Nuove uscite in libreria Kimerik

Nuovo appuntamento con le novità editoriali della casa editrice Kimerik: oggi vi propongo un romanzo, quattro raccolte poetiche e una di aforismi.

Buona lettura!

Carmela è un’avvenente ragazza del Sud Italia e viene definita la donna dalle mille “i”: indomabile, impossibile, imprevedibile, insopportabile, ma “IRRESISTIBILE”. Ha una sinergia fortissima con la nonna, con cui riscopre appieno quello che desiderava da bambina. Ritroverà in lei un affetto di mamma e vera amica. L’aiuterà a realizzare i sogni che da tempo aveva nel silenzio del suo cuore. Darà la svolta alla sua vita l’incontro con il giovane intellettuale Raffaele, che la spronerà e la inciterà a mettere in atto il suo carismatico dono, quello di poetessa e di scrittrice. È grazie anche a questo talento che rimarrà folgorato e incantato dal suo modo di scrutare la vita con occhi bramosi. Ci sarà un’intesa che travolgerà entrambi, stravolgerà e sconvolgerà le loro esistenze, a cui farà seguito un matrimonio fatto di mille colori e allietato dalla nascita di una bambina. Ma la vita è imprevedibile e una serie di tragedie la porterà a mitigare il proprio carattere impulsivo, irruento e passionale, sopportando e lottando con grande forza e coraggio, con determinazione e una sconfinata fiducia in Dio e in sé stessa. È così che riuscirà a dare una svolta al proprio destino che sembrava inesorabilmente segnato per sempre.

L’autrice

Anna Riccone nasce a Napoli il 13 aprile del 1977. Sposata e madre di tre figlie, vive a Ercolano. Anna, cresciuta in una famiglia semplice e onesta, circa dieci anni fa si approccia e si dedica alla cura del suocero gravemente malato. Nel percorso di accompagnamento dell’anziano verso il trapasso, Anna riscopre il valore della vita e la presenza del Divino. Nascono così i suoi versi. In questa sua opera prima l’autrice propone molteplici e variegati spaccati di vita quotidiana attinti dal proprio vissuto e impregnati di una visceralità che è al tempo stesso imminente eppure storica. La lettura di questi versi porta facilmente il lettore a ritrovarsi in quadri tipici della terra napoletana, grazie anche all’uso della lingua dialettale, e a godere di fotografie istantanee di vicende di tutti i giorni.

L’autrice tocca quella parte oscura che è presente in ognuno di noi, attraverso queste poesie abbiamo la possibilità di conoscere un’altra anima ma anche di analizzare noi stessi e quella parte che spesso teniamo nascosta. Una ricchezza per il lettore attento che potrà analizzare il proprio Sé attraverso l’anima dell’autrice.

L’autrice

Lia Varalli nasce a Perth in Gran Bretagna l’8 aprile 1999. Borderline, poesie di una ragazza depressa è il suo esordio letterario.

Lo “speakers’ corner” di Hyde Park a Londra si configura quale esempio di civiltà e democrazia. Chiunque in quell’angolo di città può esprimere liberamente le sue idee a coloro che hanno il tempo e la voglia di ascoltarle. Purché all’interno della pubblica decenza, non esistono argomenti proibiti né idee censurate. È con lo spirito degli oratori di Hyde Park che Alessandro Moriconi ha immaginato di realizzare questa raccolta di sonetti, scritti con il desiderio di raccontare idee, sensazioni e convinzioni personali di un eclettico romano ultracinquantenne che ha sempre combinato la passione per la scienza con quella per l’arte letteraria. Ne è nato un confessionale ma anche un pulpito, un personalissimo “speakers’ corner” tutto romano.

L’autore

Alessandro Moriconi nasce a Roma il 6 marzo 1964. È laureato in Matematica ed è impiegato dal 1986 presso l’INM, l’Istituto d’Ingegneria del Mare del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove svolge attività legate all’idrodinamica. Ha sempre accompagnato il suo amore per la scienza con quello per le discipline umanistiche. Ha collaborato per alcuni anni, come attore o aiuto regista, con alcune compagnie teatrali e si diverte a scrivere sonetti nel suo dialetto.

Che cosa è un aforisma? E perché scrivere aforismi è un’arte? È riduttivo pensare che un aforisma sia una frase breve che riassume in sé un concetto. Chi aspira a creare un aforisma deve instaurare un rapporto di profondo rispetto verso la verità. Crearlo infatti richiede molto lavoro. Esso non deve rimanere fine a sé stesso, deve avere un suo scopo. Solitamente l’aforista ha una sua personalità particolare, che lo porta a prediligere questo modo di comunicare in forma breve concetti ben più complessi. Degno di interesse è anche colui che ama leggere e citare aforismi: spesso di tratta di una persona dotata di una particolare sensibilità, che lo porta a entrare in empatia con coloro che li scrivono.

