Recensione. Il trono di spade Libro primo delle cronache del ghiaccio e del fuoco

George R. R. Martin

Oscar Mondadori

Pagine 425

Prezzo 12,00

 

 

 

 Sedeva sul Trono di Spade, l’immane, ancestrale scranno di Aegon il Conquistatore, una mostruosità di metallo, un groviglio di lame, rostri, bordi taglienti, pezzi d’acciaio contorti in modo grottesco.

«Quando si gioca al gioco del trono, o si vince o si muore. Non esistono terre di nessuno.»

Con il Gdl #mattonenontitemo ho letto il primo volume de Il trono di spade.

Trama

da amazon

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L’ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all’ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all’estremo Nord, la Barriera – una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei – sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l’inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre.

Recensione

Ho visto la serie TV prima di leggere i libri, ma devo dire che è stato fatto un ottimo lavoro per realizzare la trasposizione televisiva e quindi non sono stata delusa dal fatto che il libro sia migliore della serie che da esso è stata tratta.

Ho ritrovato con grandissimo piacere tutti personaggi che conoscevo già: le famiglie coinvolte nella storia, i Lannister di Castel Granito, gli Stark di Grande Inverno, i Baratheon di Approdo del re, e poi Daenerys e Vyseris Targaryen, Petyr Baelish Ditocorto, Varys detto Il ragno tessitore.

E’ stato affascinante seguire le vicende dei vari personaggi che si intrecciano,  Bisogna seguire la lettura con molta attenzione perché i personaggi sono molti e le loro storie vengono interrotte per lasciare spazio ad altre e poi vengono riprese, ma Martin è molto abile nel tenere tutto sotto controllo e nel tessere i fili della trama narrativa, tenendo sempre desta l’attenzione del lettore e trascinandolo pagina dopo pagina con digressioni descrittive sapientemente alternate a dialoghi concitati.

Una delle descrizioni più straordinarie è quella di un Estraneo, uno degli esseri misteriosi e inquietanti che si aggirano nei pressi della Barriera.

Una sagoma alta, scavata, dura come vecchie ossa, la pelle livida che pareva d’alabastro. Ogni volta che si muoveva, la sua armatura sembrava cambiare colore: un momento appariva candida come neve appena caduta, il momento dopo era nera come una caverna. Il tutto andava a mescolarsi, a compenetrarsi con lo sfondo grigioverde degli alberi in un sinistro caleidoscopio che mutava a ogni passo, simile ai raggi della luna su acque agitate.

[…] L’Estraneo continuò ad avanzare senza rumore. Nella destra aveva una spada lunga, diversa da qualsiasi altra Will avesse mai visto. Nessun metallo noto all’uomo era stato usato per forgiare quella lama. No, nessun metallo, infatti: la lama era di cristallo. Pareva un’entità vivente, talmente sottile da svanire quando la si guardava di taglio. Emanava una luminescenza azzurra, un alone spettrale che si faceva indistinto ai bordi.

Altre descrizioni molto potenti sono quelle dei componenti della famiglia Lannister.

Cersei Lannister era effettivamente la bellezza che tutti gli uomini dicevano che fosse. Una tiara di pietre preziose tratteneva i suoi lunghi capelli biondi, gli smeraldi in perfetto accostamento cromatico con il verde dei suoi occhi.

[…] fratelli della regina, i Lannister di Castel Granito, il Leone e il Folletto, ed era impossibile non capire chi fosse cosa. Ser Jaime Lannister, fratello gemello della regina Cersei, era alto e dorato, con scintillanti occhi verdi e un sorriso affilato come una lama di Valyria. Indossava seta porpora, alti stivali neri, un’ampia cappa di satin nero. Il leone della sua nobile Casa, ricamato in oro sul petto del suo farsetto, era raffigurato in un ruggito carico di sfida, di minaccia. Il Leone di Lannister, così veniva chiamato ser Jaime nelle sale del regno, ma alle sue spalle si sussurrava un altro appellativo, assai diverso: Sterminatore di Re.

[…]Tyrion, il più giovane della covata di lord Tywin e di gran lunga il più brutto. Tutti i doni estetici che gli dèi avevano concesso a Cersei e a Jaime, li avevano negati a Tyrion, il Folletto, un nano alto la metà del fratello, che arrancava per tenere il passo su gambette arcuate, deformi. La sua testa, sproporzionatamente grossa in confronto al resto del corpo, ospitava una faccia dai lineamenti brutali, rincagnati, quasi tenuta in ombra da un’arcata sopraccigliare sporgente. Aveva occhi di colori diversi, uno nero e l’altro verde, le iridi asimmetriche seminascoste da un ciuffo di capelli talmente biondi da apparire bianchi.

