Recensione. Una star all’improvviso

Autore: Manuela Pigna e Mariachiara Cabrini

Collana: DriEditore Brand New (vol.3)

Editore: Dri Editore

Genere: Chick lit

Formati disponibili: ebook 2.99/ cartaceo 12.99

Pagine: 330

Lancio: ufficiale 16 settembre (pre-order 13 settembre/ cover reveal 9 settembre)

Non sento dolore. Sono sotto shock, credo. È stato veramente troppo per me. Sono cose che non accadono nella vita reale, soprattutto non nella mia! Solo nei film di Hollywood un attore milionario e bellissimo si recherebbe da un’anonima fan sfigata e, sotto il cielo color rosa di un tramonto da favola, le direbbe che ha viaggiato fin lì per lei.

Mi sono appassionata ai romance da poco, devo ammettere che ho letto pochi chick lit e questo è uno dei più deliziosi e divertenti.

Trama

Amneris ha lasciato la sua carriera di architetto per trasferirsi in campagna e gestire un’azienda agricola con tanto di fattoria didattica annessa, popolata da animali alquanti improbabili come un cammello, un lama e un pony leggermente psicopatico e fuori controllo. Una mattina trova davanti alla sua porta Island March – la star più sexy del suo telefilm preferito – che addirittura le chiede di sposarla. In realtà dietro al comportamento dell’attore c’è un segreto, nulla è come sembra e tutto si complica con l’arrivo nella fattoria dei suoi amici londinesi e dei paparazzi.

Recensione

Ho trovato questo libro molto divertente, pieno di un umorismo leggero che ha reso la lettura davvero piacevole: 300 pagine scivolate via con estrema facilità.

La situazione iniziale è davvero surreale: una ragazza che scrive lunghe lettere d’amore al protagonista del suo telefilm preferito chiedendole addirittura di sposarla, poi un bel giorno se lo ritrova in carne ed ossa davanti al suo cancello che le fa la stessa proposta.

Con il tempo Amneris scopre quali sono i veri motivi che hanno portato Island da lei, a Pieve dei Pioppi in Emilia Romagna, e comincia a capire quanto l’attore sia diverso dal personaggio che interpreta: Island è un arrogante, presuntuoso e bugiardo (almeno all’inizio della storia), che passa da una donna all’altra senza farsi tanti problemi, mentre il dottor Reese che interpreta è un uomo che va alla ricerca del grande amore, è dolce, tenero e ha subito molte delusioni.

Amneris in fondo è una sognatrice, una che crede nell’amore, quello che ti fa battere forte il cuore, una che ha lasciato tutto quello che aveva per inseguire un sogno.

 A volte mi chiedo se la decisione di lasciare lo studio tecnico per cui lavoravo a Bologna sia stata la scelta migliore per me.

 Due anni fa ero un promettente architetto con una fulgida carriera davanti a me, possedevo un bell’appartamentino in centro città e potevo contare su un buon giro di amici con cui divertirmi… eppure non ero felice. Quella vita così frenetica mi stava stretta, così come gli spazi perennemente chiusi che mi intrappolavano.

 Sentivo la nostalgia della campagna dove avevo passato tutte le mie vacanze estive da piccola e quando mio nonno è venuto a mancare e mia nonna ha dichiarato che non riusciva a mandare avanti da sola il casale di famiglia e intendeva venderlo, ho sentito che non potevo permetterlo. Avevo troppi ricordi legati a quella casa. Così, d’impulso, mi sono licenziata e mi sono trasferita da lei, ignorando i moniti dei miei genitori, cittadini dalla testa ai piedi.

Non me ne sono pentita.

[…] Finora non mi è mai pesato, eppure adesso vorrei un uomo al mio fianco, qualcuno che mi sostenga e mi appoggi, qualcuno come il dottor David Reese, il protagonista di St. Mary of London, il mio secondo telefilm preferito, dopo Star Trek. 

Island, il protagonista maschile della storia, cambia durante la sua permanenza nella fattoria di Amneris: innanzitutto comincia a vederla sotto una luce diversa, apprezza la passione che mette nel suo lavoro, impara a godersi la tranquillità e la pace della vita in campagna, con dei ritmi molto diversi dalla frenetica vita di Londra a cui è abituato, comincia ad aprire il suo cuore e a scoprire un sentimento nuovo che non aveva mai provato prima per nessuna donna.

  Se le mie fan sapessero quanto io in realtà disprezzi il dottor Reese, lo show avrebbe un crollo di ascolti che manderebbe in malora la produzione nel giro di una settimana.

[…] Ma cos’hanno le donne con il matrimonio? Perché non capiscono che è l’invenzione più sbagliata che potessero fare gli esseri umani?

[…] È incredibile, io stesso non l’avrei creduto possibile, ma questo sforzo fisico sotto il sole, immerso nella natura e nella solitudine… mi piace.