L’autore

Vincenzo Strippoli è nato a Monza (MB) il 21 luglio 1963. Laureatosi nel 1989 in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano, attualmente è Dirigente e Vicesegretario Generale del Comune di Viareggio (LU). Con la propria compagna e un figlio, vive da dieci anni a Viareggio. Ha cominciato a scrivere aforismi nel 2015, dapprima per diletto e ora per passione. Gestisce su Facebook e Twitter la pagina L’arte degli aforismi. È vincitore inoltre del Concorso letterario indetto dal sito web oggiscrivo.it per l’anno 2017, al quale ha partecipato con alcuni aforismi inediti di sua creazione.

La preziosità dei versi di Gianni Manca viene esaltata dalla sinestesia da lui magistralmente utilizzata per dare forza alla composizione poetica grazie all’associazione espressiva tra due parole pertinenti a due diverse sfere sensoriali. Il lettore che entra nel mondo poetico di Manca non può restare indifferente davanti a una sorta di Wunderkammer, una Camera delle Meraviglie delle emozioni e dei sentimenti rappresentati dall’Autore in modo tanto potente quanto immediato.

L’autore

Nuorese D.O.C. con tutti i difetti della mia montagna e le trasgressioni dell’immensità del mare, per metà della mia vita posso dire di aver goduto il mondo, son volato da un paese all’altro costantemente insoddisfatto, continuamente affamato di conoscere, saziandomi dell’umanità più profonda, fra le darsene di porti dove gli uomini più duri erano carichi di un ‘anima illuminante, ho imparato a capire, a vivere inseguendo il mio pensiero, nella mia poesia cerco di cogliere le sfumature più intime della gente, m’intenerisco quando parlo d’amore, e mi arrabbio quando penso a quello che questo nostro mondo ci porge quasi ogni giorno in piatti carichi di tristezze, di nefandezze e d’ingiustizia. Ho iniziato a scrivere che ero poco più che un bambino, la poesia mi dava un senso di serenità, avevo 12-13 anni quando leggevo Neruda, Machado Jimenez, Prevert, Baudelaire, mi entusiasmava quella maniera di scrivere le emozioni, sognavo di poterli emulare, intanto riempivo pagine di versi un po’ infantili ,ai miei 15 anni il mare mi attirava , nonostante non lo avessi mai visto prima, così mi ritrovai a navigare, conoscere cose e posti nuovi, tutto mi pareva magico, mi piaceva confrontarmi con questa realtà, mi entrava dentro l’anima, la gente i colori , gli odori, tutto questo era diventato parte integrante di me, nei primi anni settanta azzardai le prime pubblicazioni, la prima raccolta di poesie giovanili nel 73, poi “Una penna fra le nuvole” nel 74, poi l’oblio, qualche decennio senza scrivere più niente, nel 2013 ci riprovo ancora con una silloge che vede la luce quasi in sordina “Danza sul Pentagramma”, quì la mia voglia di poesia si fa più forte, e pubblico nel 2015 “Viaggio attraverso i pensieri” con questo libro vengo segnalato al merito nel “Memorial Melania Rea” e con un diploma d’onore al concorso “Versi d’Agosto”, così nel 2016 pubblico “Tra le mani e le spine” anche con questa silloge vengo segnalato con un diploma al merito, infine nel 2018 la mia ultima fatica con “Il canto della Crisalide”.

Potrebbe forse sembrare semplice, ma il dono della sintesi è tuttavia tra le cose più difficili. Riuscire a esprimere sé stessi in poche righe, caricare un istante della totalità dei propri sentimenti e trasmetterlo al lettore non è cosa da poco. Chiara Bentivegna riesce perfettamente in questo intento rielaborando la metrica giapponese e trasportandola nel mondo occidentale attraverso il suo stile personale. Ne emerge la descrizione di un istante carico di sentimento, nel quale il tempo sembra fermarsi.

L’autrice

Chiara Bentivegna è nata a Ragusa l’11 settembre 1972; vive e lavora a Catania dove è docente di Lettere. Ha conseguito il diploma di attrice presso la Scuola d’Arte drammatica “Umberto Spadaro” e la laurea in Lettere presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, proseguendo con il master in Comunicazione e linguaggi non verbali: psicomotricità, musicoterapia, performance, presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia. Ha lavorato come attrice e documentalista, prendendo parte a molte produzioni teatrali.

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