[…]Tywin Lannister, lord di Castel Granito, Protettore dell’Ovest dei Sette Regni, era sui cinquantacinque, ma conservava il vigore di un ventenne. Perfino da seduto, s’indovinavano le sue lunghe gambe, le spalle ampie, il ventre piatto. Le braccia sottili erano un intreccio di muscoli. Quando la sua folta chioma biondo oro aveva cominciato a rarefarsi, lord Tywin, uomo che non credeva nelle mezze misure, aveva dato ordine al barbiere di rasargli il cranio. Questi gli aveva rasato anche il mento e il labbro superiore, ma aveva lasciato le basette, e adesso le sue guance erano quasi del tutto coperte da due folti ciuffi di peluria bionda, che partivano dall’orecchio e scendevano fino alla mandibola. I suoi occhi erano di un pallido verde con venature dorate. Una volta, un giullare troppo temerario aveva detto per scherzo che perfino la merda di lord Tywin doveva essere venata d’oro.

Sarebbe troppo lungo soffermarsi su tutti i personaggi principali, che sono davvero molti. Quelli che mi hanno colpito di più sono il Folletto, Tyrion Lannister e Arya Stark.

Il primo è il figlio che il grande Lord Tywin odia profondamente, perché deforme e perché nascendo ha ucciso sua moglie. Così Tyrion è cresciuto nel disprezzo paterno, difeso solo dal fratello Jaime, che è tutto ciò che lui vorrebbe essere: forte, affascinante, apprezzato da tutti. Il Folletto però ha un grande spirito di adattamento e un forte senso dell’umorismo che a volte lo salva da situazioni scomode, ma più spesso lo mette nei guai. La sua filosofia di vita può essere racchiusa in queste sue due frasi:

«Mai, mai dimenticare chi sei, perché di certo il mondo non lo dimenticherà. Trasforma chi sei nella tua forza, così non potrà mai essere la tua debolezza. Fanne un’armatura, e non potrà mai essere usata contro di te.»

[…]Come arma, mio fratello ha la spada e re Robert la mazza da combattimento. Io ho la mente, e per continuare a essere un’arma valida, la mente ha bisogno dei libri quanto una spada ha bisogno della pietra per affilarla.»

Arya è una ragazzina ribelle, un maschiaccio che al cucito e al ricamo preferisce il combattimento con le spade. È spesso in disaccordo con la sorella Sansa, bella ed elegante e già pronta a diventare regina un giorno, mentre lei preferisce girare in piena libertà con il suo metà-lupo Nymeria. Arya ha ricevuto un addestramento particolare nel combattimento per volere del padre e saranno proprio questi insegnamenti che la salveranno più di una volta.

«Rapida come un cervo. Silenziosa come un’ombra. La paura uccide più della spada. Veloce come una vipera. Calma come acqua stagnante. La paura uccide più della spada. Forte come un orso. Feroce come un furetto. La paura uccide più della spada. Colui che teme di perdere ha già perso. La paura uccide più della spada. La paura uccide più della spada. La paura uccide più della spada.»

Forse il personaggio attorno a cui ruota tutto in questo primo libro è Eddad Stark, il nuovo Primo Cavaliere del re che si trova a svolgere un compito che non gradisce solo per l’antica amicizia che lo lega al suo sovrano. Nell’espletamento delle sue funzioni dovrà abbandonare Grande Inverno e trasferirsi alla corte ad Approdo del re, dove gli intrighi di palazzo e i segreti lo porteranno a dover scegliere tra la sua vita e la difesa della verità ad ogni costo.

Bellissime sono le parole che rivolge ad Arya.

«Lascia che ti dica qualcosa sui lupi, piccola. Quando la neve cade e i venti gelidi soffiano, il lupo solitario perisce, mentre il branco sopravvive. L’estate è il tempo delle liti, ma d’inverno dobbiamo proteggerci gli uni con gli altri, condividere il calore, mettere assieme le nostre forze. Quindi, se proprio devi odiare qualcuno, odia coloro che davvero vogliono il nostro male. Septa Mordane è una brava donna, e Sansa… è tua sorella. Sarete anche diverse quanto il sole e la luna, ma nei vostri cuori scorre il medesimo sangue. Tu hai bisogno di lei, come lei ha bisogno di te… E io, gli dèi mi assistano, ho bisogno di voi, di tutt’e due.»

Che cosa posso aggiungere? Ci sarebbero ancora moltissime cose da dire ma non voglio annoiarvi oltre e spero di avervi incuriosito e invogliato ad intraprendere questa straordinaria lettura.

L’autore

George R.R. Martin (Bayonne, New Jersey, 1948) è l’autore delle celebri “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”. Sceneggiatore per il cinema e la televisione, ha pubblicato racconti e romanzi di fantascienza, vincendo numerosi premi, tra cui l’Hugo, il Nebula, il Bram Stoker e il Locus. Mondadori ha pubblicato tutti i libri delle “Cronache” compreso il prequel Il Cavaliere dei Sette Regni (2014) e La Principessa e la Regina (contenuto in La Principessa e la Regina e altre storie di donne pericolose, antologia curata da Martin stesso assieme a Gardner Dozois, 2015), e il volume Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco: la storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade (2014, con Linda Antonsson e Elio M. García Jr.), le raccolte di racconti Le Torri di Cenere (2007) e I re di sabbia (2008), il romanzo Il Pianeta dei Venti (2012, con Lisa Tuttle), i due volumi di racconti I Canti del Sogno (2015) e la serie di romanzi a mosaico da lui coordinata Wild Cards.

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