Recensione. Graffi(ti) di me e di te…

Arianna Venturino

Independently published

Pagine 260

[…] non puoi scappare per paura di amare, di essere vulnerabile. L’amore è un’avventura. Devi viverla o lui ti troverà e ti travolgerà in ogni caso. Non si può sfuggire a qualcosa che deve accadere.»

Esce oggi il libro di Arianna Venturino che ringrazio per avermene fornito una copia.

Trama

Luna e Christopher sono due anime che si scontrano per caso e che poi non riescono a staccarsi: lei è una ragazza fragile che si è costruita una corazza per tenersi al riparo dal dolore e per allontanare gli altri, lui ha subito una grave perdita e ne porta ancora i segni. I loro dolori si mescolano e si fondono in una passione che li travolge e li separa e poi ….

Recensione

Questo libro ha un fondo di tristezza e sofferenza che coinvolge il lettore e lo porta ad immedesimarsi nei protagonisti. Chi di noi dopo tante brutte esperienze non cerca di tutelarsi e finisce per chiudersi al prossimo? Chi di noi non ha ostentato indifferenza verso gli altri per paura di essere ferito di nuovo?

Quando la vita ti mette a dura prova è normale cercare di proteggersi, disperare della felicità, anzi avere paura di essere felici. Appena si prova un po’ di sollievo, subito si è assaliti dal terrore che questo stato di grazia possa finire da un momento all’altro.

Luna è sempre vissuta nel dolore: abbandonata dai suoi genitori, è vissuta per un po’ in un orfanotrofio e poi è stata adottata da una famiglia che la sfruttava e non l’ha mai amata. Quando ha potuto, se ne è andata di casa e ha trovato una nuova famiglia nel gruppo musicale di cui è entrata a far parte. La ragazza cresce e matura in compagnia dei suoi amici Leslie, Kimberly e Michael finché si imbatte in Christopher.

[…] io ero incendiata di cinismo. Io non trovavo comfort tra i libri, ma picchiando la mia batteria per fare casino. Io ero un casino.

[…] Il mondo era pieno di passione, di amore, di semplicità. La semplicità di fare qualcosa per il solo scopo di rendere liberi se stessi e non per dimostrare qualcosa a qualcuno, non di dover essere perfetti oppure acclamati. Il mondo degli artisti di strada era così, potevamo fare il nostro “casino”, potevamo sorridere e ridere, cantare a squarciagola, essere noi stessi e andare bene così. Dovevamo solamente essere felici, ci riuscivamo perché eravamo ciò che volevamo essere. Non eravamo stereotipi di una società che imponeva lavori seri, orari definiti, aspetto posato o all’ultima moda; non eravamo ciò che i superbi volevano che fossimo; eravamo fottutamente ribelli, eravamo fottutamente diversi, eravamo fottutamente liberi.

Anche Christopher ha sofferto molto e non riesce a liberarsi dai rimorsi per non essere riuscito a salvare la sorella, suicidatasi, e quando incontra Luna è come se sentisse il bisogno irresistibile di proteggerla dal male che c’è nel mondo.

Oltre ad aver sperimentato il dolore, entrambi i protagonisti sono degli artisti: Luna va contro tutto e tutti pur di seguire la sua passione che è la musica, Christopher si esprime attraverso i graffiti che sono delle vere e proprie opere d’arte.

«Una delle tante regole per essere un graffitaro è “sporcarsi le mani”. Non dobbiamo provare nessun tipo di disgusto verso la nostra pittura, dobbiamo farla diventare parte di noi.

[…] Il disegno è qualcosa che nasce da voi stessi, è libera espressione. È quel “io bambino” che cerca di uscire, sono le vostre emozioni più profonde. Ciò che raffigurate rappresenta quel vostro pensiero inconscio, quelle vostre paure, quelle domande a cui non sapete rispondere. Questa è la differenza tra fare arte ed essere arte. Ci deve essere un collegamento tra il talento e il sapere esprimersi. Solo così sarete artisti completi e finiti. Tutto parte da che cosa volete raccontare.» Mi guardavano tutti con ammirazione, come se stessero adorando una qualche divinità. In realtà quello era tutto ciò in cui credevo: le mani collegate al cuore, i colori collegati alle emozioni e ogni colore collegato agli stati d’animo.

Adesso non vedo l’ora di sapere quale sarà il destino di Luna e Christopher.

«Ti amo, piccola Moon.» E a quelle parole sentii il mio mondo grigio colorarsi di mille colori diversi, una tavolozza imprevista, come se facesse tutto parte di un disegno, un suo disegno. Noi eravamo la vernice su un muro, la bomboletta spray dorata che rendeva i dettagli eleganti, il colore rosso abbinato al verde, come mondi dissonanti. Eravamo stati disegnati a matita lentamente, in un universo parallelo forse, per poi essere colorati di colpo, come un maremoto di tinte e schizzi incontrollati.

L’autrice

Arianna Venturino nasce nel settembre del 1996. Si specializza in grafica editoriale e apre un bookblog (onlybookslover.it) per dar voce a quello che ama di più: il mondo dell’editoria.
Con newbook edizioni pubblica il suo primo libro: “Senza più paura”. Un anno dopo, nel settembre 2018, arriva “Ti vengo a prendere” pubblicato con Letteratura Alternativa edizioni.
Nuova nel mondo del self – publishing, vuole sperimentare questa via per la dilogia: GRAFFI(TI); fa così uscire nel settembre 2019 il primo volume: GRAFFI(TI)…DI ME E DI TE

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