Recensione. Le elezioni del colpevole

Alessio Giannullo

Bookabook

Prezzo 15,00 €, eBook 5,99 €

Si passano pettegolezzi come uno spacciatore passerebbe la “roba” al suo cliente. Vanno letteralmente in visibilio quando c’è qualcosa di cui parlare, o forse è meglio che dica “sparlare”. Ma d’altronde, mio caro Diario, questo è il grandissimo “pregio” di vivere in un piccolo paese di poche anime, per quanto anima sia un eufemismo. Non che possa toccarmi, non fraintendermi, io me ne frego di tutte queste stupidaggini. Sono un emarginato sociale, no? I pettegolezzi, per quanto taglienti, neanche mi sfiorano.

Gli autori emergenti sono una risorsa preziosa da ammirare e valorizzare. Si dice sempre che i giovani di oggi siano degli inconcludenti, ma il libro di questo giovane autore che oggi vi propongo è la dimostrazione che non è così.

Trama

Nel piccolo paese di Porto Blu si stanno per tenere le elezioni per scegliere il nuovo sindaco. La lotta è tra il primo cittadino in carica ed un avvocato alle prime armi per quanto riguarda la carriera politica, ma molto appassionato e convinto delle sue idee.

Da un lato c’è la solita lista di destra, con a capo quello che i suoi seguaci chiamano il Grande, un benestante che grazie alla sua sconfinata cultura, si è ricavato una schiera di fanatici pronti a sostenerlo davanti al diavolo. Fanno sembrare anche la più banale delle sue azioni un’impresa ultraterrena.

[…] L’altra fazione è composta da una lista all’apparenza nuova, anche se in molti l’hanno già etichettata come la “lista delle marionette”, manovrata dagli storici esponenti della sinistra locale. Che sia vero o meno, non me ne frega un tubo. Tanto comunque non voterò. Quali vantaggi potrebbe comportarmi il farlo? Chi vogliono prendere in giro, le cose non cambieranno. La mia vita rimarrà uno schifo e continuerò a vagare come uno zombie in questo stupido paese sia che al suo comando ci sia un coglione di destra che un coglione di sinistra. A capo di quella che al di là delle puntuali critiche si è presentata come una lista civica, c’è un’altra personalità di spicco di Porto Blu, quella che io, nei miei dialoghi interiori ho cominciato a chiamare il Benefattore. È un mio coetaneo, un uomo al quale la vita sembra aver sempre sorriso. Bell’infanzia, bel percorso di studi, bella carriera d’avvocato, bell’aspetto, bella casa, bella famiglia e bella moglie. Stimato da vecchi e adorato da giovani, ha deciso di intraprendere la carriera politica per fare il bene del suo popolo. Ecco perché per me è il Benefattore, perché cammina a testa alta per le strade del paese e, come un nuovo messia, è sempre pronto ad offrire il proprio aiuto a chi ne necessita.

I due si scontrano sul destino del Forte, un monumento locale molto importante ma, come se ciò non bastasse, a questa campagna elettorale così rovente si intrecciano una serie di omicidi su cui indagano il narratore, uno strano personaggio che crede di essere un Texas Ranger e un crittografo.

Recensione

Il punto di vista attraverso cui apprendiamo i fatti è alquanto estraniante, perché come scopriamo fin dalle prime pagine il narratore, che tutti chiamano Marcello, è in cura presso uno psicologo ed è una sorta di pazzo del paese, che scrocca cibo e bevute, vive ai margini della società, quasi deriso da tutti. Ha però un’intelligenza molto acuta e delle conoscenze particolari, come il meccanismo che è alla base delle elezioni o il fatto che chi viene arrestato ha diritto ad avere un avvocato d’ufficio.

La storia viene narrata attraverso il diario che Marcello scrive su richiesta del suo dottore, quindi possiamo dire che questo personaggio è una sorta di Zeno moderno, anche lui poco convinto della validità della terapia che sta seguendo e dubbioso sulla vera natura della sua malattia.

Leggendo, scopriamo anche il suo passato, fatto di dolore e traumi che non sono stati cancellati ne’ tanto meno rielaborati.

È un racconto a tratti esilarante per l’ironia con cui Marcello guarda gli abitanti del suo paese o nei passaggi in cui si parla di Gigi Texas Ranger.

Una delle frasi che più mi ha colpito è la teoria che Marcello ha della vita, dove tutti sono omologati, uguali gli uni agli altri, invece lui preferisce essere diverso, emarginato ma diverso.

[…] il Tetris, Gigi, insegna che quando ti adegui alla massa finisci per scomparire. E sai che ti dico, vecchio cowboy? Io preferisco essere un rifiuto della società, un reietto… sì, preferisco essere una merda di cane che tutti scansano, se ciò mi conferisce una mia identità, piuttosto che essere un insipido insignificante nulla che scompare accanto alle sue esatte copie.»

Un libro da leggere!

Dal sito bookabook.it

PERCHÉ HO SCRITTO QUESTO LIBRO:

Le elezioni del colpevole nasce dalla mia passione per il giallo. Nonostante mi sia ispirato a Conan Doyle, padre della narrativa investigativa, ho tentato di rovesciare i canoni di quest’ultima, adottando come protagonista uno di quegli strambi personaggi dei quali ogni piccola realtà cittadina è dotata, uno di quei poveri emarginati ignorati dai grandi e derisi dai piccoli. Scrivendo ho finito per affezionarmici, compatendolo come non ero mai riuscito a fare con i suoi colleghi della realtà.

 

L’autore

Giannullo è all’Isola d’Elba il 24 febbraio del 1995 e vive ancora sull’isola. Si è diplomato in Ragioneria e lavora presso l’azienda di famiglia. Sfrutta la solitudine dell’inverno per dedicarsi alla sua passione: la scrittura. Proprio la realtà di provincia, con tutti i difetti della vita di paese, è protagonista della sua seconda creazione: “Le elezioni delcolpevole”.

Link per acquistare il libro

https://bookabook.it/libri/le-elezioni-del-colpevole/

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