messer Cortese, un animale che non lascia mai la sua amica-padrona, beve la sua paura e la aiuta ad affrontare tutti gli ostacoli e i pericoli che incontra sul suo cammino.

Era sottile come una pergamena vecchia. Una sagoma intagliata da un nastro di oscurità, non abbastanza solida da impedire che vedessero il ponte dietro di essa. La sua voce era il mormorio di lenzuola di seta su pelle fredda.

Un altro aspetto del libro che mi ha incuriosito molto è la Chiesa Rossa, una sorta di scuola che Mia frequenta per diventare un’assassina o Lama. Questa struttura ricorda molto la Hogwarts di Harry Potter ma mentre qui si imparavano le arti della stregoneria, nella scuola creata da Kristoff si impara ad usare le armi, a sedurre gli avversari, a creare veleni potenti e a rubate qualunque cosa senza farsi scoprire. I maestri che Mia incontra straordinari: Ammazzaragni maestra di Verità’ che insegna l’arte delle pozioni, Aalea, maestra di Maschere o l’arte della seduzione, Mouser (il più simpatico di tutti i maestri) insegna Tasche o l’arte del borseggio e Solis, un vecchio cieco ma dai riflessi estremamente rapidi, insegna Canti ovvero l’arte di maneggiare le lame.

Vorrei infine sottolineare la genialità dell’autore nella creazione di neologismi che sono stati tradotti in illuminotte, umbrogatto o verobuio.

Il fantasy non è il mio genere preferito e non ho mai trovato libri straordinari, eccezion fatta per Harry Potter o Il signore degli anelli, ma devo dire che questa lettura mi ha fatto pensare di aver trovato un autore davvero geniale, con una grande immaginazione ed un’eccezionale capacità inventiva.

Adesso non mi resta altro da fare che comprare gli altri due volumi della trilogia e trovare il tempo per leggerli!

L’autore

Jay Kristoff è l’autore delle serie pluripremiate The Illuminae Files, Aurora Cycle e Nevernight. 

Ha vinto cinque Aurealis Awards e un ABIA, è stato finalista ai premi David Gemmell Morningstar e Legend ed è attualmente pubblicato in oltre 25 paesi (ma nella maggior parte di questi non ha mai messo piede). È esterrefatto da tutto ciò, tanto quanto voi. È alto più di due metri e gli mancano circa 13.030 giorni da vivere. Dimora a Melbourne con la moglie, agente segreto e assassina esperta di kung fu, e il Jack Russell più pigro del mondo.

Non crede nel lieto fine.

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