Il libro ci racconta la storia di due mondi completamente opposti che si incontrano: una ragazza semplice, con un grande amore per la natura e la vita di campagna, e un attore famoso e affascinante, abituato alla frenesia della metropoli. I due però riusciranno a trovarsi, a conoscersi meglio e a capire che in fondo l’amore, quando c’è, può superare qualsiasi differenza e qualsiasi distanza.

Ps. la nonna di Amneris, Ginesia, e la sua numerosa e stramba famiglia, con parenti dai nomi altisonanti e molto particolari, sono un contorno che rende la storia davvero spassosa.

Le autrici

Mariachiara Cabrini è nata a Mantova nel 1982. Lettrice accanita fin da piccolissima, non ha mai vacillato nel suo amore verso i libri e, durante gli anni del liceo, ha iniziato anche a dedicarsi alla scrittura, cercando di dare sfogo alla sua fervida fantasia. Laureata in Storia dell’arte, dopo essere riuscita a trovare il coraggio di pubblicare il suo primo romanzo, Imprinting love, la cui prima stesura risale a quando aveva diciott’anni, ha trovato la spinta giusta per continuare a scrivere. Ormai da cinque anni gestisce il blog “L’arte dello scrivere… forse” con il nick name di Weirde ed è piuttosto conosciuta sulla rete, grazie alle sue recensioni di libri letti in lingua originale e non ancora pubblicati in italiano, e alle sue campagne mediatiche per portare in Italia i libri degli autori che più ama. Tra i generi letterari predilige il fantasy, l’urban fantasy, il giallo storico, il romance storico, il paranormal, lo steampunk e lo sci-fi. Il suo mito è Jane Austen, mentre tra le scrittrici contemporanee i suoi pilastri sono Mary Balogh e Lois McMaster Bujold. Adora le trame anticonvenzionali, i vampiri e i romanzi con eroine non bellissime, ma sorprendentemente in gamba. Odia gli zombie.

Blog: http://weirdesplinder.tumblr.com/

Bibliografia:

Ha pubblicato i romanzi: Imprinting love (Zerocentoundici Editore, 2010), La Fiamma del destino (Lulu.com editore, 2011), Le rocambolesche avventure di una lettrice compulsiva (Ilmiolibro.it, 2012), I colori della nebbia, scritto con l’amica Francesca Cani (pubblicato da Harlequin Mondadori nel 2013), Lie4me Professione bugiarda (Harlequin Mondadori Elit, 2015) poi ripubblicato col titolo L’Accomodatrice (Youcanprint, 2017), vincitore del premio Profumo d’autrice al Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica, Dreamwalker la ragazza che camminava nei sogni (Youcanprint 2017). E’ autrice di numerosi racconti tra cui Ghiaccio, pubblicato nell’antologia “La vita che vorrei”, Giulio Perrone Editore 2010; Amnesia, racconto pubblicato nell’antologia “I vampiri esistono”, Edizioni Domino 2012. Altri suoi racconti possono essere letti liberamente sul suo blog. Ha inoltre curato la traduzione italiana di una fanfiction riguardante il telefilm Buffy the vampire slayer, intitolata La rinascita della fenice e la traduzione collettiva in italiano del romanzo Vulnerable di Amy Lane.

Da https://writtenbyweirde.altervista.org/bio/

Manuela Pigna è una giovane aspirante autrice con il gene della lettura compulsiva. Il marito narra di averla trovata, un giorno, a leggere con interesse le istruzioni del lettore dvd.
La sua esperienza con l’editoria tradizionale si può riassumere così: un bel giorno la chiamò al telefono uno degli editori a cui aveva spedito il suo primissimo manoscritto e le disse, “Sa, io la pubblicherei anche solo per la sua lettera di presentazione. La sua lettera… *risatina*… la sua lettera è stupenda. Non ho mai riso così per una lettera di presentazione in vita mia.”
E lei rispose, “Wow! Fantastico!”… *risata complice con l’editore*… “Mi fa un sacco piacere!”
“Però non la pubblicherò.”
“Oh.”
Fine dell’esperienza con l’editoria tradizionale.
Da quel giorno volse il suo sguardo al self-publishing.
Che altro aggiungere per farsi conoscere un po’?
Intanto aveva giurato e spergiurato, in passato, che non avrebbe mai scritto di se stessa in terza persona, perché trova(va) la cosa ridicola e poco spontanea, ma va detto che la coerenza non è il suo forte, e poi una volta preso il via non è neanche così male.
Ama profondamente il termine “giovine”, purtroppo oggi obsoleto, il cioccolato al latte con nocciole rigorosamente intere e le persone coerenti.
La trovate su Facebook, e lì, vi giura, vi parlerà in prima persona.

Da goodreads

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